Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, Maodo Lo non farà parte dell’Olimpia Milano nella stagione 2024/25. Il playmaker tedesco ha fatto, tramite il sito ufficiale della nazionale tedesca con cui sta preparando le Olimpiadi di Parigi 2024, un bilancio della scorsa annata in biancorosso.
Un campionato condizionato fortemente dagli infortuni: “Nella mia carriera non ho mai avuto, fortunatamente, infortuni gravi, ma la scorsa stagione ho sofferto per colpa di vari problemi muscolari, acciacchi e dolori vari. Forse questo è il prezzo da pagare per le estati interminabili con la Nazionale, in cui si gioca tanto e spesso senza avere molte possibilità di recuperare. È un peccato che sia accaduto proprio nel mio primo anno all’estero“.
Ci sono stati tanti stop, uno dietro l’altro: “Dopo un infortunio si cerca di riprendersi lentamente per evitare brutte sorprese e di ritrovare il ritmo perso. Il problema è se poi ci si infortuna di nuovo subito. E’ stato difficile fare i conti con queste difficoltà“.
Tuttavia, Lo è soddisfatto di quanto fatto a Milano: “La stagione, nel complesso, è stata positiva. Quando ero in forma, giocavo bene. Ma non lo sono stato abbastanza e questo fa parte dello sport. Ho giocato bene anche in un sistema più ‘rigido’ come quello di coach Ettore Messina, ma a causa dei tanti infortuni non è stato per nulla semplice trovare il ritmo”.

Stranamente arriva a Milano e ne succedono di ogni…..non basta però ad assolverlo dal suo essere un playmaker con scarsissime attitudini di playmaking
Ribadisco che una prima linea composta da Nenad,Leandro,Flakka ed un Lo in uno stato accettabile di salute sarebbe a mio avviso più che sufficiente per i nostri obiettivi realistici per la prossima stagione( titolo italiano,play in Eurolega).
Concordo.
Anche perché cambiare ogni anno non porta da nessuna parte.
Il giocatore è stato scelto, era conosciuto, hanno valutato che fosse adeguato.
Un secondo anno lo terrei.
concordo.. una possibilita’ di riscatto gli andrebbe data.
alla fine dei conti era (e?) il play della naz tedesca.. non il primo della lista ma nemmeno l’ultimo degli stronzi (cit E.L.S.T.)
premesso che non conosco Nenad e quindi su di lui mi astengo, ma ad oggi è comunque alla prima esperienza in EL, gli altri tre non sono playmaker che costruiscono il gioco ma guardie, capaci di portare palla, con caratteristiche tra loro diverse. Per quello che il gioco di Messina va bene così e difatti aggiungeremo un altra point guard/handler (in aggiunta/al posto di Lo). Io continuo a pensare che un costruttore di gioco con personalità ed esperienza EL in una squadra che vuol fare bene nella competizione europea ci voglia, se vuoi arrivare almeno ai play off (i play in di per se stessi non sono un obiettivo ma solo un ancora di salvezza per arrivare ai play off) però vedremo, magari Messina al terzo tentativo ci stupisce.
Ricordo solo che nell’unico anno in cui siamo arrivati alle final four avevamo Rodriguez (cioè un playmaker con esperienza ad altro livello in EL e personalità da vendere) oltre a Delaney.
Secondo me a questo punto è legittimo pensare che i po di EL NON siano davvero un obiettivo dell’Armani Messina – tantomeno restare stabilmente almeno a quel livello, come era stato dichiarato più volte nei programmi iniziali della sfortunata era Messina.
La squadra di quest’anno, per quanto ancora non finita, si basa in massima parte su due scommesse principali, secondo me.
Quella del giovanissimo play senza esperienza di EL e abituato ad avere palla in mano e responsabilità importanti nella sua squadra precedente, che molto probabilmente con Messina non avrà più, anzi, come ha dichiarato Lo, giocherà in un sistema molto rigido.
Non è tanto se ce la faccia o no, perché leggo che il talento ci sarebbe, ma quanto riuscirà e per quanto – perché ricordiamo che gioca in una squadra trita play come l’Armani Messina ha dimostrato di essere finora: anche per scelte sbagliate dei giocatori scelti, ad un livello di errore francamente incomprensibile – Mitrou e Mack su tutti, gente che di play making non aveva proprio nulla, a partire dalla testa.
E lo provano non tanto le mie parole, ma la scelta costante e reiterata di far giocare Hall da play, che proprio non era il suo, almeno fino all’affaire (affaire, non affare) Napier, che è prova lampante d’indecisione e d’incomprensione di cosa si voglia nel ruolo.
L’altra scommessa importante è quella sulla salute delle due star, Shields e Mirotic: una scommessa difficile e pericolosa, che il passato recente e recentissimo di entrambi, non sembra lasciare pendere per un risultato favorevole.
Soprattutto Shavon, che non avendo un cambio, fa temere parecchio per la sua sovraesposizione, soprattutto conoscendo noi ormai bene la tendenza di Messina a cadere in questo errore.
Io mi auguro che le scommesse paghino, perché comunque questa è la squadra del mio cuore da sempre e sempre lo sarà, ma penso anche che anche se le scommesse paghino, i 6 posti di accesso diretto ai po siano preclusi, e l’obiettivo possa essere un bel settimo/ottavo posto.
Se poi uno volesse davvero l’accesso ai po, coi mezzi che Armani mette a disposizione di Messina, non si sarebbe fatta una squadra di forti scommesse come a me pare che sia l’Armani Messina del prossimo anno, per quanto ancora non finita.
Di certo questa costruzione così azzardata non lascia sperare in un progetto di permanenza costante nei po, ma soltanto in un la va o la spacca di scarso valore agonistico, secondo me.
Voglio dire: questi tipi di scommesse le fanno e le devono fare le squadre che non hanno i mezzi dell’Armani Messina: che quando riescono è un godimento per tutti.
Ma uno che spende come le prime, per stare in mezzo al coro, che scintilla mi da?
Lo scudetto?
Ecco appunto, io non sono mica il ganassa…