Il basket europeo oggi, ovvero da qualche anno, è questo. Teatro di una guerra tra la FIBA e i club più importanti dove nessuno concede un centimetro. E il prodotto finale, ovviamente, ad andarci di mezzo sempre più. Il tutto, peggiorato non poco dalla pandemia.
Ettore Messina è stato il primo a gettare il sasso, ora anche Andrea Trinchieri ribadisce il problema. Che siano i grandi protagonisti a dare il là al mutamento. Anche se qualcosa, forse, si sta già muovendo.
Ricapitolando. Ad inizio millennio i grandi club danno vita ad EuroLeague. Una lega privata con il meglio del basket continentale. E’ rottura, ma in fondo anche equilibrio. Ci sono licenze pluriennali, sì, ma anche una competizione aperta ai campioni domestici. L’estate è per le Nazionali.
All’inizio dello scorso decennio, FIBA invade il campo su spinta del segretario generale Patrick Baumann. Nascono le “finestre”, le Nazionali entrano nel calendario dei club. E questi ultimi non restano con le mani in mano. Nelle mani di Jordi Bertomeu, accendono la New Era: da 24 a 16 club, licenze pluriennali, doppi turni, e inevitabile privazione dei giocatori alle Nazionali.
Si rompe il dialogo, anche dopo la scomparsa di Patrick Baumann. Ettore Messina, nel 2020, invoca un primo confronto nella lettera aperta ai grandi del basket europeo. Non viene ascoltato, non viene sviluppato. Un esempio viene utilizzato come pretesto per non aprire neanche il dibattito. Dialettica, da due soldi, come sempre nel nostro basket, e in quello continentale.
Ci si straccia le vesti per una virgola, senza accorgersi di non avere neanche le mutande. Ma qualcosa si muove. EuroLeague chiude l’era Bertomeu, si ipotizzano nuove soluzioni. In Italia Gianni Petrucci precisa che pretenderà in futuro tutti i giocatori anche da EuroLeague. Ma sono particolari, non possiamo pretendere di essere perfetti.
Intanto, Ettore Messina ribadisce dopo il successo di Belgrado: «L’anno scorso, nel mezzo della pandemia, ho scritto una lettera pubblica, chiedendo ai vertici di sedersi ad un tavolo comune e trovare una soluzione. Ho fatto un esempio all’interno della lettera, con l’ipotesi di una sospensione della lega ed una ripresa più avanti. Ma era stato solo un esempio, il punto principale era la necessità di trovare una soluzione per il calendario, perché molti giocatori si infortunavano e la qualità delle partite scendeva. Tutti si sono arrabbiati, come se avessi aperto un vaso di Pandora. Non so la soluzione, ma spero in un prossimo futuro, ci sia la volontà sedersi ad un tavolo comune e trovare una soluzione. La realtà è la presenza di tante squadre nelle leghe nazionali, in Eurolega ed Eurocup e tante partite anche per le Nazionali. Quindi è impossibile trovare date».
Il coach biancorosso inquadra il problema: punteggi bassi, poco spettacolo, soprattutto tanti infortuni. Il Covid, i rinvii che rendono il calendario ancor più concentrato, quindi gli infortuni.
Viene in aiuto Andrea Trinchieri dopo il match con il Maccabi: «Vogliamo copiare l’NBA? Capisco, è il miglior prodotto di pallacanestro attuale. Ma non puoi semplicemente copiare senza avere le medesime basi e strutture».
I calendari al centro del contendere: «In NBA le gare di stagione regolare sono 92. Quindi hai 82 gare per strutturare la tua classifica, anche dopo una sconfitta. Su 32 squadre, 16 vanno ai playoff (ora di più con il play-in, ndr)».
«Qui abbiamo 34 gare, e di 18 squadre in 8 vanno ai playoff. Quindi è difficile avere qualità, belle giocate, gioco veloce, se scendi in campo ogni 48 ore. L’importanza di ogni singola partita, tra le due competizioni, non è paragonabile».
