No game? No series. L’Olimpia Milano passeggia anche alla Unipol e può sedersi sul divano: 3-0

Basta un timeout di Ettore Messina, un colloquio franco e pacato (più o meno), e la gara della Unipol Arena finisce sul 5-0 per i padroni di casa

Basta un timeout di Ettore Messina, un colloquio franco e pacato (più o meno), e la gara della Unipol Arena finisce sul 5-0 per i padroni di casa. Come in gara-1 per 28′, come in gara-2 per 40′, anche in gara-3 è solo e sempre Olimpia. La serie non va in scena, il “no game” è allargato e diventa “no series”.

59-89 il finale, serie che si chiude sullo 0-3. Ora, testa al recupero di Melli, e domani sera tutti sul divano per il terzo confronto tra Sassari e Brescia.

La partita

Stiamo sull’originale. “Il giorno della marmotta”, non “ricomincio da capo”, perché in fondo Olimpia Milano e Reggiana rivivono per la terza volta un film già visto, per quanto con approccio leggermente modulato per rendere il tutto più avvincente.

Questa volta la squadra di Attilio Caja parte con un bel 5-0, con Ettore Messina a chiamare timeout. Uditi i nomi di tutti i santi del paradiso, l’Olimpia entra in campo e surclassa. 9-0 nei successivi 4′, 13-21 a fine primo quarto con Devon Hall sugli scudi, lui che fino ad oggi se n’era stato molto “sulle sue”.

Tanto per gradire, 8-0 in avvio di secondo parziale, Shavon Shields sugli scudi, quindi ancora Hall e Bentil per il 27-43 dell’intervallo lungo. Manca il tiro da 3 questa volta, 2/8, ma a conferma del “marmottamento” generale c’è anche un 13/22, Hall con 5/6 dal campo, Hines 2/2 e Shields 3/4, per 11 assist di squadra contro le 5 perse, mentre Reggio è 5/6.

Caja cercava, chiedeva, auspicava una resa degna della stagione Reggiana, ma non è cosa. La sua d’altronde è una squadra di bassa fisicità, destinata a correre secondo le indicazioni di Cinciarini, e ottenere qualcosa da tutti gli uomini a roster.

Peccato che Candi, Olisevicius e Diouf restino solo spettatori, concedendo anzi a Messina la possibilità di ruotare i suoi uomini, per quanto con qualche resistenza iniziale, e lauto antisportivo preso per proteste sul +20.

Neanche Cinciarini riesce ad alzare i valori del match: antisportivo sul +26, per Milano è tempo di garbage time.

One thought on “No game? No series. L’Olimpia Milano passeggia anche alla Unipol e può sedersi sul divano: 3-0

  1. Ma sì, abbiamo vinto come avremmo voluto vederli sempre: decisi, concentrati, nettamente più forti, capaci di esprimere un bel gioco, anche divertente.
    29 assist, per esempio, e Devon Hall mio personale MVP – perché pare che se non ci sia Meneghin al commento, il discorso sull’MVP sfumi.
    Poi certo, non era questa la serie che ci poteva impensierire, però 90 punti a partita li devi pur fare, e noi li abbiamo fatti.

    Messina ha provato anche un assetto piccolo – Grant, Hall, Rodriguez, con Ricci e Biligha – molto difensivo, nel caso andassimo sotto in finale e avessimo necessità di frenare emoraggie, secondo me.
    Ha funzionato? Difficile dirlo, però certo Grant Hall è una gran bella coppia di difensori.

    Credo che questo quarto di finale ci lasci in gran fiducia, e con un bel po’ di tempo per recuperare energie nervose e mentali – anche se secondo me non s’è stressato nessuno, tranne forse il nostro grande Ettore nella prima partita – e nessuno ha fatto davvero fatica.
    E non solo per i minuti distribuiti col bilancino.

    Un sassolino voglio togliermelo: Cinciarini finalmente ha fatto il Cinciarini, ossia quello che non la mette mai – come è sempre stato da noi, per cui gli avversari lo battezzavano, da cui il suo non potere creare vantaggi in una squadra come la nostra, con avversari da EL e comunque partite sempre ben diverse da quelle che può giocare la Reggiana.
    Ha giocato daddio in questa serie, ma francamente nessun rimpianto, perché le differenze tra stare in campo 40 minuti e fare quel che vuoi, e starne in campo 10/15 e dovere fare determinate cose è enorme.
    Ed è forse la stessa ragione per la quale Trinchieri stupisce sempre per quello che riesce a ottenere dalle sue squadre, ma nessuno gli affida mai una squadra da titolo.
    Sono quegli intagibles che non si possono spiegare, ma che a chi ha occhi per vedere si vedono benissimo.

    Complimenti a tutta la squadra, adesso pronti per la prossima!

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