Jordi Bertomeu: Non incolpiamo le squadre russe, ma non avevamo altra scelta

Jordi Bertomeu, CEO di EuroLeague, ha commentato per Mundo Deportivo le delibere della competizione con la sospensione di Cska, Zenit e Unics

Jordi Bertomeu, CEO di EuroLeague, ha commentato per Mundo Deportivo le delibere della competizione con la sospensione di Cska, Zenit e Unics nella massima competizione continentale.

«Siamo terrorizzati dai terribili eventi che stanno accadendo in Ucraina dopo l’invasione della Russia. Eurolega Basketball e le sue squadre sono molto radicate nelle loro comunità. In una situazione come quella che abbiamo oggi, è nostra responsabilità sostenere le nostre comunità e dare voce alle nostre convinzioni».

«Lo sport non è politica e non può essere mediato dalla politica, ma non possiamo rimanere passivi di fronte a una crisi sociale così terribile, con tanta sofferenza di persone innocenti e, allo stesso tempo, notando quello che è il chiaro sostegno che ogni nostra comunità sta garantendo al popolo ucraino».

«Voglio chiarire che non incolpiamo le squadre russe, la loro dirigenza o il loro staff per nessuno di questi eventi. Purtroppo, tuttavia, la gravità della situazione non ci lascia altra scelta che sospendere tutte le partite che coinvolgono squadre russe. Questo almeno per ora, e speriamo che questa situazione finisca il prima possibile».

19 thoughts on “Jordi Bertomeu: Non incolpiamo le squadre russe, ma non avevamo altra scelta

  1. Un’altra stagione falsata, succeda quel che succeda. Anche se le russe dovessero essere riammesse (e io spero che non lo siano più) è chiaro che la regolarità è andata a donne di facilissimi costumi.

    1. Mi sembra che quella che tu chiami regolarità sia saltata, gioco forza, per giustificati motivi: una peste e una guerra che ancora non sappiamo dove ci porterà, altro da dire non v’è

  2. A Jodi Bertomeu risponderei in francese, se posso: ma va fan culo!

    Le squadre russe vivono ed esistono per la Russia, il suo potere i suoi soldi.
    Il potere e i soldi della Russia finanziano anche l’assalto mortale all’Ucraina, la sua gente, i suoi bambini morti e terrorizzati nei rifugi della metropolitana.
    Dunque rifiutiamo senza se e senza ma qualsiasi arroganza russa, i suoi assalti ai bambini e ai palazzi inermi, rifiutiamo la violenza russa, nei suoi apparati, nei suoi fondi, nelle squadre sostenute da quei fondi guerrafondai.
    Dispiace per una parte dei cittadini russi incolpevoli, ma forse capiranno per chi non si può votare.
    E sarebbe ora che lo capissero.
    Il mondo s’è riunito contro l’opressione dì Putin e del suo popolo.

    E per quelli che scrivono che EL sarebbe “falsata” dalla decisione dì escludere le russe, invito a non essere ipocriti: quanto conta l’espulsione dei russi dì fronte ai bambini ucraini falsati, ovvero morti prima del tempo?
    Smettetela!
    Tutto quello che ha origine in Russia oggi non è più accettabile.

    1. Sono d’accordo con te. Auspico che questa rabbia d’ora in poi venga indirizzata verso qualsiasi stato che invade un qualsiasi altro stato sovrano.

    2. Caro @Palmasco: vai tu in Russia a votare o manifestare contro Zar Putin! Giornalisti avvelenati, avversari politici perseguitati o esiliati, semplici cittadini arrestati dolo perché vhanno osato alzare un po’ lo sguardo. Non dico di non far nulla, concordo con l’isolamento globale di tutto ciò che è russo, ma non giudichiamo il popolo in maniera così netta, seduti comodi sul nostro democratico (a volte anche troppo) divano.

  3. Pensate che io ero convinto che questo Bartomeu fosse stato sfiduciato e sospeso in seguito a vicende dubbie riguardo i conti di EL, invece a tutt’oggi è ancora lui che “sospende” gli altri (teams)…….curioso

    1. Il CEO sfiduciato rimarrà in carica fino alla fine di questa stagione, così era stato deciso a novembre dal board delle 11 società con licenza pluriennale per evitare vuoti nella gestione.