Concetto ribadito: «Qui, ogni partita è una lotta. Questo è il risultato: giocatori infortunati, partite a punteggio basso».
E a fine dicembre Zeljko Obradovic non era stato da meno: «Ci sono troppe gare, tra club e finestre delle Nazionali». Un solo invito, dialogo tra FIBA ed EuroLeague: «per ridiscutere calendari e numeri delle squadre».
I grandi del basket ora gridano, direttamente e senza remore. E’ arrivato il momento di deporre l’ascia di guerra, e trovare una soluzione per il basket europeo. Che in fondo, resta il più bello del mondo. Almeno per noi.

Non è che ci volesse un genio x arrivare a certe conclusioni .
O però il numero di squadre di eurolega e il formato lo decidono le squadre stesse. Indi di cosa ci si lamenta ora?
Volendo calare il numero di partite si potrebbero eliminare due competizioni che all’estero non hanno riscontro e che persino Petrucci giudica non sacre, a differenza del campionato e della Nazionale. Mi riferisco a Coppa Italia e Supercoppa.
La prima è bella e divertente, ma, anche solo in tempi di covid (che non saranno eterni) si poteva pianificare nella settimana delle Final Four di Coppa Italia un doppio turno di recuperi di campionato e/o di Eurolega/Eurocup etc per chi fa le coppe.
Quanto alla Supercoppa è inutile, uno scrimmage prestagionale legalizzato in trofeo.
Aggiungo che si potrebbero cancellare le finestre delle nazionali, lasciando l’estate per quelle come accadeva fino a qualche anno fa.
Senza le due coppe e senza le finestre per le nazionali, già ci sarebbe un primo sfoltimento del calendario. Ma guai a dirlo a Petrucci.
La Coppa Italia è un week end di gioco, incide zero sul calendario. La Supercoppa occupa lo spazio della prestagione: eliminarla non cambia nulla a meno di non tagliare la prestagione, cosa che nell’ottica di avere una migliore preparazione atletica non mi sembra abbia senso.
Caro @lupoellison: con le tue proposte si toglie tanto e non si sacrifica l’EL. E d’estate i giocatori devono pur riposare. Ridurrei invece l’EL, con due gironi anziché uno unico. Qualche gara in meno, e voilà.
PS a me la Coppa Italia, con tre gare in pochi giorni, piace tantissimo.
Eurolega a gironi può essere una buona idea, si potrebbe aumentare il numero di squadre a 24 in due gironi da 12, le prime 8 di ogni girone ai playoff, che prevederebbero un turno in più.
La formula a 24 consentirebbe più facilmente a una seconda italiana di entrare stabilmente nella compretizione e magari a una terza.
In questo modo le partite della regular season sarebbero molte meno, calerebbero da 34 partite a 22, più il turno aggiuntivo di playoff.
Anche l’NBA, torneo di riferimento, si diversifica per conference e division determinate secondo geografia, e quindi non prevede la classica andata e ritorno tutti contro tutti due volte.
Probabilmente con due gironi da 12 e 8 qualificate per girone verrebbe meno lo slogan “every game matters”, ma se con questo modello si risparmiano i giocatori e si alleggerisce il budget delle squadre che devono tenere in conto meno partite, alla fine assisteremo a un prodotto migliore e ne beneficierà anche la nostra LBA, che magari vedrebbe in campo volentieri i vari Chacho, Hines e Delaney attualmente sacrificati.
Ps: pure a me la coppa italia piace me se c’è da sacrificare qualcosa in tempi di covid si parte dal sacrificabile, ossia supercoppa e coppa italia (e finestre delle nazionali). Per quanto riguarda le finestre delle nazionali auspico che coach Messina non rilasci Melli, Datome e Ricci a Petrucci, perché in concomitanza ci sono partite Eurolega. Se proprio si vuole essere generosi, vadano Baldasso e Alviti (sempre se selezionati in azzurro).
