Panathinaikos vs Olimpia Milano, 5 domande 5 | Giorni in palestra cha fanno solo bene

Domani in campo per Panathinaikos vs Olimpia Milano, e allora tornano le 5 domande 5 della redazione di ROM sul prossimo impegno biancorosso

Domani in campo per Panathinaikos vs Olimpia Milano, e allora tornano le 5 domande 5 della redazione di ROM sul prossimo impegno biancorosso.

Finalmente si gioca dopo la settimana che ha portato al terremoto dell’esclusione dei club russi da EuroLeague. Nel “day after” i biancorossi come ne escono?

«Tutto sommato bene. Se torniamo a quel 20 dicembre che rinchiudeva la squadra in quarantena, con la prospettiva di un calendario massacrante, al 3 marzo la squadra è terza in classifica con due recuperi in meno. Il Bayern è indubbiamente LA squadra favorita da quanto accaduto, ma Milano in fondo non può lamentarsi. Classifica immediata, e sprint di marzo assolutamente sostenibile, per quanto colmo di trasferte».

A livello di roster manca ormai solo Shavon Shields, non dimenticando la vicenda Moraschini. Fisicamente, come sta questa Olimpia Milano?

«A meno di annunci dell’ultima ora, meglio non potrebbe stare. Shields dovrebbe rientrare a metà marzo, credibilmente dopo il match con il Real Madrid, Mitoglou ha giorni di lavoro con i compagni, complice anche la sosta delle Nazionali. Dopo Pesaro, un bel disintossicarsi con un solo match di EuroLeague, per quanto negativo, al Pireo. Ettore Messina ha potuto lavorare in palestra, per un coach questo è sempre molto importante».

Si va ad Oaka, un tempio del basket europeo, campo storicamente insidioso per tutti?

«Sì, ma diciamo che il club non riesce a stare al passo con la storia da un paio d’anni, e la squadra composta non è competitiva. L’ultimo posto attuale, parlando della classifica senza russe, è abbastanza in linea con le attese. Nelle ultime 10 il record è 3-7, in estate hanno perso Mario Hezonja, e hanno di fatto quattro giocatori veri contando anche gli infortuni. Occhio alla coppia play-centro Macon-Papagiannis: la vera criticità di domani sera, più del talento di Nedovic».

Questione centrale, dunque, la difesa sul p&r?

«Indubbiamente. Per il resto i greci possono costruire i loro successi solo intorno al ferro. Negli ultimi due successi con Stella Rossa e Asvel la difesa greca ha tenuto l’avversario sotto il 50% da 2, lo Zalgiris invece è arrivato al 61.9% dominando 32-19 a rimbalzo. I greci sono anche secondi nella lega per stoppate, 2.8».

A livello di infermeria, che novità arrivano?

«Per ora Milano senza Shields e Moraschini, quindi con turnover stranieri anche in Europa. Al Pireo è toccato a Kell. I greci sono privi di Stefano Jovic, il play della svolta arrivato in gennaio e in campo solo quattro volte, e soprattutto di Ioannis Papapetrou, out dal 23° round».

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