Un semplice giudizio sul roster di Olimpia Milano. Punti di forza e criticità

Alessandro Maggi

Un semplice giudizio sul roster di Olimpia Milano. Punti di forza e criticità sulla nuova creatura di Ettore Messina

Un semplice giudizio sul roster di Olimpia Milano. Punti di forza e criticità sulla nuova creatura di Ettore Messina. Questo il passaggio recuperato dalla nostra opera ominia.

Olimpia Milano Roster | Punti di forza

Produzione offensiva – Negli ultimi due anni l’Olimpia ha faticato, e molto, a segnare, è arrivato un giocatore da 15 punti a partita in EuroLeague come Nikola Mirotic, il miglior attaccante o quasi della competizione. I biancorossi hanno un fuoriclasse cui affidarsi nei momenti chiave.

Reparto lunghi – Nell’inevitabile crepuscolo di Kyle Hines arrivano due centri dotati di centimetri, Kamagate, e potenza, Poythress, ad allungare un reparto che oggi per numeri e dinamicità è al top in EuroLeague. 

Intelligenza e varianti – Oggi si può immaginare un quintetto tipo con Pangos, Baron, Shields, Mirotic e Melli, ma in realtà la squadra è ancora più illeggibile per gli avversari. Possibili momenti con due play o senza play, con due “centri” come Poythress e Hines o senza, sino a quintettoni con Shields da “2” e Mirotic da “3”. Il tutto con giocatori sempre di talento e capacità di lettura nei ruoli dalla guardia in su.

Olimpia Milano Roster | Criticità

La regìa – Ettore Messina è sempre intervenuto a gamba tesa in estate sulle criticità della stagione precedente, ma questa volta non è stato possibile. L’Olimpia riparte con in regìa un giocatore per lungo tempo fuori dai programmi, Kevin Pangos, e due ottimi cambi come Maodo Lo (in EuroLeague) e Diego Flaccadori (in LBA, sognando ovviamente l’Europa). Il canadese ha il potenziale per far ricredere tutti, ma il ticchettio del timer è già udibile.

La dipendenza da Shields – Il problema non è tanto l’alternativa a Shields, in un basket che spesso vive con tre piccoli in campo. Il problema è Shields, e la sua tenuta. Nel 2021-2022 si arrese per mesi ad un contatto di gioco che lo portò alla frattura della mano. Fatalità. Nell’ultima stagione invece il piede ha avuto stop e ricaduta ancora più grave, ed è questo a far lecitamente temere. Senza di lui, Milano è da sempre un’altra squadra. Anche con Mirotic.

Gli italiani – Si parte senza Ricci, Melli e Tonut, e quest’ultimo è tutto da reinserire in un roster dove c’è anche un giocatore simile come Bortolani. Flaccadori in LBA è un califfo, Caruso è tutto da testare con la “cura” Messina. La Virtus, da questo punto di vista, pare avere qualche certezza in più alla distanza.

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