Prosegue il nostro viaggio nel nuovo roster dell’Olimpia Milano, che il 26 agosto inizierà la sua avventura nella stagione 2024/25 con il raduno e le prime amichevoli. Oggi tocca ad un giocatore confermato: Diego Flaccadori, con ancora un anno di contratto con i biancorossi.
Olimpia Milano roster | Cosa può dare Diego Flaccadori
Fisico – Ha un fisico importante per il suo ruolo e, come mostrato già l’anno scorso, potrà sfruttarlo sui due lati del campo per prendersi dei vantaggi.
Esperienza – Un anno con Ettore Messina, un anno in cui ha capito cosa vuole da lui il tecnico. Quest’anno potrà metterlo a frutto, per cercare più spazio.
Play o guardia – Può giocare nel doppio ruolo, potendo così scendere sul parquet sia da regista oppure al supporto del playmaker, permettendo a Messina il doppio handler.
Olimpia Milano roster | Le criticità per Diego Flaccadori
Tiro da 3 – Molto ondivago nelle conclusioni dall’arco, con una statistica in carriera attorno al 30%, confermata anche nel corso della scorsa stagione.
Continuità – Lo scorso anno ha vissuto momenti superlativi ed altri negativi. Non è facile con un utilizzo a sprazzi, però servirà un passo avanti in questo senso.
Minuti – Ha fatto fatica a trovare spazio in molti momenti lo scorso anno, quest’anno il reparto esterni è più ricco, aspettando anche un altro handler. E rischia di avere ancora meno minuti.

Mahhh, hanler, guardia ala, centro. Si semplifica tutto e ci si sente più moderni e aggiornati sulle tendenze. Salvo poi ritrattare e chiarire che manca un’ ala piccola o un playmaker.
Diego è un ottimo comprimario, andrebbe utilizzato, lui e gli altri italiani, soprattutto in partite di LBA . L’ utilizzo dei Panda in LBA. Questa è un altra cosa che sono curioso di vedere come Messina gestirà. Darà loro maggiore minutaggio rispetto al passato ? ?………Sarebbe una svolta….
Bisogna dosare il minutaggio cercando di trovare un equilibrio tra il dare il giusto riposo ai giovatori più utilizzati e arrivare primi in rs (l’ eventuale finale si gioca in casa del primo). L’ anno scorso siamo arrivati secondi ma potevamo arrivare anche terzi. Poi abbiamo vinto lo stesso ma l’ anno precedente (per esempio) in finale il fattore campo non mai violato.
Questa cosa non è sicuramente scontata e facile.
Il primo e il terzo scudetto della gestione Messina è stato vinto con il fattore campo avverso.
E anche quello di Bologna fu vinto con il fattore campo a sfavore. Quindi come vedi se una squadra è forte il fattore campo è relativo. In LBA devono giocare prevalentemente gli italiani e in generale chi gioca meno in EL.
Se solo si riuscisse a costruirgli un tiro minimamente più affidabile…
Fisicamente è uno dei pochi piccoli italiani in grado di reggere in EL (forse l’unico, insieme a Pajola) e anche come visione di gioco non è affatto male.
Su Diego, senza scendere in dettagli tecnico-tattici, mi colpi’ il cambiamento della tecnica di tiro, passando da mancino che era (Trento mi sembra) alla mano destra come dominante alla realtà’ attuale (forse comincio a Monaco). Non ho seguito da vicino e potrei sbagliarmi, ma sembra che il cambiamento abbia portato a un abbassamento delle percentuali e a una meccanica che ora sembra meno ortodossa cestisticamente parlando.
Esponendomi qui ai soliti insulti incivili “boomer/disadattato/dinosauro d’altra epoca” (please go ahead and take your best shot), mi ricorda la situazione “Pittis” (per chi ha rimembranze di periodo passo’ dalla mano destra a status mancino uscendo dalla Tracer)…eccetto che per Riccardo la scelta fu obbligata da una brutta “malattia” che lo colpi’ unilateralmente se non ricordo male, costringendolo in un’estate a re-inventarsi ambidestro pre trasferimento a Treviso.
Puo’ essere (ma non lo so per certo) che i problemi al tiro siano effettivamente strutturali, in quanto quei cambiamenti di solito si assestano su abitudine meccaniche nuove, a volte non ottimali e difficili da cambiare in quanto riposano su nuovi link neuronali. Il che lo limita parecchio, da minaccia costante su ogni lato del campo, a pericolo in penetrazione (e scarico) ma come tale contenibile.