Sasa Obradovic esagera. Mike James come Drazen Petrovic

Sasa Obradovic, coach del Monaco, paragona Mike James ad una leggende del basket come Drazen Petrovic

Sasa Obradovic, coach del Monaco, paragona Mike James ad una leggende del basket come Drazen Petrovic. Ecco la sua dichiarazione a meridiansport.rs.

«Quest’uomo è, proprio come lo era Dražen Petrović, un maniaco del lavoro. Lavora più duramente degli altri ed è per questo che è quello che è. Può anche uscire la sera prima della partita, ma quando poi va in campo non lo noti. Non puoi trovare una persona simile. Ci sono pochissime persone come Mike».

7 thoughts on “Sasa Obradovic esagera. Mike James come Drazen Petrovic

  1. Titolo furbetto.
    Non lo ha paragonato per il valore, bensì per l’attitudine al lavoro.
    Del resto, quante guardie quasi 34enni in Europa possono vantare i suoi numeri, il suo atletismo, la sua capacità di essere match winner?
    Non sarà un fenomeno tatticamente, ma il suo taglio per sostituirlo con Mack fu la prima grande scempiaggine della gestione Messina.
    Una scelta demenziale.

    1. Come si suol dire in questi casi? Quando il buongiorno si vede dal mattino…

    2. Massimo, a dir la verità il sostituto naturale di James è stato il Chacho, non tanto come ruolo in se ma come leader della squadra, MJ io l’avrei tenuto come sesto uomo di lusso, ma dubito avrebbe accettato questo ruolo.
      Direi comunque che tra i due non ci sia proprio da discutere su chi scegliere, non tanto per talento individuale, ma per capacità di coinvolgere i compagni.
      Un saluto

      1. Scenziato senza laurea dove c’è scritto che non si poteva comporre la coppia Chacho-James? Per poter competente tutte le squadre di livello hanno almeno una coppia di play do assoluto valore. Infatti nell’anno delle F4 e quello successivo la coppia di play era Delaney-Chacho. Nel primo anno quello sospeso per covid avevamo solo il Chacho e difficilmente avremmo raggiunto i PO con la coppia Chacho/Mack e in corsa Chacho/Sykes (in sostituzione della pippa Mack)
        Senza parlare degli ultimi due anni che siamo stati senza play di valore. Sei uma comica.

      2. Ecco magari rileggiti il mio post e prova a capire cos’ho scritto, non sto a rospoegartelo…. detto ciò James giocatore di talento assoluto nulla da eccepire, ma perché uno così non ha mai trovato spazio in NBA? Te lo dico io, zero difesa, poco cervello e con tendenza a creare problemi nello spogliatoio, non a caso è andato via in malo modo da tutte le società in cui è stato.
        E difatti non ha mai vinto nulla, praticamente il più forte perdente di sempre

      3. Se guardiamo cosa hanno vinto i play passati a Milano durante la gestione del tuo pastore solo il Chacho ha vinto. Tutti gli altri (Mack, Sykes, Delaney, Pangos, NML, Napier, Lo) non hanno vinto un cazzo nella loro carriera e non mi sembra che abbiano spopolato in NBA e hanno un centesimo del talento di MJ. Per cui cosa vaneggi?
        Per poter rileggere un post serve che questo abbia un contenuto. Invece i tuoi sono un eterna contraddizione dove dici tutto e il contrario di tutto per non essere smentito. Solito tuo giochetto.

  2. Verissimo che MJ sia un gym rat. L’ho visto allenarsi d’estate durante la Drew League qui a LA e il ragazzo va a mille con 2 workouts a giornata, piu’ pickup e/o lavoro “on court”. E quando si allena, tira al 80-85%, quando il pro medio va a 60% (soprattutto nell’individual). Lavora anche con fior trainers (in USA ce ne sono a iosa specializzati e che lavorano direttamente 1-1 con gli atleti per tutto l’arco dell’offseason (quando quasi tutti in Europa prendono 3-4 settimane di ferie senza toccare pesi o pall). Il suo problema non e’ tanto l’effort, ma dove decide di dispiegare l’intensità’ quando si integra con il team. Come citato da qualcuno qui sopra, la difesa sulla palla e’ leggera, facilissimo batterlo in palleggio e praticamente nullo (per disinteresse) in rotazioni. Spesso lascia spazi in backdoor che per uno del suo livello e atletismo fa infuriare il suo coaching staff. Ha avuto buono spazio sotto Nash a Brooklyn, soprattutto dopo l’endorsement di KD e in assenza di Kyrie ma quel team implose durante i playoff e tutto fini’ li per lui. Altri spazi per quella stazza, leggerezza difensiva e per un suo ritmo naturale che e’ piu’ lento della classica PG NBA, uniti ad un carattere individuale difficile da coach e gestire, sono stati difficili da trovarglieli. Per di piu’ la competizione nel suo ruolo e’ elevatissima. Sul parallelo Drazen, non esiste sul campo (Drazen per chi l’ha visto era un’altra cosa) ma capisco i parallelismi in palestra. Stessa mentalità’. Sul giuoco mi ricorda piu’ un Nik Galis (Aris Salonicco), per chi ricorda quei tempi. Stesso controllo, jumping ability, agilità’, efficacia da ogni spot sul campo e leadership. Nick era meno primadonna, ma nel 1984-1990 i tempi erano diversi…

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