Maurizio Buscaglia: L’Olimpia è prima, sottolineiamolo. Quando lo sono gli altri sono sempre i più belli

Alessandro Maggi

Maurizio Buscaglia, ospite di Area52, ha parlato anche di Olimpia Milano e Shavon Shields. Ecco alcune delle dichiarazioni

Maurizio Buscaglia, ospite di Area52, ha parlato anche di Olimpia Milano e Shavon Shields. Ecco alcune delle dichiarazioni del coach di Holon riportate da Eurodevotion.

SU SHAVON SHIELDS

«In Shavon ci credevo io come il club, tutti. E’ un giocatore di una qualità personale umana straordinaria. E’ un uomo di livello, tosto, duro, con una professionalità ed un’etica importante, che dà tanto ai compagni ed all’allenatore anche nei momenti un po’ così».

«Non tralascio una cosa importante, non tecnica: lui gioca per i suoi compagni, per le sua squadra. Quando parlavo con lui di Eurolega, lui voleva andarci coi con la “sua” squadra. Poi quel che succede succede, il Baskonia, vai dove vuoi… Questo lo porta a vivere molto bene il presente anche all’interno di una stessa partita, con la capacità di girare certe gare che a volte non partono bene».

SU OLIMPIA MILANO

«Per Milano parto dalla serietà che Messina ha sottolineato dei suoi giocatori. Credo che fosse già una squadra forte e che la volontà di fare un “upgrade” sia diventata effettiva, lo hanno fatto. Persone giuste incastrate con altre persone giuste. Un certo tipo di personalità e di caratteristiche di giocatori che rappresentano gerarchia. Su di loro tu puoi lavorare per quello, a parte le indiscusse capacità del Coach che non c’è bisogno di aggiungere. Vedo un percorso importante. bene che siano primi. Vero che la stagione è lunga, ma sottolineiamo che sono primi: quando lo fanno gli altri sono sempre i più belli del mondo…».

SU NICOLO MELLI

«Ci sono tante situazioni di intelligenza importanti, cose che lui sa fare. Magari non vine da lui il tiro, puoi usarlo tatticamente, giocatore che apre, chiude, sta in determinati quintetti più piccoli e più grandi. Ha sottolineato la fisicità ed il livello che l’Eurolega aveva quando è tornato dalla NBA ma prima l’aveva già messa in campo. Lo stesso Troy Daniels ha sottolineato questo aspetto. Lui è un giocatore che si può dire arma tattica, nel senso della sua capacità di rendere migliori i giocatori che lo circondano».

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