Olimpia Milano post Stella Rossa che riporta i biancorossi in vetta alla classifica di EuroLeague con il Barcellona, in attesa del Real Madrid. Seconda sfida in Europa senza Delaney, vediamo qualche indicazione di massima.
Devon Hall
Incoronazione di Ettore Messina, che parla di stupore, anche se la scelta del coach era stata forte e decisa già in sede di mercato.
Il ragazzo è davvero dinamico e colmo di talenti, perchè un play non si improvvisa e la sua capacità di coinvolgere anche Kaleb Tarczewski è un punto in più di valutazione.
Al tempo stesso, c’è il peso della prestazione difensiva su Wolters, in grado di prendersi solo 4 tiri. Giocatore intelligente Devon, con margini di crescita straordinari quando tornerà ad essere esterno puro. Quello è il suo ruolo, lì può diventare un big.
Troy Daniels
«Con quella faccia un po’ così…» che non abbiamo noi nati a Genova, visto che Troy Daniels è di Roanoke, Virginia.
Ma resta quella faccia di chi è sicuro dei propri mezzi, che inizia martellando in fase di riscaldamento con soli “ciuff” dalla distanza, e prosegue in campo con un 3/3 sporcato solo da una vaccata a gara acquisita.
Giocatore di qualità, pulizia tecnica incredibile,, “tiratore d’elite” davvero, come indicato da Flavio Tranquillo in Area52 a inizio settimana. In più, qui in Europa, capace di “sbattersi” anche in difesa e costruire il tiro dal proprio palleggio.
Battesimo promettente, che allarga notevolmente potenzialità e risorse quando nei ranghi rientrerà Malcolm Delaney. Lo avevamo detto, se l’Olimpia azzecca 2 dei 3 americani, sarà nuovamente da Final Four. Senza ombra di dubbio.
Kaleb Tarczewski
Terza gara in doppia cifra in EuroLeague dal 2 gennaio per il buon Kaleb, che vive una serata da ricordare finalmente dopo tanti bocconi amari. Prodotti da lui stesso, sia chiaro.
Lo deve a Devon Hall, che ha acceso l’opzione, e quindi alla ritrovata intesa con Sergio Rodriguez, che negli ultimi mesi aveva limitato non poco le “alzate” sopra il ferro.
Dopo la solita partenza lenta, quasi disastrosa, il centro di Claremont ha preso fiducia grazie ad un paio di viaggi in lunetta, volando nel finale. Non è cambiato nulla, ma un segnale è arrivato.
Se Kaleb lavora, merita di essere coinvolto, essendo l’unico giocatore in grado di volare a certe altezze. Ma deve innanzitutto essere connesso sempre, soprattutto in difesa.

Scusa ma Kaleb lavora sempre, basta riguardarsi le partite. Su ogni nostro tiro è a fare a sportellate sotto canestro, solo che quello non fa statistica. Ed è solo un esempio.
Sono i piccoli che devono decidersi a giocare con lui e per lui: lo insegnava già mille anni fa un certo Dan Peterson.
Di giocatori come Hines e Melli ne avrai sempre pochi in squadra, con i lunghi normali devi essere tu a usare il cervello! altrimenti non entrano nella partita e poi giù critiche ad minchiam.
Concordo in pieno. Anche se a volte Kaleb si nasconde un po’ ed è difficile “trovarlo” con i passaggi