In un’intervista rilasciata a Catalunya Radio all’inizio di settembre, Alex Abrines ha paragonato l’attuale allenatore del Barcellona Roger Grimau al suo predecessore, Sarunas Jasikevicius.
“Il cambiamento dall’anno scorso a questo è strano”, ha detto il capitano blaugrana. “Passare da Saras, che è più espressivo e grida di più, a Roger è una transizione che ovviamente mi piace. Non te lo aspetti ed è difficile reagire dopo tre anni di Saras e uno di (Svetislav) Pesic”, ha affermato Abrines.
In una recente conversazione con Gigantes, Abrines ha fatto lo stesso paragone. Non è un segreto che le richieste e i modi di fare dell’allenatore lituano nello spogliatoio del Barca non siano piaciuti a un buon numero di giocatori. Anzi, ha detto apertamente che lo stile di Grimau è migliore.
“Saras era uno che pretendeva molto, molto intenso e che viveva molto il basket”, ha detto Abrines al podcast.
“Anche [Svetislav] Pesic aveva quel gene jugoslavo di spingere molto, di gridare molto”, ha ricordato.
Abrines ha anche riconosciuto di sentirsi più a suo agio con il nuovo allenatore: “E’ meglio, più sopportabile. Con una stagione così lunga e tante partite da giocare, se hai uno che ti urla contro dal lunedì al sabato, alla fine ti stanchi e smetti di fare le cose”, ha ammesso.
“Perché le istruzioni ti entrano da un orecchio e ti escono dall’altro. Ci deve essere un po’ di tutto. Quando devi essere buono, devi essere buono. Ma quando la squadra non gira, devi essere fermo e darci una sveglia”, ha concluso lo spagnolo.


Sarunas Jasikevicius nei modi mi ricorda un altro coach 😂😂
Il significato di questo articolo, qui sopra?
A meno che non si tratti d un messaggio trasversale a chi di dovere
Della serie parlare a nuora perché suocera intenda
Si consideri il buon Jasikevicius:diventa capoallenatore nel 2015/16 e in otto anni vince 7 scudetti e 5 coppe nazionali .In più col Barca va tre volte su tre alle final four di Eurolega.E lo mandano via!Lui e il giocatore che da solo l’anno scorso ha battuto il Real.Ma come, se il criterio di valutazione devono essere i titoli vinti, che in percentuale sono molti di più del pastore,avrebbero dovuto fargli un vitalizio.E invece no,cacciato perché isterico nel suo stare in panchina e non particolarmente amato se ora Abrines se ne esce con questa intervista.E la squadra qs anno è dietro solo (in Eurolega e in Spagna ) ad un Real imbattibile che oltre ad essere fortissimo,cambia un solo giocatore dall’anno scorso.
Questo fanno le squadre che vogliono vincere,dal Barca,al Pana giù fino alla Virtus.Noi restiamo immobili prigionieri di parametri impostici senza criterio,in turbolenti continui cambi di tutto e tutti tranne una persona.
Aggiungi che il Real appena si è separato dall’altro monumento della panchina (Laso), ha semplicemente vinto l’Eurolega…gli allenatori sono meno importanti dei giocatori e possono incidere più in negativo che in positivo, in tutti gli sport. L’Olimpia di oggi è uno dei rari casi al mondo in cui si pensa il contrario.
Il grande Trap diceva sempre che l’allenatore conta il 20% e i giocatori l’80%.
Invece Messina è talmente presuntuoso che vuole dimostrare il contrario facendo finta di dimenticare che ha vinto 4 EL (l’ultima quasi 20 anni fa) grazie ai molti campioni che aveva in squadra.
Caro Trinita’, hai centrato uno dei problemi centrali che valgono non solo x l’Olimpia ma per chiunque si approcci al mondo della pallacanestro moderna…a rischio di essere noioso per alcuni, avevo già’ scritto più’ volte come il potere si stia spostando dal coach ai giocatori nel basket di oggi. E’ una frattura radicale rispetto a 20 anni fa. Attualmente coach come Bob Knight (per chi si ricorda tempi passati) non possono più’ sopravvive nell’ecosistema. Vengono espuriati in settimane. L’urlo e un trattamento meno “dolce” della bambagia non e’ più’ accettato nel mondo professionistico. Squadre top pagano p[rofessionisti per il “mental health”, psicologi, e ogni sorta di supporto per rendere la vita del giocatore più’ semplice a comoda. Superstars hanno potere inimmaginabile, non solo in NBA ma in crescita anche in leghe regionali in espansione. Il coaching system vecchio, della massima autorità’, del trattamento burbero a aspro della rosa, non e’ semplicemente più’ possibile in molti ambienti. Messina e’ esponente di quella frangia di dinosauri in uscita, e’ solo questione di tempo. Peccato Armani non se ne sia accorto (ma sia lui che Dell’Orco non sono propriamente spiriti di innovazione allo stage della loro carriera, e della loro vita). Squadra come Lakers, GSW, Boston e varie altre in America hanno già’ cominciato a puntare su coach giovani, in grado di creare cultura e rapporto con una rosa di giocatori culturalmente diversa da quello che il basket era 20 anni fa. Lungo commento per dire che hai assolutamente ragione in quello che hai scritto, e che analisi come la tua ancora sono considerate “progressive”, ma i tempi stanno davvero cambiando. Non lo posso sapere per certo ma penso in spogliatoio olimpia molti giocatori potranno accettare la personalità’ e l’approccio Messina se sono professionisti seri, ma di certo non ne sono contenti. La frattura culturale fra giovani e approccio vecchio e’ sempre più’ sentita