Disastro Olimpia Milano alle Final Eight 2023, il nostro commento a caldo

Alessandro Maggi 23

Olimpia Milano fuori dai giochi in queste Frecciarossa Final Eight 2023, ecco il nostro commento “a caldo” dopo la sirena del Pala Alpitour

Olimpia Milano fuori dai giochi in queste Frecciarossa Final Eight 2023, ecco il nostro commento “a caldo” dopo la sirena del Pala Alpitour di Torino.

23 thoughts on “Disastro Olimpia Milano alle Final Eight 2023, il nostro commento a caldo

  1. Ciao, gli insulti generici e rabbiosi contro Messina non servono, mentre potrebbe servire un’analisi delle sue mancanze, perché la nostra squadra deve continuare e deve continuare alla grande.

    Va riconosciuto quindi a Messina il potere e la capacità di attirare giocatori importanti – e dico giocatori e non figurine com’era negli anni passati.
    Il roster di quest’anno, per esempio, era davvero notevole, ma lo staff non è stato capace di farlo funzionare. Dove Messina è il capo dello staff, dunque il responsabile.
    Gli va riconosciuto il carisma di avere dato a Milano una dimensione europea con le gloriose, impreviste e magiche F4.
    Un’organizzazione societaria di cui parlano tutti con entusiasmo.
    Abbiamo dunque un gran dirigente, non è il caso di buttarlo via.

    Come allenatore invece, quest’anno disastroso ne mette in serio dubbio la capacità al livello dell’EL di oggi, dove abbiamo allenatori capaci di far giocare bene i propri giocatori qualsiasi siano, di sopperire alle mancanze anche gravi dei roster, di valorizzare giocatori nuovi e giovani.
    Tre cose che Messina ha mostrato di non sapere più fare, purtroppo.
    Penso all’Olympiacos, allo Zalgiris, al Bayern devastato, al Madrid che trova giovani importanti praticamente ogni anno, al Partizan di Obradovic…

    La domanda decisiva è, secondo me: sono state scelte sbagliate dalla società i giocatori che non hanno performato da noi, o è stato un sistema di gioco troppo ristretto che costringe troppi giocatori a fallire da noi?
    La risposta per me a questo punto è chiaramente la seconda.
    È questo allenatore che brucia i giocatori troppo facilmente. Che non può e non sa far nulla per metterli in condizioni di rendere.
    Il caso Cabarrot è lampante. Il potenziale come sesto uomo è enorme, ma esporlo ai momenti clutch delle partite significa condannarlo nella giuria popolare, e spesso anche nei risultati. Ma la colpa è del giocatore, o di chi gli fa giocare quei minuti, chiaramente non adatti a lui? Mentre il resto del suo rendimento è sempre ottimo, ancora di più in prospettiva di un cambio di grande spessore per Shields, quando tornerà!

    Anche il caso Napier ha i segni di un sistema che non funziona.
    4 vittorie con lui in campo, e tutti a gridare al problema risolto, quando invece le dinamiche in campo erano cambiate pochissimo – c’erano ancora i quarti a 10 punti o poco più, anche se si vinceva.
    C’era sempre un gioco stagnante, noioso, inefficace, risolto soltanto dal talento superiore dei giocatori, agevolati da uno che non perdeva palloni.
    Ieri ne ha persi, ma si vedeva chiaramente che nessuno si muove, che le soluzioni di gioco sono scontate e leggibili, troppo facili da fermare, e che alla fine perfino un campione come Shabazz si perde in questo mare inutile, così come a molti qui pare, secondo me sbagliando, che si sia perso un altro campione probabilmente dello stesso valore, Pangos.

    Milano non solo perde, ma gioca male.
    Gioca male, gioca male, il problema è quello.
    Ha dei campioni in squadra, ma non riesce a esprimerli. Gioca male.
    È ii sistema il problema, non i giocatori, ormai risulta chiaro.

