Olimpia Milano post Olympiacos, il trionfo della dignità. E di Billy Baron. Perchè bisogna partire da qui. Dalla prestazione del tiratore di Altoona. 18 punti, 6/8 dal campo e 4/6 da 3. Tutte triple in grado di frustrare il rientro greco.
E poi anche quei 5 assist. Che raccontano di un giocatore che fa un altro mestiere. Capace di colpire, come un serpente velenoso, ma anche di coinvolgere gli altri. Non è un caso che l’innesco degli attacchi più rapidi, e vivaci, sia sempre lui.
Elemento da coccolare e gestire al tempo stesso. Con il rientro degli Shields e dei Pangos potrà stare sui 20’, o poco sotto. Il meglio per fare malissimo, agli avversari, anche se come detto di cose ne sa fare, e tante.
Più di Shabazz Napier, oggi. Un venerdì sera di flessione, naturale e umano. Rifiuta anche un uno contro uno lontano dal ferro con Tarik Black. Non proprio gambe rapide. Certo che se poi, dal fondo, emerge anche il Naz Mitrou-Long del secondo tempo, il mondo inizia a girare al contrario.
3 punti, due sole conclusioni prese, ma anche 3 assist, una bella lettura nell’angolo per Pippo Ricci a fine terzo quarto. Con il rientro di Pangos il campo lo vedrà progressivamente sempre meno, però questi sono i segnali che il gruppo resta buono, positivo, anche se passato attraverso delusioni e fallimenti.
Quel gruppo in cui trovano ancora forze e spunti per intervenire Stefano Tonut e Pippo Ricci. Risorse troppo spesso dimenticate, e colpevolmente, da Ettore Messina in questi mesi. Elementi genuini, che sanno incidere. E che avevano già dimostrato di saper incidere in EuroLeague.
Poi, va detto, la gara la vince anche il coach milanese. In sala stampa Georgios Bartzokas si lascia andare a dichiarazioni quanto meno fuori luogo, «Milano non ha più nulla da chiedere», dimenticando l’assunto fondamentale di come lo sport sia in primo luogo “credere”. Sino alla fine.
Ma Messina, di cose da chiedere, ne ha ancora tante. Nella costruzione di una squadra che vuole la terza stella, e in un’EuroLeague da onorare giocandosi ogni chance fino in fondo. E allora Bartzokas, per una volta, è comparsa nella recita altrui. Voigtmann, Melli e Ricci ne soffocano la manovra, nè infangano gli ingranaggi, convogliando ogni attacco in penetrazioni centrali che si spengono nelle palle perse.
Quei 19 turnovers sono benzina per il successo, perchè sviluppano la transizione milanese e un attacco notoriamente allergico al gioco di metàcampo. Sì, il tedesco apre il campo, e sì, se difende anche diventa una risorsa.
Ma come sottolinea Ettore Messina in sala stampa, si deve trovare il modo di costruire un contesto anche per Brandon Davies. Prima di subito. Il gioco delle due ali, e dei due centri, può d’altronde essere una soluzione, non LA soluzione.

Si, decisamente tante belle notizie da questa partita: le prestazioni di Tonut,Ricci e udite udite NML e poi quel Baron, la cui abilità nell’uscire dagli scarichi per colpire da tre è vera magia tecnica e atletica, uno dei migliori mai visti in Olimpia.
Quanto a Barzokas: è l’esempio plastico di chi non ci sta a perdere, mastica amaro, sorride digrignando i denti e dice cose ineleganti e irrispettose dell’impegno altrui, Forza Olimpia
Bella proba, ieri. Una rondine, però, non fa primavera. Non per Milano che deve costruire una squadra per cercare la terza stella (roba non da poco) non per l’Oly che ieri ha perso ma perché ha decisamente sottovalutato un “avversario che non ha più nulla da chiedere alla classifica”. Questa affermazione era per i suoi, non per denigrare Milano.
Ottimi Ricci e Tonut: in EL ci possono stare eccome. Ottima la difesa.
Però se l’obiettivo è o scudetto, bisognerà trovare la giusta chimica del 6+6. Si rischia di dover rinunciare a Hall o a Voigtmann o a Hines (Pangos lo lascerei in panca)
baldasso tonut datome ricci melli biligha sperando si riprenda dall’infortunio, napier baron shields voigtmann hines davies nel caso manchi biligha e con biligha cabarrot al posto di davies, sperando anche gigione si riprenda.
Davies deve esserci. L’unico che sa giocare spalle a canestro. Regala due dimensioni all’attacco. Imprescindibile, secondo me.