Shavon Shields chiude Gara 1 delle LBA Finals UnipolSai 2024, decisa all’overtime e conquistata dall’EA7 Emporio Armani per 75-86, segnando 25 punti in 27 minuti con 26 di valutazione. 6 le triple messe a segno su 7 tentativi (86%) dal danese dell’Olimpia, che eguaglia il record societario biancorosso in una gara di finale.
Due giocatori prima di lui avevano realizzato 6 tiri da tre in una finale con la maglia Olimpia: Curtis Jerrels in Gara 1 delle finali 2014 quando contro Siena mise a segno 6 triple su 8 tentativi (75%); dopo di lui Andrew Goudelock con le 6 triple su 10 tentativi (60%), realizzati in Gara 1 nell’edizione 2018 nella finale giocata contro Trento.
Il record nei playoff rimangono le 8 triple segnate (su 8 tentativi) da David Rivers con la maglia della Fortitudo Bologna in Gara 2 della finale 1998 giocata contro la Virtus Bologna.
Seconda posizione per David Logan con le 7 triple segnate su 12 tentativi nella Gara 3 di finale giocata dalla sua Sassari contro Reggio Emilia nel 2015.
Con questa prestazione da 25 punti in Gara 1 delle LBA Finals UnipolSai 2024, Shavon Shields ha scavalcato Rimantas Kaukenas al 2° posto della classifica dei migliori marcatori nelle Finali Scudetto, salendo a 462 punti. In testa alla classifica c’è Carlton Myers con 604 punti.
(fonte sito LBA)

25 punti in 27 minuti zoppicando a causa di un tendine in fiamme…
Prestazione irreale di Shavon.
L’ultima tripla in faccia ad Hackett ha rappresentato il top del godimento.
Pensa che in questo forum ci sono persone che sperano di non vederlo più con la maglia Olimpia la prossima stagione. Espertoni!!!!
TRRRRRRRIPLA
…e, meno male che, non è al 100% e che, di conseguenza, non parte in quintetto…a tratti, ho rivisto il giocatore, di quella gara 5, al forum, con la maglia di Trento. Onnipotente. In ” missione “. ( compiuta )
leggo che molti lo criticano, per me unico da eurolega e molto meglio di mirotic, mai determinante fino ad ora.
Il Principe di Danimarca ha superato se stesso, immaginifico, Jordaniano…….
La partita di Shavon di ieri sera e’ stata la sintesi del gioco dell’Armani in questa disgraziata stagione.
Gioco Armani: palla a Shavon e poi si vede.
Il problema e’ che questo giochetto può funzionare,e non sempre, solo a livello inferiore,in Europa al contrario e’ la maniera migliore per infilarsi in trappola da soli,cosa poi puntualmente successa.
Personalmente lo vedo come una grande promessa inespressa ,il giocatore che poco tempo fa era nel secondo quintetto di Eurolega (e dietro al solo Clyburn nel ruolo specifico )e’ stato trascinato nel vortice negativo di una squadra che da un paio di anni a questa parte passa da una figura di m.. all’altra,e questo non ha certo giovato alla sua carriera.
Alla fine dipenderà solo da lui,se e’ stato contagiato in maniera incurabile da coloro che intendono lo scudetto come obiettivo unico e vero della stagione la sua carriera e’ praticamente finita e si soddisferà di inutili vittorie in un contesto tecnicamente insignificante.
Se diversamente vorrà provare a competere nel basket che conta veramente e non vorrà continuare a vedere le finali giocate da altri,non gli rimane altro che fare fagotto e salutare la compagnia.
Mi trovi d’accordo….e peraltro, benché’ porti via tempo e necessiti di un occhio esperto, non e’ poi cosi’ difficile analizzare criticamente i sets che gira la squadra su indicazioni di Messina, come sono disegnati, costruiti e l’efficacia…il che matematicamente ti farebbe vedere chi (giocatori) performa nel sistema e chi no, non per opinione o per utilizzo ma proprio per la disposizione tattica e il tipo di gioco.
Al giorno d’oggi dove il basket e’ piu’ seguito e’ cosa abbastanza normale avere accesso a report “strategici” di analisti che sezionano come una squadra e’ strutturalmente disposta e quali siano preferenzialmente le filosofie di base seguite.
Di base penso che Shields abbia bisogno di avere la palla in mano, perche’ cosi’ crea il suo ritmo. Non ama il contatto fisico, motivo per cui vede la penetrazione come un’opzione secondaria e non preferita. Marginalmente preferisce il mid-range all’attacco al ferro, proprio per evitare le seconde linee di difesa, generalmente piu’ dure e dove gli infortuni sono piu’ probabili (questo a mio avviso e’ un aspetto psicologico di Shield). Basta vedere come tenda a forzare allontanandosi dal contatto ogni volta che si avvicina al ferro.
Penso che Shields abbia assolutamente bisogno di un team che disegni il gioco intorno a lui (da te espresso come “palla a Shield e vediamo”. Ti faccio un esempio: in motion offense (non una filosofia di Messina mi sembra di capire) penso che Shavon soffrirebbe. Troppo veloce, troppe opzioni, troppi cambiamenti di lato, troppi screens….ogni giocatore ha meno di 2 secondi per avere una giocata o muovere la palla al “next play”. Non e’ roba sua. Non che non saprebbe giocarla, solo che non sfrutterebbe le sue qualità’ migliori.
Per cui penso che Shields e Messina in realtà’ siano molto piu’ uniti di quello che pensiamo e fuori da Milano non e’ detto che Shavon renda agli stessi livelli di produttività’. Messina sembra disposto ad accettare le limitazioni di un sistema accentrato, purché’ Shavon esprima punti e alte percentuali. E se questo non e’ sempre possibile in Eurolega, funziona in Italia, almeno fin qui.
Shields viene amplificato dal sistema Milano. Cosi’ come, altri che sono arrivati da noi come super stars sono annegati in un sistema non fatto per loro.
Almeno questa e’ la mia lettura sulla basa di quello che ho visto.