    Un altro errore di Messina è stato di non capire che i risultati a Milano sono venuti per la presenza di una superstar come il Chacho. Non che avrebbe dovuto trattenerlo, come dicono gli stupidi che non sanno o fanno finta di non sapere, perché non avrebbe potuto, ma avrebbe dovuto capire che una squadra da competizione vera richiede, necessita, ha bisogno di una superstar! Doveva fare di tutto per averne un’altra.
    Pangos non lo è ancora. Avrebbe potuto diventarlo da noi, ma si è infortunato e prima si è scontrato con un sistema di gioco che poi abbiamo visto si è dimostrato non adatto a nessuno dei nostri – non adatto a questa squadra, non adatto a una squadra con ambizioni serie di classifica.
    Lo sarà Napier, la superstar? In questa squadra, con questo sistema, con questo allenatore, è onestamente difficile.
    Non c’è gioco, non ci sono soluzioni, non ci sono giocatori che riescono a emergere, tranne quando è troppo facile.

    L’organizzazione quindi c’è, la capacità di avere giocatori anche, adesso serve un allenatore che li sappia scegliere e valorizzare, cioè che faccia giocare i giocatori che ha scelto per come sono quelli che ha scelto.
    Ho letto tante volte il desiderio dei soliti nomi, con la solita mancanza di fantasia dei commentatori di qui, Trinchieri sopra di tutti.
    Grande Trinchieri, allenatore da fare le nozze coi fichi secchi, ma questi allenatori secondo me non sono poi veramente efficaci quando invece la materia prima è di livello.
    Io non penso a lui come sostituto di Messina, perché mi pare ovvio che un allenatore al posto di Messina sia necessario, sarà necessario l’anno prossimo: con le risorse a disposizione anche grazie a Messina, che spero resti come dirigente, non si può continuare a sprecare occasioni e sottoporre noi tifosi a figure tremende come quelle di quest’anno.

    Il nome dell’allenatore io ce l’avrei, e non l’ho mai sentito nominare, ma lo conosciamo tutti bene, ed è stato il migliore che abbiamo avuto, ha fatto miracoli da noi e altrove, dovunque sia andato.
    È Luca Banchi.
    Sarebbe per lui una grande occasione e una grande occasione per noi, perché come è riuscito lui a fare giocare Langford e Gentile, beh…
    Insomma col patrimonio di giocatori che abbiamo in squadra manca soltanto un allenatore capace di farli giocare, uno abituato a contare in Europa, che ha esperienza di F4, di grandi livelli, e che non ne ha mai avuto la possibilità in mano dopo Siena. Ma che ha sempre fatto bene lo stesso.
    Sarebbe il momento di affidargli una squadra seria.
    Perché Napier, Pangos, Baron, Hall, Shields, Cabarrot, Melli, Davies sarebbero una squadra serissima…

    Non ce la facevo più a leggere le cose che ho letto di recente qui nei commenti, quindi confermo che non sono più interessato a esserci, qui nei commenti, ma certe cose non potevo non dirle su questa stagione, prima di lasciarvi definitivamente.
    Ciao.

    1. Ciao Palmasco, eri un po’ in astinenza…….alla fine non hai resistito, adesso torneranno anche quei due

      1. Non credo che ci saranno commenti contrari all’intervento di Palmasco perché ha scritto che Messina ha fatto il suo tempo come allenatore ma che può essere utile come dirigente. Su questo siamo d’accordo. La sua esperienza può essere ancora utile ma in panchina basta. Cose scritte a Novembre ma meglio tardi che mai. Banchi potrebbe essere una soluzione anche se i cavalli di ritorno non sempre funzionano.

      2. Siamo sicuri che un altro coach verrebbe con la presenza ingombrante di Messina come dirigente? Forse un Pozzecco o giù di lì, non certamente un grande coach.
        Per me la soluzione migliore è che lasci entrambe le cariche.

    2. Bentornato anche se per poco. Ho sempre apprezzato il blog quando è animato da persone che cercano di capire e quindi grazie per questa lettura della situazione che condivido.
      Anche io poco apprezzo i commenti lagnosi quando si perde, quindi credo frequenterò il blog solo quando si vince e lascio campo ai lamentosi quando si perde.

      Rispetto a Messina se e quando se ne deve andare io non ho un opinione precisa, ma ieri mi chiedevo se ha in mano la squadra e lo spogliatoio, perché un primo tempo così è per me incomprensibile. La domanda è decisiva per capire le sorti della squadra per quest’anno. Non credo che sia ammissibile un approccio da 8 settembre da qui alla fine della stagione.
      Credo che sia una riflessione che la società sta facendo.

