Olimpia Milano post Trento | Ha ragione Messina. Perdere aiuta solo a perdere

Olimpia Milano post Trento. Ettore Messina non scherza. Non fa dialettica. Se sottolinea il passo in campionato e poi…

Olimpia Milano post Trento. Ettore Messina non scherza. Non fa dialettica. Se parla di stanchezza dopo le finali del 2021, ammette una mancanza e lavora alla risoluzione. Puntualmente consegnata a 12 mesi di distanza.

Se sottolinea il passo in campionato, e la serietà di un gruppo, poi non lascia “andare” un ko esterno come quello del PalaTrento. 0-7 di parziale iniziale, 31 tiri da 3 tentati (32 da 2), 14 palle perse, 77 punti concessi.

Non sono cose da squadra di Ettore Messina. O quanto meno, non nella sua interezza. Perchè questa gara la rimette in piedi Nicolò Melli, con il suo parzialone nel terzo quarto, e la tiene accesa Tim Luwawu-Cabarrot, autore di un quarto quarto pazzesco.

Altri non hanno avuto la stessa applicazione, la stessa presenza. E c’è un Naz Mitrou-Long da 0 punti, 0/8 al tiro. Attenzione, il 24 novembre, giorno dell’infortunio di Kevin Pangos, il canadese produceva 18 punti. Da allora due “virgole” (prima di ieri, con il Baskonia), 8 punti di media, 7/22 da 2, 8/33 da 3.

I nove ko in fila in EuroLeague sono un peccato da espiare, a prescindere da quelle “tentazioni” che si chiamano infortuni. Vincere aiuta a vincere, perdere aiuta solo a perdere.

Ps. Johannes Voigtmann. 10 punti, 6 rimbalzi, due giocate di livello nel finale sotto il ferro. La buona notizia.

13 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | Ha ragione Messina. Perdere aiuta solo a perdere

  1. Ma guarda, “perdere aiuta a perdere”, oppure la promessa di “lavorare di più” non mi bastano più per giustificare l’atteggiamento di una squadra che non caglia – non di una squadra che perde, perché le sconfitte fanno soffrire, ma se non insegnano niente, servono a poco o niente.

    No, non è perdere, ma è perdere così, senza cambiare niente, mai.
    Pur giocando male, facendo sempre gli stessi errori, “giocando solo un quarto”, o “giocando solo 30 minuti”, o “giocando solo 35 minuti”, come ci viene comunicato, ma noi vediamo e abbiamo visto benissimo.
    Ciononostante niente cambia.

    Mi voglio attaccare proprio al tuo p.s., l’apparente ritrovamento di Voigtmann: vero bellissimo, ma cosa è successo, cosa dice la sua prestazione, come è stata ottenuta?
    Voigtmann: 6 tiri da 2, 2 tiri da 3. Così è stata ottenuta: in area!

    Cosa dice allora la sua prestazione? Che quell’area era attaccabile, anzi era burro se perfino lui – inteso senza offesa, ma per celebrare un’apparenza di risveglio – perfino lui ne ha visto le criticità e l’ha attaccata.
    E no, il suo “celebre” (?) tiro da 3, è stato marginale, se non ininfluente nella sua prestazione – 1/2.

    Infine la terza domanda: cosa è successo?
    I fatti dicono che Voigtmann, che ha anche un bellissimo assist, ha finalmente guardato la partita coi suoi occhi, ha visto, perché ha una gran bella intelligenza cestistica, e s’è messo in proprio sfruttando quello che c’era.
    Si può speculare, ma secondo me a questo punto è legittimo pensare che persa per persa la sua posizione in squadra, ha deciso di giocare come gli pare e come sa.
    Ok, una speculazione da divano, ma l’indizio, se non la prova è sotto gli occhi di tutti.
    E sarà pure una speculazione, ma è servita a tutti.

    Voigtmann quindi “vede” quello che c’è in campo, ma è la squadra che non vede quel passaggio a nord ovest verso il ferro, che lui ha solcato brillantemente, e alle soglie del quale Davies aspetta Godot, e Melli invece, da bravo soldatino, attende sulla linea Maginot esterna, per tirare da 3.
    Eccolo lì, pare a me, un significativo punto di svolta, per dare alla squadra un gioco che la tiri fuori dalle secche, quando le secche la avvolgono, avendo tra l’altro, pare sempre a me, un campione del posizionarsi in area per ricevere.
    (Dice: ma contro Trento Davies ne ha sbagliate troppe. Vero. Fai tu, però, lo sforzo di smarcarti in area, che è uno sforzo notevole, senza ricevere mai, o solo a tratti: ti scoglioni.

    Il cambio di gioco in direzione interni, dove anche Melli diventa un corpo importante e una minaccia, richiede ovviamente un aggiustamento maggiore del reparto esterni.
    Allora io chiedo due cose, per non ripetere sempre le stesse cose:
    davvero la palla deve arrivare necessariamente a Ricci, quando è in angolo e marcatissimo, così che non può fare altro che ridarla all’esterno, ormai chiusi entrambi in un quarto di campo?
    E: davvero vogliamo continuare con la scelta di un play making raffazzonato, alla cazzo di cane, che sottrae valore di punti agli esterni coinvolti, quando in panchina abbiamo un play?
    Davvero? E perché?
    E cosa succederebbe nei finali di partita, se punto a punto ci massacrano marcando aggressivi il play nella sua metà campo?

