Olimpia Milano post Virtus#2 | Si torna a casa con quel che si voleva. Ma ora tutti facciano un passo avanti

Alessandro Maggi 9

Olimpia Milano post Virtus#2, nel consueto dramma sportivo italiano tutto si è ribaltato, per poi magari ribaltarsi un’altra volta

Olimpia Milano post Virtus#2, nel consueto dramma sportivo italiano tutto si è ribaltato, per poi magari ribaltarsi un’altra volta. Al momento, tuttavia, c’è solo una cosa da dire: i biancorossi tornano a casa con un bottino prezioso. Quel che Ettore Messina, e i suoi, volevano.

La partita

Toko Shengelia che sparacchia da fuori, l’Olimpia che scatta sul 13-4, Daniel Hackett a terra. Pensando solo all’avvio di gara, è un’occasione persa per i biancorossi, che non hanno saputo nutrire la paura della Virtus.

Dal canto suo, la Vu Nera è squadra vera con campioni veri, e in un ambiente indiavolato è riuscita a costruire le nuove certezze di una vittoria non meritata, ma strameritata. 

Milano, per la seconda volta in due gare, ha tirato malissimo, ha attaccato peggio, e non ha avuto nulla da Kyle Hines. Un arbitraggio ben diverso, come interpretazione del gioco, rispetto alla prima sfida ha imposto subito alla leggenda di EuroLeague due falli che lo hanno tolto dal gioco.

Le rotazioni

Nessun dramma sul match di ieri, ma una riflessione va comunque fatta. Dodici giocatori, uno mai entrato (Alviti), uno fermo a 5’ (Ricci), un altro a 7’ (Baldasso). Quindi 11’ per un Bentil acciaccato e 12’ per Grant.

In una Finale le rotazioni si accorciano, inevitabile, ma la stagione è stata dura, per tutti. Nessuna responsabilità per Ettore Messina, se non nelle scelte di chi non si è rivelato all’altezza (il rinnovo di Tarczewski, le firme di Grant e Daniels).

Ma non è questo il tempo dei processi, e speriamo non lo sia mai. E’ il tempo della chiamata di tutti davanti alle loro responsabilità: Baldasso ha avuto coraggio, quanto meno, Grant e Ricci no. Serve ben altro, e serve da mesi, soprattutto dal secondo. Ha fatto una scelta in estate, ora è il tempo di dimostrarne la bontà. Voleva fare un salto di qualità? Basta parole, lo faccia e basta. 

Su Grant, solo una riflessione. E’ arrivato qui per giocare p&r. Lo annunciò lui stesso in sala stampa. Gli si dia la possibilità di farlo. Anche se è un po’ tardi in effetti.

Le condizioni fisiche

Daniel Hackett acciaccato in casa Virtus, e neanche Shengelia e Teodosic possono dirsi sani. Per Milano Bentil dovrà recuperare dal problema al ginocchio sinistro, mentre Melli non pare al massimo. Ecco perchè serve tirare fuori qualcosa da tutti.

Ettore Messina non ha preclusioni, devono essere i giocatori a dimostrarsi pronti.

9 thoughts on “Olimpia Milano post Virtus#2 | Si torna a casa con quel che si voleva. Ma ora tutti facciano un passo avanti

  1. Se è davvero quello che volevano, la mentalità allora non è da grandissima squadra. Se Messina, uno squalo che in tutta la carriera voleva vincere anche le amichevoli di 100 punti, incomincia a accontentarsi, non è un buon segno e non è la direzione giusta. Quando il tuo avversario sanguina (e la Virtus a inizio partita sanguinava eccome, e anche durante), azzannalo ancora di più, mettigli pressione, fagli paura. Questo è quello che è mancato ieri: peccato. Occasione persa. Forza Olimpia sempre.

