La Repubblica-Milano titola a pagina 11: «Il lato oscuro dell’Armani che toglie certezze e riapre le ferite». Leggiamo l’analisi di Massimo Pisa.
Ettore Messina non riesce ancora ad entrare a fondo nelle teste e sotto le canotte di questo gruppo. Che sia più saldo di un mese fa, che esegua meglio, che estenda per più minuti le cose buone nell’arco della partita è risultato che non può soddisfare appieno, se poi l’interruttore agonistico si spegne all’improvviso, se le ribellioni alla sconfìtta sono ancora troppo poche. Devon Hall è ancora in versione Jekylll/Hide, Amleto Voigtmann («Tiro o non tiro?
Nel dubbio fìnto, e incasino tutto») è un misterioso eversore del proprio talento, Maodo Lo ha acceccato con i lampi balistici alla Stark Arena ma non è ancora e probabilmente non sarà leader di questo gruppo, tanto meno prima diga difensiva contro play e guardie che hanno i razzi nelle caviglie e nei polpastrelli. Parentesi tattica: il tanto vituperato “quintettone” era a lungo in campo a Belgrado e mai contro Pistoia, a dimostrazione che il problema — ammesso che l’assetto pesante lo sia — è più di uno ed è prima ancora mentale che di assemblaggio o di conduzione.