  4. Il mio era un discorso puramente sportivo, al di là degli avvenimenti politici, ai quali ho già più volte espresso il mio parere. Se poi vogliamo metterla sul piano dell’ipocrisia, quanto conta lo sport in generale dinanzi ai bambini ucraini morti prima del tempo? Io sono per la sospensione di tutti gli sport, ma visto e considerato che non siamo noi a decidere e la vita come lo sport continua, non trovo nulla di male se esprimo un parere sportivo e se qualcuno ha frainteso mi dispiace ma, fortunatamente direi visto la situazione attuale, ognuno può esprimere le proprie idee, come del resto non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo.

    1. Cioè come reazione al fatto che la Russia ha invaso l’Ucrain vorresti levare il lavoro a un milione di persone sono in Europa? Allucinante.

      1. Il mio intervento era riferito ad un utente che ha parlato di ipocrisia poiché mi sono permesso di ritenere sportivamente l’EL falsata. Quindi se non si può più esprimere un giudizio sportivo, fermiamo tutto lo sport in nome dell’ipocrisia verso chi sta perdendo la vita in guerra. Allucinante forse lo dovresti scrivere a qualcun altro.

      2. “Io sono per la sospensione di tutti gli sport” hai scritto. In Europa nel mondo dello sport lavorano più di un milione di persone. Tu puoi esprimere questo giudizio e io posso dire che è allucinante pensare di privare la gente dei mezzi per mangiare e pagare il mutuo.

      3. Se uno non può affermare sul piano sportivo che l’EL è falsata (oltretutto stesso pensiero di Christos Stavropoulos, GM di Olimpia, non uno qualunque) perché è da ipocriti allora io ribadisco quando detto.

      4. “L’Euroleague è falsata sul piano sportivo” e “Io sono per la sospensione di tutti gli sport” sono due frasi che nulla hanno a che vedere l’una con l’altra. La prima è un’opinione sulla regolarità sportiva di una competizione, la seconda è l’auspicio che più di un milione di persone perdano la loro capacità di mettere cibo sul tavolo e pagare il riscaldamento.

      5. La seconda frase non è collegata alla prima, ma è una risposta a chi mi dato dell’ipocrita per aver scritto che l’EL è falsata. Come tu sei libero di esprimere giudizi, lo stesso vale per me, e non necessariamente il mio deve collinare con il tuo e viceversa.

  5. La soluzione giusta era l’esclusione stagionale, perché se questa situazione si protrae per un mese, non ci sarebbe più il tempo di recuperare tutte lle partite delle squadre russe. Andavano escluse per la stagione e punto. Tra l’altro, come racconta lo staff del Kazan, tutti i giocatori stranieri hanno già lasciato o stanno lasciando la Russia. Bartomeu pensa davvero che questi giocatori vorrebbero tornare in Russia per finire la stagione?

  6. La domanda più scomoda è: ma se l’Ucraina cede e accetta l’ultimatum russo di demilitarizzare e diventare neutrale (cioè di essere occupata, in sostanza), a quel punto va tutto bene e riapriamo alle squadre russe?

  7. La domanda di Mrtate è più che legittima: sarà tutto come prima o dovremo disegnare un mondo e quindi anche lo sport senza Russia? A mio parere non credo che l’Ucraina e l’Occidente accetteranno pari pari le condizioni russe e questo in fondo mi spaventa. Ma altro non credo si possa fare.

    1. Il problema è che queste sospensioni sportive, che io trovo giustissime e che sono molto felice siano state prese, non hanno però disegnato dei limiti. Cioè, quando tornano le squadre russe? Se l’Ucraina accetta le condizioni perché non può vedere potenzialmente milioni di civili morire come la mettiamo? A quel punto la Russia potrebbe benissimo dire “Riapriteci le porte o siete delinquenti, non c’è più nessuna guerra, anzi abbiamo raggiunto un accordo che sta bene a entrambe le parti”. E ovviamente a quel punto sarà impossibile secondo me lasciare fuori quelle squadre.

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