  2. Ieri quelli della Virtus avevano occhi più da tigre che noi. è tutto qui. Ci siamo un po’ rilassati dopo gara 1. Prestazioni dei lunghi penosa sovrastati a rimbalzo vuol dire che hai fatto male i taglia fuori (ma questo tutti perché se Pajola prende rimbalzo in attacco il taglia fuori lo deve fare la guardia) . Questo perché non avevi dentro quella determinazione necessaria. Basta essere al 90% di testa e la partita si perde contro un avversario di livello che è al 100%. Per questo se Bentil ha qualche acciacco pensiamoci bene per gara 3.
    Poi un po’ più di circolazione e meno isolamenti per 1vs1. Secondo me il coach si deve inventare qualcosa per gara 3-4.

  3. Credo che le prime due gare siano state decise entrambe da Milano, nel bene e nel male. Non ho vistfrandi passi avanti della Virtus. Però dobbiamo giocare meglio già da domani. E non penso che Ettore si sia accontentato, nonostante la partita pessima di ieri, non ci hanno stracciati, si poteva anche vincere. Semplicemente non ha funzionato tutto bene, anzi. Io resto ottimista, a patto ovviamente che si tenga fisicamente e mentalmente

  4. Non pensavamo mica di vincere senza perderne nemmeno una? – e ieri infatti l’abbiamo persa contro una squadra molto forte, che ha trovato la gran giornata di un suo vero campione.

    A loro è andato tutto bene, mentre noi invece continuiamo a non riuscire a metterla, con percentuali non adatte a una finale.
    Se non segni perdi, in particolare contro squadre molto forti, e in finale.
    Abbiamo anche vinto, in finale, tirando malissimo, ma perché loro non hanno trovato niente per battere la nostra difesa.

    Voglio chiarire subito un punto: Daniels non c’entra niente.
    Non sono i tiri per lui, quelli da 3 che abbiamo costruito: la maggioranza dei nostri tiri dalla lunga sono venuti per Hall e il Chacho. Il primo li costruisce da sé, il secondo si trova in situazioni dentro fuori.
    Non sono tiri per Daniels.
    Vero è che Datome ne ha ricevuti tre, ma a differenza di Daniels, che di fronte a difese vere – e quella della Virtus lo è – spesso non riesce a liberarsi per ricevere, Datome rappresenta un pericolo anche spalle a canestro, e deve essere marcato in modo diverso, il che gli permette di ricevere bene per tirare da 3.
    Poi ha sbagliato, purtroppo, ma al posto suo Daniels non avrebbe mai ricevuto.

    Non pensavamo certo di vincere senza perderne nemmeno una, ora che l’abbiamo persa, come previsto, torniamo a fare bene quello che sappiamo fare: difesa straordinaria, grande intensità, forza a rimbalzo, sistemiamo il tiro, e incoraggiamo Grant, Baldasso e soprattutto Ricci a fare quel passo avanti che DEVONO fare.
    Allora si possono vincere le tre partite che servono, magari perdendo ancora la prossima a Bologna, ci sta.

    Il gioco è vincerne 4, non giocare senza perdere.

  5. Giusto sottolineare gli errori di Messina (rinnovo di Tarcisio, firme di Daniels e Grant e io aggiungerei anche quella di Kell).
    Grant e Daniels sono state due scelte inspiegabili, soprattutto il secondo, costato un sacco di soldi (quindi tutto fuorché una scommessa)e preso per fare il nuovo Punter. E si può tranquillamente aggiungere, tra le scelte,anche la conferma,scellerata, di Tarc. E, visto che non vede il campo,a questo punto aggiungerei anche Alviti. Tutta gente che ha voluto e scelto personalmente il presidente. L’unica scommessa, azzeccata, è stata Hall.
    Se come allenatore è giusto metterlo sul piedistallo, come selezionatore (soprattutto se le cose non dovessero finire bene) forse è il caso di avere il coraggio di metterlo un po’ in discussione.

    1. Anche Mitoglou era una scommessa azzeccata. Mica erano preventivabili quell’infortunio e sopratutto l’asinata del giocatore di cercare nel doping la scorciatoia per la guarigione. L’assenza di Mitoglou ha poi fatto arrivare Ben Bentil che ha prodotto spesso prestazioni decenti.
      Per il resto sono d’accordo con te. Perché in queste gare di finale manca l’assenza di un cecchino alla Punter che faceva il suo anche in difesa, laddove Daniels è risultato evanescente, tanto da uscire dalle rotazioni.

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