Olimpia Milano-Zalgiris venerdì sera al Forum, round#19 che si prospetta ad elevato contenuto drammatico in una settimana durissima per i colori biancorossi. Vediamo che dire.
Cosa non è già stato detto del ko con l’Alba?
«Che l’attacco gira su Baron e Davies. Dopo l’Olympiacos anche l’Alba è andata in pressing sull’ex Zenit concedendo qualcosa agli altri. Se gli altri non segnano, è dura. Se le percentuali si alzano, la museruola su Baron si allenta. Ma non si può vivere solo di tiro da tre. Serve velocità in attacco, ma ho la sensazione che con 7 giocatori utilizzati davvero sia dura reggere tante gare ravvicinate».
La crisi è davvero figlia dell’assenza di un play?
«Non è una crisi, è un disastro. E no, ogni cosa è figlia di una somma di aspetti. C’era un livello iniziale concesso in estate a questa squadra. Avevamo detto che il reparto play era l’interrogativo più grande. Però, iniziamo a fare le sottrazioni. Togliamo gli infortuni, togliamo chi ad oggi non è valore, togliamo anche i play. Se il punto di partenza era 10, io ora starei sul 5. Cioè su una squadra che partiva per le Final Four, e invece balla fuori dalla zona playoff. Invece l’Olimpia è ultima. Siamo al 2, se non all’1. I conti non tornano. Tutti stanno rendendo sotto il loro livello. A parte Melli da subito, e Davies da qualche gara. Faccio una domanda: ci voleva un play per gestire i finali con il Panathinaikos e il Maccabi, o forse solo un po’ di sale in zucca? Propendo per la seconda opzione».
Ancora oggi molti tifosi reclamano il mancato affare Campazzo. E’ stato un errore tesserare subito TLC dopo l’infortunio di Shields, esaurendo di fatto le risorse per il mercato?
«Partiamo da un fatto: Messina voleva Tlc da quest’estate. Il giocatore voleva restare in NBA, a novembre si è reso disponibile. E Shields si è fermato praticamente subito, con la prospettiva di rientrare a febbraio o marzo. Poi ci sta il ragionamento: “sposti Hall in ala piccola e cerchi un 1/2”. Ha senso. Tuttavia in quel momento Pangos era sano, e Naz Mitrou-Long era il secondo rookie per produzione offensiva in EuroLeague dopo Howard. Si potevano fare entrambe le cose, a posteriori si è scelta la strada sbagliata. Ma se per dire Pangos si fosse fermato a inizio novembre, probabilmente oggi in biancorosso ci stava Facundo Campazzo, e nessuno si stampava le magliette #freefacu. A volte il destino è “bastardo, porco”, come diceva Gioele Dix imitando Fabrizio Ravanelli».
Intanto domani arriva lo Zalgiris. Come affrontare questa gara?
«Senza pensare ai playoff. Qui c’è una competizione ancora lunga da onorare. Si deve giocare gara per gara per costruire qualcosa. Il trentesimo scudetto. Il focus è sullo Scudetto, ma l’EuroLeague, a furia di sconfitte, spesso ha minato certezze».
I lituani hanno vinto a Bologna.
«Hanno record positivo, hanno vinto quattro delle ultime cinque gare, hanno una grande difesa e con la Virtus hanno dominato a rimbalzo. Ma hanno perso Keenan Evans, e Taylor non pare un fenomeno. Non da subito almeno. Si può fare, lo si deve fare dopo la figura di Berlino. Oggi è fondamentale mantenere unito tutto l’ambiente, si giochi come fosse l’ultima gara della stagione».
