Nicolò Melli analizza ai microfoni di Sky Sport il ko con l’Alba Berlino di venerdì sera: «Siamo stati sotto tutta la partita, siamo riusciti a riprenderla alla fine, poi ho sbagliato il tiro della vittoria, quindi si poteva anche vincerla».
Ma ovviamente l’analisi è globale: «Però abbiamo inseguito tutta la partita, questo è sicuramente qualcosa che dobbiamo cambiare. Partiamo tendenzialmente male, questo non aiuta, però siamo work in progress come detto, c’è tanto da fare. Abbiamo fatto un passo indietro, da domani lavoriamo per farne due avanti».
Ora due trasferte in una settimana: «Se vogliamo vincere in trasferta dobbiamo giocare meglio di così. Il calendario non ci permette di pensare troppo alla sconfitta, dobbiamo analizzarla e migliorare il prima possibile».

Dov’è finito Deshaun Thomas, e come ci è finito?
(Scusate lo metto qui, leggermente fuori topic, per avere qualche possibilità di essere letto).
In preseason avevamo scoperto quest’arma tattica, grosso, fisico, con un buon tiro, capace di segnare dall’arco ma anche di giocare degli ottimi spalle a canestro.
Appena sono iniziate le partite ufficiali, di tutto quanto visto prima non s’è visto più niente.
Thomas non è sicuramente quello che stiamo vedendo adesso, sembra finito in un cantuccio buio nel quale è diventato invisibile.
Cosa è successo? Come ci è finito? Come possiamo, possono, mobilitarsi per salvarlo?
Non ho risposte, ovvio, ma solo indizi.
Il primo, il più ovvio, dopo l’entusiasmo iniziale del giocatore che si presenta a pubblico e compagni, quell’adrenalina finisce e bisogna metterci dentro del proprio, energia e professionalità.
Non facilissimo se ti rendi conto che sei qui per sostituire la punta di diamante della squadra.
A voglia a dire che sono professionisti, ma quando ti rendi conto che Shields è proprio forte, giocandoci insieme ogni giorno, forse un po’ di catena ti scende.
Secondo indizio, ieri sera: più volte Hall in palleggio, gli segnalava con gesti bruschi, mentre cercava di tenere lontano il proprio difensore, di andare a mettersi dove sarebbe dovuto essere già da tempo. Invano.
Thomas se ne andava nell’angolo del lato forte, lato forte che però a causa di quello spostamento restava del tutto privo di maglie rosse.
Tutto da rifare, tutto da inventare senza più la guida del gioco predisposto. Non facile in una squadra che deva ancora conoscersi.
In altre parole Thomas al momento non c’ha davvero capito un.
Terzo indizio, nel caos dei suoi movimenti, e vedendo che la squadra a questo punto si spazientisce, la fiducia viene a mancare: anche il tiro da 3 di conseguenza va a.
Quarto indizio.
Stavolta è di squadra: 42 tiri da 2 e 31 da 3 ieri sera.
Vogliono dire di una squadra che, di ritorno alle sue abitudini, smette di cercare il gioco interno, o, per meglio dire, ricorre al tiro dall’arco quasi altrettanto di quanto non usi il tiro ravvicinato.
C’è da considerare un Pangos che ancora non riesce a impostare il gioco interno, coi suoi zero assist di ieri sera, un Davies che preferisce il tiretto dalla media invece che la lotta fino al ferro, dei meccanismi di blocchi e veli che ancora non sono efficaci: perché vero che la palla non arriva a sufficienza per le sfide spalle a canestro, ma è anche vero che non arriva nemmeno per l’uscita dai blocchi per Baron.
Dunque Thomas s’è perso – “s’è perso e non sa tornare” (parafrasando De Andrè) – ma la squadra al momento sembra non avere nessuna ipotesi di dove andarlo a cercare.
Gli indizi però secondo me sono tutti lì, quindi non dovremmo essere troppo pessimisti sul recupero di Deshaun – dice il fantasma di un certo Jerian Grant 😎
Si, diciamo che la delusione per questo avvio per è legata soprattutto al fatto che nelle aspettative di noi tifosi dovrebbe esser stato il giocatore più pronto, essendo giocatore d’esperienza in EL, reduce da un’ottima annata e avendo fatto la preparazione fin da subito. Evidentemente c’è anche che il sistema Messina ha bisogno di più tempo per essere assimilato; ma anch’io sono fiducioso, non credo possibile che da un anno all’altro si possa fare così tanti passi indietro.
Viste le vostre considerazioni su Thomas, mi chiedo se a questo punto non fosse stato meglio trattenere Bentil, che alla Stella Rossa sta confermando quanto di buono ha fatto l’anno scorso con noi.
È stato scelto Thomas perché può giocare sia da 3 che da 4 cosa che Bentil non può fare, praticamente dovrebbe essere il Jolly che ci mancava l’anno scorso e che permetterebbe di rifiatare sia Shields che Melli/Datome dando inoltre alternative tattiche giocando all’occorrenza col quintettone o con la small ball, io spero che possa assimilare il gioco di Messina e tornare ai livelli che gli competono. Il reale sostituto di Big Ben è Voightman, ma su di lui credo ci siano poche perplessità
Milano al momento fatica con il quintetto grosso che prova a inserire variazioni sul tema con il gioco interno. E di conseguenza non sai ancora collocare Thomas.
Certo però la scelta è dettata dalla sua presunta duttilità
La duttilità non sempre è un bene per il giocatore e una risorsa per la squadra.