    3. Peccato. Sono sempre i migliori che se ne vanno. Ora non sarà più molto interessante leggere i commenti qui su ROM.
      D’altronde è storia del mondo che la moneta cattiva scaccia la moneta buona.

  2. Il pensiero di Palmato su Ettore e sulle sue caratteristiche dirigenziali è assolutamente condivisibile

  3. Milano partiva dai seguenti obiettivi:
    ° Supercoppa o coppa Italia
    ° Playoff con possibili final 4 di Eurolega
    ° Scudetto.
    Hai il primo budget della serie A , con la sola Virtus che si avvicina a te.
    Se vinci lo scudetto e manchi tutti gli altri obiettivi che voto vuoi darti? Facciamo 6 e non 5? Va bene, facciamo 6 e non 5 ma non di più.
    Tutte le critiche a Messina se Milano avesse vinto e raggiunto gli altri obiettivi, sarebbero cadute nel vuoto:
    – chi se ne frega se rispetta o meno Italiani o roster, basta che vinca
    – se vince la squadra gira per forza
    – se è antipatico chi se ne frega finché si vince.
    Perché dulcis in fondo chi vince festeggia, chi perde spiega.
    La mancanza del Chacho si sta facendo sentire.
    Ahimè questa squadra non ha proprio anima.
    Se non si chiamasse Messina, sarebbe gia stato sollevato dall’incarico. Ma non tutti hanno la fortuna di chiamarsi Messina.
    Banchi, Pianigiani, Repesa, hanno alla fine ottenuto sempre le stesse cose con la metà dei proclami e soprattutto con la metà dei soldi investiti.
    Io, dopo sver fallito un altro obiettivo, me ne andrei con la testa bassa.
    Messina no, lui è Dio sceso in terra.
    È infallibile.
    Infatti l’ha preso in quel posto da Petrucelli che ha ridicolizzato Napier e da Gabriel che fino a una settimana fa era un morto in piedi.

    1. petrucelli e’ un ottimo giocatore, prima dell’estate io lo mettevo tra gli acquisti, poi si e’ preferito mitrou long ecco i risultati, oltretutto gioca da italiano,,,,

      1. Sono due ruoli differenti. Non mettiamo insieme robe a caso. Milano ha preso Mitrou-Long perchè voleva quel tipo di play, non un’ala piccola. Fermo restando che Petrucelli è buon giocatore e ottimo difensore

    2. “L’ha preso in quel posto da Petruccelli”??? …..che eloquio forbito, basta questo “passaggio” per definire il tuo commento una stronzata in prosa, caro @pierino il cretino

    3. “Se non si chiamasse Messina, sarebbe già stato sollevato dall’incarico. Ma non tutti hanno la fortuna di chiamarsi Messina”
      Non è stato preso per il nome, nè su raccomandazione .
      La sua fortuna sono : a 30 anni primo allenatore della Virtus, a 30 anni prima Coppa Italia e Coppa delle Coppe, a 34 primo scudetto, a 39 prima Eurolega e poi se sei capace di leggere, ma soprattutto di capire e dubito basta andare su wikipedia.
      Ora è assodato che quest’anno ha toppato alla grande, ma è anche assodato che tu sei un idiota e forse non solo quest’anno.

      1. Forse non sai che il curriculum, per quanto vincente può essere, non scende in campo….

  4. diciamo la verità: ettore non conosce la carota e pecca di presunzione. Hai trovato il quintetto della rimonta portandoti a più 7 e non lo cavalchi? Regali Davies agli avvversari per ribadire chi comanda perchè tanto sai che la porti a casa comunque? Bisogna ammettere di sbagliare ma che fai pure ammenda. Ci vuole un manico nuovo, il Trinchieri della situazione. L’anno scorso c’era il Chacho che nascondeva qualche difetto e faceva rendere gli altri. Quest’anno vedo Melli e Hines troppo orfani.
    Speriam

  5. Tornando a bomba, Napier campione non so, diciamo che è uno che ha giocato parecchio in NBA, che sia funzionale al basket di EL vedremo da qui ai prossimi anni (se ci sarà); e Pangos? Certo finché ha giocato quest’anno, non ha dimostrato di essere un campione ( mentre allo Zenith dava l’impressione, avvalorata da statistiche, di esserlo)

