
Nello scenario di Scalo Hub, Zach LeDay era certamente una delle figure più attese dai tifosi di Olimpia Milano. Dopo tre stagioni agli ordini di Obradovic in quel di Belgrado, il ritorno in biancorosso.
Christos Stavropoulos lo accoglie con parole importanti: «Il nostro Zach è come se non se ne fosse mai andato via da qua. Siamo molto felici di riaverti».
Negli occhi dell’ala di Dallas una luce diversa, maggiore consapevolezza, l’aria da leader: «Sono felice di essere qui. Siamo gente che ha fame, con grandi obiettivi e lavoreremo per raggiungerli».
Dopo tre stagioni, ovvio che molto sia cambiato: «Voglio essere me stesso, portare energia e miglioramenti, sono uno che lavora duro. Sono passati anni dalla mia ultima partita qui, ovvio che io sia migliorato in certi aspetti, ma l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero vincere. Ora un’altro aspetto importante è trovare coesione di squadra».
Nello spogliatoio la sua sarà una voce importante: «L’ho fatto anche al Partizan, dove trovai una squadra giovane. Io appena apro la porta dello spogliatoio inizio a parlare. Comunicare è quello che so fare e continuerò a fare».
Ettore Messina, poi Zeljko Obradovic, poi ancora Ettore Messina. Due caratteri non da poco: «Cercano di raggiungere l’obiettivo, in modo differente, ma sono come vino bianco e vino rosso. Sono bravi ad aiutare i giocatori a fare un passo in avanti».

A proposito di leader, il buon Zach può esserlo, con la sua energia è uno che sa trascinare i compagni.
Ha uno spirito “duro” e aggressivo” da lottatore.
Cattivo al punto giusto competitivamente parlando, quell’istinto di fondo che un po’ e’ mancato alla squadra negli anni recenti (salvo sprazzi).
Non penso da solo cambierà la faccia Olimpia tramutandola in un gruppo di “bad boys” affamati di sangue, ma una tinta forte nel gruppo pronta a dare i giusti segnali quando necessario in campo.
Speriamo almeno.