Giorgio Armani viene celebrato da Vanity Fair con la “Icon Issue”. Ecco due dichiarazioni.
SUGLI ANNI CHE PASSANO
«È cambiato che il tempo passa, come passano le decadi. E di fronte a tutto questo non ho potuto che fare un passo indietro. Il mio fisico. Il mio modo di presentarmi. Il sorriso che a volte è spento. Ho dovuto imparare a stare al gioco del tempo. Non puoi fare altro».
SUL LASCITO ALLA FONDAZIONE
«Sì, con una parte della mia famiglia e qualche elemento esterno. È stato un processo naturale. Nella mia vita, non mi sono mai posto il problema di dire ora faccio questo così domani ottengo quello. Sono sempre andato avanti facendo quello che amo e quello che ritengo vada fatto in quel momento storico preciso. Nella moda, nei rapporti, io vado sempre avanti».

Ha fatto tanto per il basket a Milano in un momento di grande difficoltà, che non ho personalmente vissuto ma di cui ho letto a distanza (avendo già lasciato l’Italia da anni). Ma penso debba avere una strategia di uscita dall’Olimpia, cedendola a nuove mani più giovani e con energia per traghettare il club al top d’Europa. Niente che debba accadere subito o l’anno prossimo, ma mi auguro il piano di uscita sia almeno in fase di pianificazione. Lasciare alla famiglia da gestire non e’ mai stata una scelta di successo guardando a comparazioni storiche e simili casi di successione. Il peggiore scenario e’ quello in cui Messina sale in trono gestionale a fianco di un assetto in cui la famiglia/fondazione/proprieta’ diventa sempre più passiva nella gestione. Penso che quello scenario vada evitato con forse e per quanto possibile, pena il rischio di anni molto bui (anche qui molte comparazioni esistono nella storia a supporto dell’ipotesi).
Ma Messina secondo me è quello a cui mira, salire al vertice dell’Olimpia con i soldi della fondazione. E magari se si limita a gestire la società con le sue infinite conoscenze farà bene. D’altronde è laureato in economia e commercio 🙂
Era iniziata cosi: Messina, il grande allenatore, all’Olimpia Milano, poi Messina divenne il Pobo…..adesso si prospetta per lui un ruolo di gestore dell’Armani heritage in Olimpia Milano…..non vorrei che si stia creando un mostro…..non di cartapesta
Per definire l’atteggiamento di Ettore Messina nei confronti di Giorgio Armani gli antichi romani parlavano di “Captatio benevolentiae”, ossia l’atteggiamento di chi, con belle parole, raggiri, blandizie, cerca di guadagnarsi un atteggiamento benevolo o condiscendente da parte di una persona ricca o di potere.
Da sostenitore Olimpia sono e sarò sempre grato a Giorgio Armani per la decisione di passare da main sponsor a proprietario, salvando i libri dell’Olimpia dal tribunale fallimentare.
Ma sulla gestione dell’Olimpia basket, probabilmente travolto dalla passione, patron Giorgio ha delegato alle persone sbagliate, da Livio Proli ad Ettore Messina. Col primo budget in Italia costante a partire dalla stagione 2008-2009, l’Olimpia ha raccolto le briciole, successi a spizzichi e bocconi, rifondazioni ad ogni anno. Messina è puro veleno, col suo doppio ruolo.