La Nazionale per me ha valore assoluto. Non concedere giocatori non lo trovo corretto, anche perché buoni risultati della Nazionale possono fare da traino ad un movimento, relegato altrimenti ad ruolo minimal, dedicato solo ai tifosi che già lo seguono.
EL per me va bene a 20 squadre, con due gironi da dieci, non necessariamente a divisione geografica (si potrebbe ipotizzare una suddivisione secondo la classificazione dell’anno precedente, con sorteggi delle squadre in base a fasce di classifica – per esempio le 4 finaliste divise nei due gironi, le quattro eliminate dai play off divise nei due gironi, poi le prime due non classificate ai play off, sempre divise tra i due gironi e così via sino alle ultime. Così ogni gara potrebbe valere, se non altro per arrivare in una fascia migliore l’anno seguente).
Non sono d’accordo su gironcini tipo FIBA per l’Euroleague, non vedo perchè dovrebbe rimetterci il miglior torneo continentale, crollerebbe l’interesse e la parte economica che è quello che vogliono Petrucci e compagnia: la competizione va difesa e va innalzato il livello generale e non abbassato, non è torneo per tutti. Prossimo anno probabilmente a 20 squadre e 38 partite, considerando che Kazan e Monaco Montecarlo sono in lotta per i play-off e non possono certo retrocedere Atene e Kaunas che hanno la licenza pluriennale. Oggi non vedo altre squadre italiane attrezzate o che vogliano attrezzarsi senza spendere per poter disputare il massimo torneo continentale. LBA deve diminuire le squadre da 16 a 12 o anche a 10 così si riducono gli incontri nel campionato aziendale e ci sarebbero disponibili più giocatori importanti anche italiani per tutti in modo da alzare il livello medio. Una nota: se guardiamo l’attuale classifica LBA solo Milano e Bologna hanno un saldo attivo tra punti segnati e subiti, ciò è illuminante sul livello miserevole di tutti gli altri teams e conseguentemente del torneo.
Allora torniamo alla vecchia teoria: Olimpia deve lasciare le competizioni nazionali, per andare verso la super EL. Un po’ quello che di recente aveva provato a fare il calcio dei ricchi, senza successo. Le gare sono troppe: o si rinuncia a qualcosa o si facciano duesquadredue. Oppure si continui così, sperando che nel tempo i rinvii per covid non ci saranno più
Non capisco benissimo come “giochiamo già troppe partite” si coniughi con “dovremmo usare una struttura come quella dell’NBA (dove si giocano un botto di partite in più)”.
Secondo me Eurolega dovrebbe fare i gironi come qualche anno fa magari facendo diversi gironi da 6 squadre (giocando quindi 10 partite) e le migliori due di ogni girone si affrontano in altri gironi da magari 4 squadre ciascuno (giocando 6 partite), le migliori due poi farebbero i playoff e poi final 4. Così faresti comunque un numero abbastanza elevato di partite (chi arriva in finale ne farebbe circa 20/25) ma con un calendario meno concentrato. E al posto di far giocare l’eurolega a solo 18/20 squadre la faresti giocare a molte più squadre (penso a diverse squadre di Eurocup come la Virtus, Valencia, Buducnost, Partizan, Lokomotiv, Badalona, ma anche tante altre). Il motto “every game matters” sarebbe ancora valido in quanto con i gironi ogni vittoria conterebbe per poter andare avanti.
Ma capisco che come idea sia purtroppo molto utopica poiché il problema è che in questo modo ci perdono soldi e anche tanti. Allora però non ti lamenti del calendario fitto perché sono i loro proprietari che vogliono più soldi. Io spero vivamente che nessuno lasci i propri campionati nazionali. Vedersi una serie A senza Milano ed eventualmente senza la nostra acerrima rivale, la Virtus, sarebbe la mazzata finale per il nostro movimento e la morte del basket in italia. Che si mettano d’accordo Fiba ed eurolega per rivedere la formula e trovare la soluzione migliore per tutti.