Olimpia Milano, quanto vale Shavon Shields? E soprattutto quali sono le prospettive dell’ala di Overland Park, uno dei giocatori più all-around di EuroLeague? Lo ricordiamo, il giocatore entra nel suo ultimo anno di contratto.
Olimpia Milano, quanto vale Shavon Shields?
Shavon Shields è arrivato a Milano nell’estate 2020, al principio del reale “scatto” dell’era Messina. Per due anni secondo quintetto di EuroLeague, ha prodotto fuori dall’Italia 13.8 punti nella prima stagione con 4 rimbalzi, 13 nella seconda (ma con 12 gare in meno di RS) con 4 rimbalzi, 2.8 assist e 1.1 palle rubate.
Dopo Trento, l’emersione, e Baskonia, la definizione, l’Olimpia Milano è stata la consacrazione, con quel titolo di mvp delle LBA Finals 2022 che ha, se non cancellato, posto sotto una luce diversa la più grande amarezza della carriera. Sempre al Forum, sempre con una Milano in campo (ma contro), nella notte di “The Block”, gara-5 delle finali 2018, in cui Shavon fu “ira di dio” prima di sedersi, affranto, in panchina per il quinto fallo speso su Curtis Jerrells.
Capitoli di una carriera, avventure e disavventure obbligate, per un ragazzo passaportato danese arrivato in Germania da ala grande, ma individuato come “3” dalla coppia dell’Aquila Trainotti-Buscaglia, e che oggi nel ruolo ritrova in pochissimi nomi, in primo luogo Will Clyburn ora dell’Efes, talenti all’altezza.
E allora entra in gioco il valore. Firmato un biennale nel 2020, Shavon Shields ha esteso sino al 2023 la scorsa estate, al principio di una stagione vincente, ma passata anche per il brutto infortunio al polso patito nel match con il Real Madrid.
Ora, 28 anni compiuti il 5 giugno, Shavon aggredisce la stagione della carriera. Obiettivo terza stella a Milano, e soprattutto ritorno alle Final Four. Poi, estensione con Milano?
Ettore Messina, inutile sottolinearlo, legherebbe a vita il giocatore alla società del Mediolanum Forum d’Assago. Shields, dal canto suo, è legato all’ambiente, all’allenatore, alla città e alla società. Milano, e l’Italia, hanno un posto speciale nel cuore del giocatore. Quel posto che, solitamente, si chiama “casa”.
Ma, perchè c’è sempre un “ma” a questi livelli, l’NBA resta una tentazione.
A dire il vero, tutto nasce da un articolo di John Hollinger su The Athletic, di un anno fa: «Uno dei migliori candidati al grande salto (dall’Europa) in questa offseason (la scorsa, ndr), Shields negli anni ha mostrato notevoli progressi dal punto di vista tecnico, ovvero il principale ostacolo per arrivare nella lega una volta uscito da Nebraska. Ha buona taglia fisica per il ruolo, sa difendere e gestire palla, ed ha tirato il 39,5% da 3 la scorsa stagione, guidando Milano a una sorprendente qualificazione alle Final Four di EuroLeague. Figlio dell’ex guard dei Kansas City Chiefs Will Shields, Shavon ha 27 anni ora, questo sarebbe il momento giusto per tentare il salto».
Siamo ancora nel 2021, il giocatore viene visionato dai Clippers, ma nulla si muove realmente e nel contratto non esistono Escape. Lui, dal canto suo, chiude rapidamente il discorso: «NBA? In questo momento, la mia testa è qui a Milano, sto cercando di aiutare la squadra a vincere dei titoli. Se in futuro si presenterà l’occasione, forse. Ma in questo momento, sono dove voglio essere, e sono felice».
L’NBA è sempre una tentazione, e la sua capacità di giocare anche da guardia in Europa, pur con un fisico possente di 201 centimetri, innegabilmente può attrarre la più importante lega del mondo.