    Dico solo questo e chiudo: i giocatori te li devi coltivare e devi farli esplodere, in via generale.
    In particolare in questo momento a Milano, secondo me, sei proprio obbligato, obbligatissimo a farlo.
    E magari sperare che vada bene, certamente più di quanto sembra andar bene il motto lavorare di più.
    Lavorare meglio, semmai.

    E non dico Baldasso in LBA, per rifiatare e dare cambi, dico Baldasso play titolare, in quintetto e per minutaggio SEMPRE.
    Costi quel che costi, tanto il resto del lavoro, finora, appare comunque buttato a fondo perduto.
    E non solo perché perdiamo, ma perché giochiamo male.

  2. Quindi Long è questo tipo di giocatore? Sembra di si, e a me, sin dall’inizio della sua avventura milanese, ha dato la sensazione di essere, e non parlo del dibattito “play or not”, un giocatore, in quanto tale, scarso; come lo condisci, lo condisci (con Pangos o senza Pangos) ha delle carenze tali dal renderlo sempre insipido (non all’altezza dei palcoscenici cui l’Olimpia ambisce)

    1. Voigtmann è stato preso nella logica di avere anche noi l’effetto Pleiss (un implacabile grimaldello per aprire le difese); purtroppo il tedesco, al di là delle colpe del sistema in cui gioca, non ha la stessa levatura del “turco”, sia in termini di classe, che di personalità; o pensate forse che il “turco”, a parti invertite, avrebbe le stesse difficoltà nel performare in EL? perchè, che Voigtmann faccia una buona partita in LBA ci sta…….ma chi se ne frega? Egli doveva avere un ruolo importante in EL, e finora là, nulla si è visto

  3. Ma se a Brescia era un fenomeno come fa a diventare scarso nel giro di qualche mese?

    1. se acquisti dei giocatori per farli giocare come vuoi tu invece per come sanno giocare loro!!!! è un errore tattico di Messina che secondo me ha clamorosamente sbagliato la campagna acquisti

    2. Caro Doc63 con tutto il rispetto Brescia non è Milano.
      Il problema è che Messina ha fatto una scommessa sul secondo play in un ruolo come il centro dove le scommesse si pagano pesantemente e infatti i risultati lo stanno ampiamente dimostrando.

  4. È talmente cotto che se allenasse il Milan metterebbe Maignan a centrocampo, Giroud terzino e Saelemakers in porta! Dimettiti Messinaaaaaa, x non bruciare più i giocatori, x il bene della squadra e x il fegato di noi tifosi che non abbiamo le fette di salame sugli occhi!

  5. io ho visto spesso ottimi giocatori con diversi allenato passare per Milano e diventare pippe. O erano pippe già prima e contro di noi facevano i fenomeni o se no l’ambiente milanese ha il potere di trasformare in pippe i giocatori.

  6. Mi sa che Messina stia andando parecchio sotto stress e non si renda conto bene delle sue scelte gestionali. Oltre ai problemi di infortuni e buco in regia questo aggrava parecchio la situazione. Tutto ciò, con probabilità, si ripercuote nel rapporto coach-squadra.
    Quanti giovani italiani possono vantare di essere stati valorizzati da Messina? Sarà un pluridecorato, ma non so quanto gli potranno servire tutte le sue medaglie per uscire fuori dalla sua “Caporetto”.
    Davvero misterioso il non utilizzo di Baldasso e Alviti che non giocano manco dopo un doppio turno di EL e a fronte di prestazioni mediocri dei titolari. Vero che l’EL è molto dispendiosa ma Trento ha una rosa davvero risicata, giocano in 8-9 sia campionato che Eurocup e hanno fuori Spagnolo. Va bene che se Trento perde con Milano ci sta quindi sono più leggeri di testa, ma ai giocatori di Milano sembra che di base manchi della cattiveria agonistica, è già successo che approccino delle partite in maniera molle e col “tanto poi li prendiamo” alla fine capita di prenderlo in quel posto. Davvero faccio fatica a credere che il livello dei giocatori di Milano non possa imporsi su squadre di media classifica come può essere Trento (che non è la Virtus o Venezia). Inoltre della regular season del campionato importa fino a pagina due, ma se si mette in preventivo qualche sconfitta almeno che lo si faccia per mettere in ritmo (volevo usare la parola fiducia ma mi sembra una parola utopistica al momento) chi non gioca mai e cha mai potrà essere utile se ha sempre il culo attaccato al pino.
    Concordo con chi si chiede perché i Baldasso e gli Alviti oggi, come i Fontecchio e i Della Valle ieri, non trovino spazio almeno in campionato, livello a cui hanno dimostrato di stare agevolmente nelle squadre in cui giocavano prima di venire a Milano.
    La voglio raccontare in maniera semplice: Messina è il coach dell’Olimpia Milano, e le cose, ad oggi, nell’ Olimpia Milano, non stanno andando per niente bene, e quando le cose non vanno per niente bene, se muovi delle critiche, chi è il primo destinatario? E poi non credo che un uomo di sport come Messina non le abbia messo in conto, non capisco il rammarico elevato da qualche forumista, poi siamo tutti tranquilli nel pensare che da qui fino ad arrivare in primavera sarà una passeggiata di salute….

Comments are closed.

Next Post

La Gazzetta titola: Trento fa il colpo, Milano giù dalla vetta

La Gazzetta dello Sport titola a pagina 52: «Trento fa il colpo, Milano giù dalla vetta. “Poco professionali”»
Gazzetta Trento Milano

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: