Chiusa la riunione informale di questa mattina tra i club di LBA. Il campionato non si ferma: la 14ª giornata si recupererà il 16 gennaio, e il primo turno di ritorno slitta al 13 aprile.
Contestualmente, i club manifestano la loro: «forte delusione e preoccupazione» per il taglio delle affluenze al 35% in un contesto di: «totale assenza di misure di intervento sia di emergenza – che prevedano immediati ristori per i mancati incassi da botteghino – sia strutturali come la reintroduzione del credito di imposta per le sponsorizzazioni, unica forma di aiuto , seppure indiretto (ma esclusa nel bilancio dello Stato appena approvato per il 2022), insieme ad un rimborso dei costi sanitari sostenuti di difficile ottenimento, concessa finora dal Governo».
Da qui la richiesta di un rapido ripristino delle affluenze al 60%, e un incontro, alla presenza della FIP, con le istituzioni: «per discutere delle gravi perdite che il basket di vertice ha subito in questi anni e che stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intero movimento della pallacanestro».
Questo il comunicato integrale della LBA
I club della Serie A (nella foto il Presidente della LBA Umberto Gandini) si sono riuniti oggi in videoconferenza e hanno deciso di recuperare la 14a giornata di andata, inizialmente in programma il 2 gennaio e rinviata a seguito della emergenza epidemiologica, il prossimo 16 gennaio.
Così facendo, ed inserendo nelle prossime due settimane i recuperi delle partite che erano in programma il 26 dicembre scorso, sarà possibile la definizione dei nomi delle 8 partecipanti alla Final Eight di Coppa Italia qualificate appunto alla conclusione del girone d’andata .
Il turno in programma il 16 gennaio e valido per la prima di ritorno verrà disputato il 13 aprile.
Nonostante i continui e immensi sforzi per mantenere in corsa il campionato, le società continuano a non ricevere risposte concrete dalle Istituzioni. Da ultimo, forte è la loro delusione e preoccupazione per la decisione assunta dal Governo che ha diminuito al 35% la capienza dei palasport senza alcuna consultazione preventiva, nonostante fossero state già messe in pratica negli impianti della Serie A tutte le ulteriori misure previste per accedervi: dall’obbligo del “green pass” rafforzato alla introduzione dell’uso delle mascherine Ffp2. Tutte prescrizioni che sono state osservate con assoluta diligenza e scrupolo dalle società, preoccupate della tutela della salute del proprio pubblico e grazie alle quali non si è generato alcun focolaio, stando a quanto possiamo sapere. Cosa che duole rimarcare non sta avvenendo in altri ambienti della vita sociale e pubblica del Paese. Riduzione di capienza che vuol dire non solo riduzione drastica dei ricavi, ma anche pregiudizio a carico degli sportivi e degli appassionati, privati ancora una volta dello spettacolo all’interno dei palazzetti.
Per questo la LBA chiede il ripristino, nel più breve tempo possibile, del precedente limite di capienza del 60% per ridurre, almeno in parte, la persistente penalizzazione dei propri bilanci, già messi a dura prova dalla totale assenza di misure di intervento sia di emergenza – che prevedano immediati ristori per i mancati incassi da botteghino – sia strutturali come la reintroduzione del credito di imposta per le sponsorizzazioni, unica forma di aiuto , seppure indiretto (ma esclusa nel bilancio dello Stato appena approvato per il 2022), insieme ad un rimborso dei costi sanitari sostenuti di difficile ottenimento, concessa finora dal Governo.
I club della Serie A invieranno al riguardo una urgente comunicazione alla Sottosegretaria con Delega allo Sport Valentina Vezzali in forza della quale chiederanno un incontro in tempi brevi, alla presenza anche della Presidenza della Federazione Italiana Pallacanestro, per discutere delle gravi perdite che il basket di vertice ha subito in questi anni e che stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intero movimento della pallacanestro e per chiedere alla stessa Sottosegretaria di farsi portavoce presso la. Presidenza del Consiglio di tali istanze.

Le priorità del Governo sono evidentemente altre, e forse è anche giusto così. Ma i ristori promessi devono arrivare, eccome.
Sinceramente credo che il contenimento del virus sia la cosa più importante ma non comprendo il perché si debba limitare l’ingresso ai palazzetti o nei teatri ma poi si possa stare tranquillamente tutti ammassati in un ristorante, ovviamente senza mascherina perché si deve mangiare.
