Varese-Olimpia Milano | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

Alessandro Maggi 12

Le pagelle del derby Varese-Milano. Davies reagisce agli ingenerosi fischi, Datome si fa vedere e Napier sta studiando con profitto

Davies 7 – Fischiato oltremodo da un pubblico che si credeva mostrasse affetto, fa il suo in attacco chiudendo con il top di squadra, 17. Rivedibile in difesa contro la verticalità dei lunghi varesini.

Tlc 6.5 – Gara di buona sostanza, con qualche scelta discutile ma 16 punti e 4 rimbalzi. 

Tonut sv – Solo 4’ in campo.

Melli 7.5 – In attacco si vede poco, ma in fondo è lui a decidere la gara strappando i rimbalzi in difesa e segnando 5 punti nel quarto quarto. Dominatore silenzioso, ma dominatore.

Baron 6.5 – Non la mette mai per tre quarti, poi ne segna 5 nel quarto quarto a spingere l’allungo di Milano. I 5 assist sono dato non da poco.

Napier 7 – Si fa ingolosire da qualche uno contro uno di troppo, ma non ha bisogno di fare il Ross. 12 punti, 4 rimbalzi, 6 perse anche per ignoranza naturale del sistema, ma 3 recuperi e 8 assist.

Ricci 6.5 – Soliti tiri pesanti quando serve. Si sente poco a rimbalzo.

Hall 6.5 – Gara serena, niente di speciale, ma almeno con lui in difesa si regge e le palle perse sono ridotte. 7 punti e 6 rimbalzi.

Alviti sv

Hines 6.5 – 4 punti nel finale, poi buona presenza, anche se è gara dove si va davvero molto in alto grazie all’esuberanza atletica dei varesini.

Datome 7 – Oh, ecco Gigione. 8 punti, 2/2 da 3, 3 rimbalzi. Bene così.

Coach Messina 7 – Annuncia con largo anticipo le scelte per Torino e in campo presenta una squadra che dà colpi durissimi ad ogni scossone di Varese. Gara dominata, ben oltre il risultato finale.

12 thoughts on “Varese-Olimpia Milano | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

  1. Sicuramente ci sarà una spiegazione ma io non mi spiego perché mettere Alviti a 12 secondi dalla fine. E perché non sia più entrato Tonut

    1. Ma il senso di far giocare gli ultimi 12 secondi ad Alviti?
      A questo punto mi chiedo dove Alviti passi le serate di EL quando non viene convocato….

  2. Mha’…..Alviti è ormai bocciato, e servo solo a far numero per il 6+6 e per gli allenamenti. Peccato: non mi sembrava così scarso ma evidentemente il coach non lo ritiene all’altezza. Dunque gli ultimi secondi in campo diventano incomprensibili.

  3. Io penso che se nello sport esistesse un qualcosa paragonabile al TSO, ebbene la decisione di far entrare in campo, solo e soltanto per 12 “lunghi secondi” un professionista, questo sarebbe già un chiaro esempio per disporne l’ applicazione.
    Non vorrei esprimermi in codesta maniera, parlando di sport, ma non vorrei essere stato al posto di Alviti per nessuna ragione al mondo..mortificante…
    E spiego le ragioni: non si stavano giocando gli ultimi attimi di una partita punto a punto, dove fai entrare il role player di turno, cioè quell’ atleta dalle caratteristiche preziose che gioca principalmente in situazioni difficili, dove 12 secondi sono il tempo giusto per stravolgere le sorti di un incontro, al contrario si stava concludendo un match ormai messo in ghiacciaia.
    Che si tratti di Messina o di pingo pongo, se faccio queste scelte o sono in trance agonistica, o mi sta sfuggendo qualcosa che mi tiene attaccato alla realtà, sicuramente non trattasi della prima ipotesi….

    1. Io penso il contrario, essendo un lavoro, essendo pagato per contribuire ad un risultato, essendo il coach colui che può scegliere come far contribuire un giocatore, i players devono entrare o meno alla chiamata, in qualsiasi momento.
      Se si parte da questo principio non è assurdo, che poi sia corretto o meno, noi non possiamo saperlo,
      sicuro è che non possiamo paragonare un coach che mette un ragazzo negli ultimi 12 secondi in promozione con la stessa situazione in serie A o euroleague.

      1. Ma secondo te quale è stata la ragione tecnico, tattica o quello che vuoi, di quel cambio?
        Alzare il quintetto, abbassarlo, più difesa, più attacco, standing ovation per quello che esce?
        Io sinceramente non ne vedo.
        Peccato che nessun giornalista glielo abbia chiesto nel dopo partita.

  4. In effetti i 12 secondi si danno al ragazzino degli juniores o al giocatore che deve prendere l’applauso, buttati lì così stanno a metà tra l’offesa e l’invito ad andarsene. Non condivido ma capisco i giocatori che si rifiutano o protestano in questi casi. Del resto l’empatia non è mai stata la forza di Messina. Ecco però vi prego, non citate TSO e simili.

  5. Non mi piace la gestione delle rotazioni di Messina, però quei 12 secondi possono aver senso nel preservare un giocatore “titolare” da un’infortunio inutile. In gara 1 contro l’Efes Melli si fece male a risultato già acquisito.

    1. Fingo di trovare una motivazione: avrà dei bonus a presenze e glieli fa raggiungere…

  6. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni, è che ogni allenatore, a prescindere dal livello, ha le sue fisse. Nel bene e nel male.

  7. Possibile che neanche un giornalista abbia avuto il “coraggio” di chiedere semplicemente le motivazioni tecniche di cambi fatti a 26″ (Alviti e Tonut a Gennaio contro l’Alba in EL) o 12″ (Alviti domenica contro Varese in LBA) dal termine a partita segnata?

Comments are closed.

Next Post

Serie A, 19ª giornata | Risultati, classifica, prossimo turno

Diciannovesima giornata in archivio, e da domani sarà tempo di Frecciarossa Final Eight Coppa Italia 2023. Olimpia Milano e Virtus Bologna si confermano in vetta
Serie A 19 giornata

Iscriviti