Franco Arturi: Simmenthal, ingeno lombardo che si abbinò a uno sport emergente

Alessandro Maggi 4

Franco Arturi ha dedicato il suo “commento” sulla Gazzetta dello Sport al ritorno del marchio Simmenthal sulle canotte di Olimpia Milano

Franco Arturi ha dedicato il suo “commento” sulla Gazzetta dello Sport al ritorno del marchio Simmenthal sulle canotte di Olimpia Milano. 

frutto dell’ingegno dell’imprenditore lombardo Gino Antonio Sada e dellesue intelligenti campagne pubblicitarie e di marketing. Giusto,dal suo punto d ivista, abbinare quel nome da lui inventato (Simmenthal, da una razza svizzera di bovini) a uno sport emergente, che cominciava a catturare l’interesse di studenti, laureati e anche delle donne, cosa che il calcio di allora escludeva quasi del tutto. 

Il Simmenthal-basket per tutti gli Anni 60 contestava il primato all’Ignis Varese. Ignis, la marca di frigoriferi che un altro imprenditore geniale, Giovanni Borghi, aveva imposto all’Italia e all’Europa. Un frigorifero per contenere anche le scatolette di carne, due simboli dell’addio alla miseria e dell’ingresso in un benessere “americano”. Cose che ora ci sembrano scontate ma che allora furono conquiste.

4 thoughts on “Franco Arturi: Simmenthal, ingeno lombardo che si abbinò a uno sport emergente

  1. Si, rispolveriamo gli antichi fasti, in attesa che la proprietà faccia anche una squadra all’altezza di ciò che vuol dire, anche per ambizioni, apporre quel prestigioso marchio sulla maglietta e non solo perché la stampa faccia 4 articoli in più ad uso marketing ( marketing che sembra ormai chiaro guidi la politica di Armanigroup nel ramo basket)

    Ma se non c’era Armani etc etc……eh vabbè!

  2. Benche’ non abbia vissuto l’era “Simmenthal”, e pur mantenendo ricordi indimenticabili e vissuti direttamente nella generazione successiva (partendo dal Billy di Peterson), mi fa un po’ specie vedere quei due luoghi (quello recente e quello Simmenthal) uno a fianco all’altro. Mi sembra una forzatura, grafica e storica, come affiancare un quadro rinascimentale a una immagine CGI generata da un computer. Sensazione di pelle chiaramente e molti (di cui rispetto l’opinione) la vedranno diversamente, ma mi domando se non sia meglio lasciare ere e ricordi dove tali ere e ricordi appartengono, senza volere forzare associazioni che esistono solo sulla carta. Forse il pubblico che riconosce quel logo storico vuole vedere dalla squadra e società’ di oggi simili valori e simile dedizione in campo e fuori, ma si sa’…per quello ci vuole piu’ di un loghino per fare brodo. Personalmente avrei evitato, sa molto di un marketing forzato come notato sopra da @fab….ma se fa contenti una parte del popolo Olimpia…

    1. Minimo Simmenthal non paga nulla per la sponsorizzazione. Anzi fovrebbe chiedere i soldi a sta società di scappati di casa.

  3. Io credo che dopo 51 anni sia tutta un’altra storia, certo il marchio è lo stesso ma non bisogna dimenticare che Simmenthal era stato utilizzato anche da Brescia come sponsor per una stagione negli anni ottanta per cui il marchio era stato in qualche modo già svenduto. Oramai le magliette di tutte le squadre sono tappezzate da co-sponsor che aiutano a tirare la carretta visti gli introiti non certo esaltanti che LBA permette di ottenere, non è troppo bello ma aiuta dal alto economico e senza dovrebbero essere messi tutti dai proprietari che salvo Armani, Zanetti e forse Umana hanno risorse abbastanza limitate. Detto tutto questo è comunque un piacere rivedere il marchio sulla canotta biancorossa, per me è come tornare indietro nel tempo quando facevo la tessera Simmenthal Tribuna Ridotta: resta un ricordo, senza rimpianti ma certamente bello.

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