Oppure perché sui mezzi pubblici o sui treni, dove non ho ancora visto un cavolo di controllo per le mascherine ffp2, non vi sia capienza limitata. Queste cose, da ignorante, fatico a capirle.
Tornando al basket, si arriverà probabilmente in fondo alla stagione ma poi, per la prossima saremo di nuovo nella stessa tragica situazione economica.
La risposta a quello che non capisci è presto detta: i trasporti sono assai difficili da controllare, ma sono elemento essenziale per il funzionamento della nostra società, ergo incidono istanze primarie, il poco tempo di permanenza a bordo e la mancanza di alternative.
La ristorazione è elemento vitale e trainante, attraverso la filiera, per tutta l’economia italiana , cosa aggiungo, che vale anche per i trasporti
Se parliamo di basket, capisci da te che trattasi di materia aleatoria e voluttuosa e non essenziale, insomma è questione di priorità , perché non siamo in grado di controllare tutto e tutti come in Cina, in quanto, purtroppo, ma per fortuna, non siamo un regime
Se 3 vaccini ravvicinati + indossare una mascherina FFP2 non sono sufficienti per avere una capienza non dico del 100%, ma almeno del 60/70%, non ne usciamo più…
LBA che nel frattempo, per valorizzare il proprio prodotto, piazza la partita di caertello alle ore 16:00 di un giorno feriale, e poi vorrebbe aumentare la capienza dei palazzetti e si lamenta per i pochi incassi…
LBA mi sembra veramente il circo delle tre scimmiette. Si chiede il ritorno al 60% di capienza al più presto sapendo che la riduzione al 35% è partita ufficialmente con il 1^ gennaio quindi non sarà certamente rivista se non quando le cose miglioreranno sensibilmente. Si chiedono soldi o sgravi fiscali sapendo che il basket (come altri sport) vale a livello politico come il due di picche quando fiori è briscola. Proposizini, innovazioni ? Nulla….. Oggi Armani ha annunciato che il gruppo ha cancellato le due sfilate mondiali di gennaio a Milano e Parigi in segno di rispetto per il peggioramento della situazione sanitaria. Grande uomo e grande gruppo, capaci di pensare oltre il proprio orticello, orgoglioso che siano il proprietario e il main sponsor delle Scarpette Rosse.
@Fab: non è questa la sede ma…. Se vogliamo combattere il virus e salvaguardare l’economia bisogna fare dei compromessi, come si sta facendo. Lo comprendo benissimo. Ma siamo sicuri che il posto di lavoro di giocatori, staff medico, allenatori, addetti stampa, portatori di borse e quant’altro sia meno importante di quello di un ristoratore? Siamo sicuri che chiudere i teatri sia solo rinunciare a un “frivolo divertimento”, e che il lavoro di chi campa in questo settore non ha valore primario? Siamo sicuri che la cultura sia inutile in un momento così difficile?
Non si possono fare controlli sui mezzi pubblici? Incominciamo a farne un po’, per una decina di giorni, dando multe salate. Poi la gente un po’ si instrada da sola verso il rispetto delle regole. Tra un regime e l’anarchia c’è di mezzo un variegato numero di soluzioni, durei.
Continui a citare il “ristoratore” minimizzando il ruolo che, attraverso la filiera, tutto il comparto della ristorazione svolge nell’intera economia: è in quest’ottica che bisogna giudicare i provvedimenti, secondo te, di favore, che il governo ha riservato loro: il ristorante, o quello che sia, è solo la punta di un iceberg, che sta dietro quell’insegna, sperando che tutti i provvedimenti più restrittivi che interessano altri settori siano contingenti e di breve durata, propri per superare questa ennesima fase critica
Ovviamente tra regime e anarchia ci stanno “50 sfumature di grigio”, e noi certo siamo in una tra quelle, non certo all’anarchia
Il rischio di contagio connesso a palazzetti e stadi, non è tanto legato alla partita in se’ quanto al viaggio su un mezzo pubblico affollato, oltre alla necessità di avere a disposizione nel palazzetto/ stadio polizia e personale sanitario, ambulanze ecc. che sono più che mai indispensabili in altri contesti. Capisco il disappunto e la preoccupazione di molti addetti ai lavori, ma in questo momento non possiamo avere tutto più o meno aperto e il controllo dei contagi.