Luca Chiabotti, nelle sue pagine storiche su Repubblica-Milano, dedica il numero odierno alla rivalità tra Simmenthal e Ignis, durata dal 1961 al 1973. Ecco alcuni passaggi.
Ma è dal primo titolo vinto da Varese, nel 1961, al 1973 che la sfida assume connotati leggendari: in 13 stagioni, Simmenthal e Ignis conquistano 12 scudetti (6-6 il bilancio), classificandosi 12 volte prima e seconda. E in cinque occasioni, non è bastato un campionato intero per scegliere la migliore. Milano ha vinto tre spareggi, Varese due perdendo, però, un titolo a tavolino.
Sfide disputate davanti a più di 14mila spettatori, trasmesse sul canale unico della Rai e capaci di dividere in parti uguali il tifo degli italiani. Sarebbe lunghissimo ricordare tutti i protagonisti ma c’è un campione in particolare che ne incarna l’epopea: Paolo Vittori.
Goriziano, gioca 4 dei 5 spareggi Milano-Varese, ne vincerebbe tre se uno non fosse quello assegnato a tavolino all’avversario. Segni particolari: dal 1959 al 1965 è una stella del Simmenthal, poi lo diventa dell’Ignis.
E a parlare è proprio il grande ex: «Ero un ragazzo timido, intimorito dall’arrivo a Milano . Mi trovai in una squadra straordinaria, con compagni fantastici. Anche Varese era già fortissima ma la nostra società era superiore e Cesare Rubini faceva la differenza anche chiamando un timeout per dirci solo di andare in mona».
«A Varese stavo bene ma non era la stessa cosa. Mi mancavano Milano e i compagni del Simmenthal: andavo alle loro partite di coppa e facevo il tifo un po’ nascosto. All’Ignis la squadra era forte ma la situazione diffìcile: licenziarono il tecnico e mi trovai allenatore-giocatore con Gavagnin».