    Come già detto, probabilmente i problemi della stagione in corso fanno capo a diverse ragioni e fanno si che non si giunga, e parlo di coach Messina, alla risoluzione degli stessi

    Verrebbe voglia di chiudere il “libro” di questa stagione, ma non si può; si deve invece trovare una soluzione dignitosa per portarla a termine senza subire ulteriori umiliazioni

  6. Non penso che qualcuno discuta la carriera di Messina.
    Uno può anche cannare uno o due anni in una carriera, capita.
    Quest’anno sta facendo malissimo e se vince lo scudetto fa solo il minimo sindacale, sinceramente, ma non giudicherei troppo negativamente ne la stagione di Milano (che comunque è in corso) ne Messina, partendo dal presupposto che, a mio parere, resta uno dei migliori in circolazione in Europa anche oggi. A livello nazionale era lecito aspettarsi qualcosa di più in questi 3 anni e mezzo di Ettore, forse una coppetta o due, ma non 2 scudetti ad esempio.
    A livello continentale no, è riuscito per 2 anni a riportare l’Olimpia al tavolo delle grandi, e onestamente era tutt’altro che scontato, ci sono squadre più attrezzate lassù, e non parlo necessariamente di budget o di roster (sulla carta), ma anche di mentalità, di dimestichezza a sfide e pressioni a quei livelli, sfide che a Milano mancavano dai tempi di Casalini, per cui si può sempre fare meglio ma poteva anche andare molto peggio.

    1. Bravo Loris, finalmente un commento sensato e non per forza di cose disfattista!
      Purtroppo in Italia siamo abituati a non accettare gli errori ed una brutta stagione rischia di etichettare per sempre la carriera di un allenatore e/o giocatore, e non parlo solo di basket, è un discorso che si potrebbe applicare tranquillamente al calcio in primis, ma a tutti gli altri sport e forse anche oltre lo sport stesso.
      La stagione di Messina mi ricorda un po’ la scorsa di obradovic, adesso tutti ad osannarlo (e per carità la sua carriera parla per lui…), però metodi, atteggiamento, le aspettative ed i risultati dell’anno passato rispecchiano quelli della nostra disgraziata attuale stagione

  7. Nessuno mette in dubbio la carriera e la storia di Messina ma il fatto che sia rimasto un paio di passi indietro sulla pallacanestro moderna è innegabile (purtroppo) e i risultati senza aver a disposizione il fuoriclasse che ti da la scossa quando serve, era il Chaco e in teoria Pangos, sono eloquenti su quanto in fase offensiva sei rimasto al palo e riesci ad essere performante solo in fase difensiva, la sua ossessione.
    Vive con il retaggio difesa e ritmi compassati, la chiave è la seconda: non puoi giocare ai 24″ nel basket moderno altrimenti ti soffocano, finché avevi il fuoriclasse che inventava (Chaco e in teoria Pangos) mascheravi mentre ora vai ogni volta contro un muro.
    Messina per limitare a zero i canestri facili agli avversari preferisce un ritmo di gioco che ti sta a tutti gli effetti rendendo sterile in attacco.

    1. Certamente, anche a me piace l’attacco spumeggiante ed i giocatori che fanno trentelli, però alla fine quello che conta è la W, e fino a prova contraria l’anno scorso si vinceva lasciando spesso gli avversari a 60 o poco più, e a memoria eravamo tutti contenti. È innegabile che quest’anno sia un flop, Messina avrà sicuramente le sue colpe ma alla fine le partite te le fanno vincere i campioni, e se le tue bocche da fuoco sono fuori praticamente da inizio stagione è dura metterci una pezza ogni volta.
      Non vuole certo essere una giustificazione, però si guardi anche in casa d’altri, l’Efes per esempio ha dovuto rinunciare per gran parte della stagione a Larkin e adesso rischia di non qualificarsi ai PO.
      Io proverei ancora un anno con Messina, alla scadenza naturale del contratto si tireranno le somme, rifondare senza dare continuità al progetto senza la pazienza di poter aspettare potrebbe essere ulteriormente dannoso a mio modo di vedere.