E c’è quel «forse» che apre a molteplici scenari. A 28 anni, come detto, Shavon Shields cerca inevitabilmente il più importante contratto della carriera. L’NBA può offrire cifre inarrivabili, come ben sanno Nicolò Melli o Simone Fontecchio.
Il profilo del giocatore è da tempo “terra di dibattito” tra gli scout. Per alcuni troppo “all around” senza una particolare specializzazione, per altri elemento che potrebbe essere prezioso in un certo ruolo, e in un certo tipo di squadra. Esattamente come Simone Fontecchio.
In NBA esistono giocatori inferiori a Shavon, che tuttavia non può permettersi contratti “two-way” e rimbalzi non garantiti tra prima squadra e G League, visto il “nome” creato in Europa. E dall’Europa tutto parte, perchè il campionato italiano non è certamente il primo metro di paragone per scout e front office negli Stati Uniti.
Una grande stagione d’EuroLeague, con i mezzi per puntare addirittura al titolo di mvp, e scegliere il proprio futuro. Questa la missione di Shields. Giorgio Armani, parole di Ettore Messina, ha in passato permesso al front office di muoversi con largo anticipo su alcune situazioni chiave, come nel caso dei rinnovi di Kyle Hines e Sergio Rodriguez.
Succederà anche con Shavon. Sapendo che al tavolo non ci si siederà più per un’estensione, ma per un contratto da “stella”, sempre con l’obiettivo di vincere, e tanto, insieme. A meno che la NBA…

Mi viene in mente il bellissimo film Money Ball, con Brad Pitt e uno strepitoso Jonah Hill (in italiano “L’arte di vincere”).
“Se vogliamo vincere contro New York, che ha dieci volte i nostri soldi, non possiamo giocare al loro gioco di mercato” – dice il manager della squadra di Oakland ai suoi scouts, che cercano il sostituto del campione passato a NY, ma non avendo i soldi per pagare nessuno di quel livello.
Il film è la storia di come l’impresa sia riuscita.
Questo per dire che Milano non può competere con gli stipendi NBA, a livello di campioni come Shields, se di là si convincessero che è davvero un fuoriclasse e decidessero di prenderlo.
In un solo anno di contratto potrebbe prendere più del resto di tutta la carriera che gli resta in Europa.
Certo con qualche incertezza che accompagna sempre questi salti.
Il management lo prende, ma l’allenatore non lo ritiene utile al proprio gioco, il giocatore fatica a prendere le misure a un gioco molto più veloce e fisico, eccetera.
Shavon per fortuna ha in squadra due compagni a cui chiedere informazioni puntuali.
E quindi?
Se non puoi competere coi soldi, fagli una proposta indecente per tenerlo: 4 o addirittura 5 anni di contratto garantito.
Potrebbe essere la fionda di Davide – no, non quel Davide, Moretti a cui un contratto del genere, 5 anni, è già stato sottoscritto da noi, non sarebbe quindi una novità.
Non fateci stare in ansia, il giocatore ci piace, e parecchio!
Secondo me più che guardare oltre oceano c’è da guardare in Europa. Io non sono convinto che Shields sia il profilo ideale per le squadre NBA mentre in Europa se continua così ci sono competitor con altri budget/capacità di sforare il bilancio…
sorprendente qualificazione fa alquanto ridere…….
In NBA giocano alcuni, per me egregi sconosciuti, che attualmente stanno giocando la fase a gironi dell’europeo; ovvio che questa possibilità potrebbe averla anche Shavon, del quale ben sappiamo le virtù; ci sono, a questo punto, più ordini di fattori da prendere in considerazione: i soldi che prenderebbe in più in NBA, la voglia di mettersi in gioco in una situazione completamente differente, lo status attuale ed il rispetto di cui gode in Europa, il fatto che ad NBA fa più gioco per il fattore espansione verso altri mercati l’acquisizione di un Fontecchio o altro europeo rispetto ad un nativo americano, senza dimenticare che per taglia fisica e talento la concorrenza oltreoceano è notevole; concludendo ci sono buone possibilità che Shields continui il suo percorso, se non in Olimpia, in Europa