La Visione del Guazz | Franco Casalini, Re tra i Re

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Franco Casalini non è mai stato il Re dei Re ma è stato uno splendido Re tra i Re. Casalini rappresentava in maniera perfetta la milanesità tracimante di quella Olimpia

Franco Casalini non è mai stato il Re dei Re ma è stato uno splendido Re tra i Re. Non aveva il carisma magnetico di Cesare Rubini o la furia trascinante di Dan Peterson. Ma, al pari degli altri due, condivide il massimo privilegio di essere stato davvero Re della Milano del basket nel mondo. “Once we were kings” è la frase che per prima mi é balenata in testa quando ho visto la sua foto con Mike, Dino, Bob, Roberto e quel trofeo conquistato di forza a Gent. E di quella squadra di fenomeni, invulnerabile agli occhi di un bimbo come me, lui ne era il tattico, il mite, l’equilibratore. Prima da fidato assistente che non aveva ragione e desiderio di pugnalare il proprio capo di cui si sentiva costola, poi da head coach capace di allungare di un paio di stagioni un ciclo che in molti davano per finito.

Ma, per me, Casalini rappresentava in maniera perfetta la milanesità tracimante di quella Olimpia. I totem venivano da fuori, ma il gruppo, quel gruppo, aveva una forte componente cittadina, con Tony Cappellari in primis. Tra chi era nato lì intorno – Franco Boselli, Riccardo Pittis, Flavio Portaluppi, Franco Governa, Vittorio Gallinari – e tra chi era stato portato presto in quel vivaio che sfornava talenti a pioggia – Ambrassa -. Era un basket irripetibile oggi dove gli stranieri hanno alzato il livello ma al tempo stesso hanno tolto parzialmente quel senso di “famiglia”. 

Non ero in confidenza con Casalini. Qualche intervista, qualche chiacchiera, qualche momento. Al Forum mi rubò un confetto gentilmente donatomi dalla signora Peterson all’indomani del loro matrimonio. Colpa mia. Io di fronte ai miei mostri sacri mi irrigidisco e non poco: non voglio spennellare di nero quelle icone che vedevo in tv/al palazzetto e che nel cuore di bambino finiscono inevitabilmente per diventare mitizzati. Ma Casalini era davvero umano, empatico, umile. Un personaggio che non ha per nulla rovinato la mia percezione da accalorato baby-tifoso.

Casalini resta l’ultimo ad averla alzata al cielo. Ora, POBO, hai il compito di vincerla e dedicargliela. Da chi avrà la foto sul muro a chi se l’è conquistata per aver speso una vita per l’Olimpia. E che l’ha amata come pochi.

2 thoughts on “La Visione del Guazz | Franco Casalini, Re tra i Re

  1. Grazie, Guazz: splendide parole. Anche io l’ho amato per quel suo saper stare a posto, dietro Peterson, a fianco a lui. E poi da soli, a guidare i guerriglieri di Milano, un po’ vecchiotti e stanchi, quei soldati che lui ha condotto a nuove vittorie. Addio Franco

    PS Governa era Mario, credo, non Franco

  2. Guazz, sei sempre illuminante con i tuoi articoli. Io ho conosciuto poco Casalini, ma quel poco che so di lui, anche grazie ai vostri articoli mi fa capire di che spessore era questa persona. RIP Franco!

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