
Danilo Gallinari, ospite di Piero Guerrini su Tuttosport, torna sul suo futuro, tra NBA e l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Olimpia Milano.
SULL’OBIETTIVO NBA
«Certo, mi sento ancora di poter avere un ruolo, dare tanto. Ai primi di luglio firmeranno i free agent più importanti, poi valuteremo le offerte. Cerco ancora una squadra di grande ambizione».
SU UN RITORNO A MILANO
«È dura, è dura. Anche quando torno per un breve periodo a Milano e vedo gli amici, avverto l’affetto camminando per strada, è sinceramente dura. Però per questo anno dovranno e dovremo aspettare».


Non ti vogliamo , sei un vecchio cadavere , ma cosa credi
Quello di quest’anno è l’ultimo treno, probabilmente già partito in ampio ritardo, per venire a Milano come giocatore di basket (seppur al 30% del suo potenziale).
Poi sarà solo immagine stile Armani, che sia in campo o fuori dal campo
“Quest’anno dovranno aspettare”?
Gallo, già adesso hai la mobilità di un paracarro, pensi di venire a Milano verso i 38 anni e trovare ancora un ingaggio da prepensionato, magari pure ben pagato? Vabbè le figurine, ma ci vuole un minimo di decenza. Se vuoi venire a fare l’uomo immagine per Armani puoi farlo da modello, senza necessariamente giocare a basket nell’Armani.
Vuoi smettere, dove hai iniziato, a Milano? Prova con l’Urania.
Legittimamente è innamorato degli Stati Uniti e la sua famiglia sta bene la. Preferisce fare il comprimario perdente in NBA che provare a vincere in Europa (anche se ormai non più da protagonista).
Tutto giusto ma sia chiaro e lo dica senza remore, il basket italiano, l’Olimpia e l’Italia sono per me un’ultimissima scelta, magari ci tornerò da pensionato a giocare a bocce
Gli europei che vivono per periodi lunghi qui in USA, almeno nella mia esperienza di 30 anni qui negli Stati Uniti, prima o poi rientrano. E ne ho visti e conosciuti molti in una lunga vita….Tornano a casa se ne hanno le possibilità, salvo chi sposa “americano” che li blocca (fatta eccezione del divorzio).
Il loro periodo più bello e’ quando possono fare la “doppia sponda”, passando qualche mese qui e qualche mese in Europa, senza commitment. Si prendono l’affetto locale (e anni fa, forse non più oggi perché più comune) con un filo di “ammirazione” dell’expat e delle sue avventure.
Gli USA sono estenuanti e complessi per diventare una “casa ospitale” per chi non ci e’ nato. Danilo penso tornerà a Milano, magari non fra un anno, forse fra due o tre.
Ma non lo vedo stabilirsi di sana pianta in America. Non ha qui uno “scoglio duro” di riferimento (ancora) per quello che vedo e la vita fuori dalla NBA avrà un sapore diverso.
Il rientro in Europa non penso sia in discussione. Il quando e’ il punto.
Al preolimpico ne farà 25 a partita e gli sbaveremo dietro.
Può ancora dire la sua, meglio giocando 20 minuti in 30 partite di Eurolega piuttosto che 10 in 82 partite di NBA
25 ? 10? Dai i numeri
25 a partita urca da prendere subito a 5 milioni l’anno ahahahah
25 a partita, giocando un sacco di partite ravvicinate? È tanto se Gallo non si fa male. E l’Eurolega sono 34 partite per 18 squadre, non 30.
Gallinari adora l’NBA? Giusto che ci resti, senza però rompere gli zebedei ogni anno tenendo l’Armani come ruota di scorta nel caso in cui non lo voglia nessuno.
Dammi retta pippa di meno.
Ma ancora?? Ancora???
Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Di clamoroso c’è che Maggi dica del ritorno del Gallo a Milano che sia “clamoroso”
Ammiro professionisti come Toni Kroos che ha deciso di lasciare a 34 anni da titolare nel Real vincendo la CL e da titolare e capitano della Germania agli europei. Uno deve avere sempre chiaro che a 37 anni andare avanti sembra solo che lo si faccia per soldi e per il ricordo di quello che uno era e non potrà piu’ essere. Fare la riserva a volte nemmeno utilizzata di gente molto piu’ giovane non credo sia molto motivante se non per la moneta. Ma è il mio pensiero.
La “self delusion” da complesso di onnipotenza. “Dovranno aspettare” accondiscendente, tutti pendendo dalle sue labbra.
Il campo ha detto diversamente quest’anno in NBA per quello che ha mostrato con i Bucks. No, non dato indicazioni chiare che “possa dare ancora tanto”. E il suo utilizzo limitato l’ha dimostrato.
Gli si augura di ritrovare la forma di una volta, ma i suoi commenti qui hanno un filo di irrispettosita’ per chi sta dall’altra parte.
Caro Mauro,e’ la società Armani Milano,in primis nella persona del suo proprietario,che brama inspiegabilmente dalla voglia di rivedere questo signore in maglia biancorossa e credo sia della stessa opinione pure la maggior parte degli ospiti insipienti del forum.
Si tratterebbe in primis di uno spottone ruffiano a fini di marketing ma che avrebbe ben poca valenza dal punto di vista sportivo,non tanto perché il giocatore non sappia di basket,quanto perché fisicamente finito per reggere il ritmo oramai frenetico di una Eurolega che sta mutuando molto dal campionato NBA in questo senso.
Pagliacciata per pagliacciata però mi consenta di dirle che niente e nessuno potrà mai superare quanto successo in casa dei suoi amati Lakers con il figlio molto poco capace di James,emblema di un nepotismo sfacciato ed impunito.
Non so cosa passi per la testa a Jeanie ed a quel buono a nulla di Pelinka ma avrebbero fatto più bella figura a ripescarlo tra gli undrafted piuttosto che sceglierlo al secondo giro anche se con un numero piuttosto alto.
Nel momento che una società diventa ostaggio di un tecnico ( Milano) o di un giocatore ( L.A.) le cose non possono che andare alla rovina,sportiva e finanziaria.
La girandola folle di giocatori e tecnici ( questo a L.A.) che Armani ed i Buss hanno dovuto pagare di tasca propria per soddisfare i capricci di due personaggi oramai ben poco competitivi nei loro incarichi e’ qualcosa di delirante e non bastano 3 titoli italiani o quello molto anomalo vinto dai Lakers ad Orlando,a salvare la faccia a qualcuno.
E mentre noi ed i Lakers seguiamo questo percorso delirante gli altri vincono i titoli.
Speriamo in una inversione di tendenza in casa Armani,qualche piccolo segnale positivo si vede all’orizzonte,dovesse arrivare veramente Gallinari andrebbe di nuovo tutto a ramengo.
Io di delirante e presuntuoso trovo solo questo squallido commento, carico di invidia e rancore verso professionisti che fanno semplicemente il loro mestiere!
Che parli il campo per Bronny e Danilo, poi eventualmente ne riparliamo tra qualche mese sig. Nostradamus