Luca Chiabotti: La storia dell’Olimpia Milano nata tre volte

Luca Chiabotti ci regala sull’edizione milanese odierna di Repubblica un meraviglioso articolo dal titolo: «L’Olimpia che è nata tre volte»

Luca Chiabotti ci regala sull’edizione milanese odierna di Repubblica un meraviglioso articolo dal titolo: «L’Olimpia che è nata tre volte». Ecco alcuni passaggi.

L’unica cosa certa è che Olimpia 1936, il brand rilanciato da Giorgio Armani con grande sensibilità e rispetto per chi lo ha preceduto, e che campeggia sulle maglie della squadra più dei suoi marchi, è un fake. Il 1936 è un anno di fondazione scelto da Bogoncelli, dopo aver assorbito il Dopolavoro Borletti nel 1948, forse per far coincidere l’inizio dell’epopea delle Scarpette Rosse col primo trionfo del club.

Ma quando è nata davvero l’Armani di oggi? Come Olimpia nel 1947, il Borletti è del 1930. Ma è vero che nel 1936 accade qualcosa di particolare. Nato come dopolavoro per i dipendenti, è a quel punto che Borletti comincia a fare mercato, recluta giocatori come Enrico Castelli dall’Isotta Fraschini, Mino Pasquini, dalla Ginnastica Roma, il nazionale Mario Novelli, di Pola.

Il Dopolavoro Borletti è alle corde quando in città improvvisamente appare una società, finanziata dal Partito d’Azione che rivendica l’italianità minacciata di Trieste. Si chiama Triestina Milano, l’ha creata Adolfo Bogoncelli che recluta otto cestisti giuliani tra i quali Cesare Rubini, Tullio Pitacco, Livio Fabiani, Valentino Pellarini, tutti poi nazionali. Quella che diventerà una delle grandi leggende milanesi, è una squadra di esuli.

La Triestina diventa AP Como che in una Europa ancora da ricostruire, va perfino in tournée a Parigi mentre il Borletti perde a Gallarate lo spareggio e retrocede. Bogoncelli ha campo libero, Como diventa l’Olimpia Milano e gioca la sua prima gara ufficiale il 29 ottobre 1947 contro Varese. La sua casa è un campo coperto nella Fiera di Milano, ma si esibisce anche al Tennis Milano.

Bogoncelli, da imprenditore, propone un affare vantaggioso per tutti: con 300 mila lire, meno del costo di gestione della squadra, il marchio Borletti resta sulla maglia dell’Olimpia che in campo avrebbe schierato il meglio dei due club potendo competere con la Virtus Bologna. Nasce la sponsorizzazione sportiva. Il 16 ottobre 1948, alla Fiera Campionaria, l’Olimpia Borletti debutta schierando Sergio Stefanini, uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, emigrato in Brasile e tornato in Italia perché il club gli trova un lavoro in Fiera e gli paga la Bocconi. La vera Olimpia è questa, il suo tratto più puro, autentico, innovatore, internazionale è la conseguenza dall’incontro di due uomini geniali, Bogoncelli e Rubini. Che poi Bogoncelli non abbia resistito all’idea di incassare anche i 4 scudetti d’anteguerra, è umano.

2 thoughts on “Luca Chiabotti: La storia dell’Olimpia Milano nata tre volte

  1. Posso dare il mio piccolo contributo nella questione: quando ho iniziato a seguire la squadra alla fine degli anni sessanta la squadra era conosciuta essenzialmente come Simmenthal o Borletti e basta, poi s’è senz’altro mantenuto lo stesso approccio anche negli anni settanta una volta divenuta Innocenti: Il nome Olimpia è iniziato a circolare insistentemente solo verso la fine degli anni settanta probabilmente perché l’allora presidente Bogoncelli stava maturando l’idea di venderla non essendo più sostenibile come costi e voleva fornirla di un “pedigree” adeguato che solo la sequenza di operazioni descritta da Chiabotti poteva validare efficacemente. Una nota relativa al PalaFiera che oggi si chiama Palazzo delle Scintille, negli ultimi anni sessanta si giocavano solo alcuni recuperi del campionato italiano e alcune partite di coppe minori per indisponibilità del Palalido, l’ultima che vidi fu nel 1969 o nel 1970 contro Napoli e che perdemmo 69-76, poi non fu più utilizzata: la struttura era semplice con una tribunetta che credo non superasse la capienza di 1000/1500 persone più qualche posto disponibile ai lati.

  2. SuChiabotti sa anche scrivere cose sensate?? Non pensavo

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