      1. L’attacco è sempre stato il punto debole di Messina durante tutta la sua gestione, e finché la fase difensiva funzionava il problema era ben nascosto, ora che nenche la difesa regge i nodi sono venuti al pettine. Il match contro Brescia ha evidenziato, qualora ce ne fosse bisogno, che le assenze contano fino ad un certo punto, perché non è ammissibile che non si possa battere Brescia senza Shields e Pangos che oltretutto fino all’infortunio non è che stesse brillando, ma tutt’altro.
        Considerando anche che i bresciani erano privi di due pedine, che nell’economia del loro roster pesano più delle.nostre avendo noi un roster di 18 giocatori.
        Più che le assenze, hanno pesato maggiormente 3/4 acquisti cannati, i quali non hanno reso secondo le aspettative dello staff tecnico.

      2. Non mi riferivo certamente alla partita contro Brescia, quella era da vincere senza se e senza ma, anche con le note assenze.
        Però se imposti la stagione in un certo modo e vengono a mancare quelli che sulla carta sono i tuoi terminali offensivi, significa che qualcosa nell’equilibrio della squadra non gira. È una attenuante, non una scusa.

        Sul discorso attacco/difesa io la vedo un po’ più articolata: è noto che Messina abbia sempre dato importanza alla fase difensiva, che per essere efficace spesso e volentieri risulta anche parecchio dispendiosa dato che costringi gli avversari a giocare frequentemente al limite dei 24″, di conseguenza l’attacco spesso è poco fluido e lento, anche per recuperare le energie spese nella tua metacampo, per questo pesano anche le assenze di quei giocatori capaci di produrre punti senza aver costruito nulla.

        Poi chiaramente c’è la costruzione del roster, e Messina chiaramente predilige buoni difensori a grandi attaccanti, anche perché gente che giochi bene in entrambe le metacampo non è che ce ne sia tanta in Europa, e Shields per esempio è uno di quelli

  8. Stessa premessa di Palmasco: piccolo intervento e poi mi auto silenzio perché questo blog ha un effetto nefasto sul mio umore (ovviamente è un mio problema!)

    Anche io la vedo più articolata sul discorso difesa verso attacco.

    Nessuna squadra di prima fascia EL ha un attacco “spumeggiante” mentre tutte hanno una difesa super. L’attacco, a quel livello, lo fanno i fuoriclasse. Serve poco altro. Se però qualcuno ha visto mirabolanti schemi a Barcellona, Madrid o Instanbul, libero di contraddirmi!

    Il problema dell’Olimpia di quest’anno è che mancandolo i fuoriclasse (Chacho e Shields rispetto all’anno delle f4) tutta la squadra ha perso il suo equilibrio (e il suo possibile livello di prima fascia) senza che Messina trovasse un modo per cambiare l’approccio. Il suo approccio, prima di tutto. E in questo caso si, l’attacco doveva diventare la forza della squadra (l’amico Palmasco lo ripete da mesi).
    Quindi a mio parere non è il basket di Messina ad essere obsoleto ma la sua capacità di adattamento ad essere stata appannata. Ma Messina è un uomo troppo intelligente per non averlo capito.

    Io aspetterei a dire che è un allenatore che non è più attuale è l’esempio di Obradovic è lì a dimostrarlo. Sicuramente lo staff tecnico e atletico ha tappato e va rivisto pesantemente. Ricordo a tutti che non è andato via solo Pozzecco (che per altro non è solo uno psicologo ma anche un grande creatore di attacco e che comunque l’anno della F4 non c’era) ma anche altri elementi chiave che c’erano l’anno scorso e non quest’anno.
    E non dimenticherei il ruolo triplo del Chacho (campo/panchina con Messina/spogliatoio)

    Tutta l’alchimia è da ricostruire ma non da rifondare e io penso che ripartirà ancora attorno a Messina.

    Ciao!

Comments are closed.

Next Post

Le pagelle della Gazza: Voto 4 a Messina "La peggior Milano dell'anno"

E’ Paolo Bartezzaghi a firmare su La Gazzetta dello Sport le pagelle di Olimpia Milano-Brescia. Andiamo a leggere alcune delle valutazioni

Iscriviti