Olimpia Milano post Virtus#2 | Momento drammatico. Come uscirne? Cambiando?

Alessandro Maggi 14

Olimpia Milano post Virtus Bologna, e due. La partita, il momento, gli eventuali cambiamenti: una prima analisi di una lunga giornata

Olimpia Milano post Virtus Bologna, e due. «Milano si spegne, serva una scossa». «Milano si sgonfia». «Milano è spalle al muro». «Milano in caduta libera». Sono solo alcuni dei titoli di quotidiani e siti tra ieri sera e questa mattina. Il momento è complicato. Molto. Su questo non ci sono dubbi.

La partita

Avevamo parlato di una vittoria «ovvia». A poche ore dalla sirena, diventa complicato comprendere le cause di uno 0-2 in una finale scudetto.

Ettore Messina parla di squadra stanca, di più di 20 gare giocate di differenza, aveva già fatto riferimento al rimbalzo negativo post Final Four, e ha richiamato i precedenti del confronto, sempre punto a punto.

Sono tutti concetti difficili da contestare. Anzi, impossibili da contestare. Ma il momento resta difficile da spiegare. L’Olimpia Milano non avrà «asfaltato» la Virtus nei confronti di Supercoppa e campionato, ma ha controllato ogni singola sfida, dalla palla a due alla sirena, dominando mentalmente e fisicamente il match.

Non c’è mai stato un singolo minuto di equilibrio, mai. C’è sempre stata una squadra al comando. Esattamente come in queste due gare del Forum, solo a protagonisti e antagonisti invertiti.

Perché, anche in questo caso, non conta il disavanzo finale. Conta quel che è stato il match. La Virtus ha approcciato meglio i primi due quarti, venendo poi travolta dalle folate milanesi nei secondi cinque minuti.

Retto il -1 a fine primo tempo, la Virtus ha dato una spallata a Milano prendendo il comando delle operazioni, e con i punteggi ad abbassarsi ha spesso tenuto il vantaggio, rispondendo immediatamente ai pochi picchi milanesi.

Nel convulso finale, quando è stato il momento di colpire, è stata la squadra di Djordjevic a colpire. Prima Markovic, poi Pajola, infine Teodosic. Milos, quello che chiamavano il perdente, e che questa serie sta dominando. Da fuoriclasse. Quale è.

Il momento

Milano è stanca? Ettore Messina ha dato la lettura più semplice e centrata, come spesso gli capita, evitando di perdersi in noiosi tecnicismi: gambe.

L’Olimpia in questo momento non ha gambe per difendere, e gambe per spingere in attacco, nel jumper come in aggressione al ferro. La squadra non ha attaccato male, ma ha spesso letto male le situazioni, gestito malissimo le fasi finali dei giochi, quando la difesa aggredisce e soffoca. 

La squadra non è lucida, e “gambe” è concetto che torna sotto ogni punto di vista. Naturale? Assolutamente sì. Impossibile uscirne? Chiedere a Cska ed Efes, che continuano a prendere a schiaffi ogni avversario. O al Real Madrid, che vince e convince perdendo giocatori ad ogni match.

In questa stagione non tutti hanno “tirato la carretta” nello stesso modo. Non certo per colpa, quanto per opportunità e infortuni. Avere un roster di qualità significa questo: cambiare protagonisti a seconda delle necessità.

Due nomi, Malcolm Delaney e Gigi Datome: tocca a loro. Ma adesso. 

Cambiamenti

E’ il momento di fare cambiamenti. Almeno, così dice Ettore Messina. Giusto così?

Nel momento in cui non si vedono i margini di ripresa, giusto agire con tre uomini seduti in tribuna. Ma a chi tocca giocare? A chi tocca uscire?

Kaleb Tarczewski? Rinunciando ad Hines o LeDay? Certo, arriva fisicità, ma anche un giocatore che non ha mai davvero lasciato il segno in stagione, spesso uscendo di scena molto presto per incapacità (atavica) nella gestione dei falli. Il rischio è ritrovarsi privi di un giocatore dopo pochi minuti…

Vlado Micov? Esperienza, e presenza. Quel che si è visto a Colonia, e in tutti questi anni. Ma al posto di Shields? Punter? Rischioso perdere per strada le due prime opzioni offensive nel momento caldo…

Michael Roll? Per fare cosa? Aiutare in regia? Rinunciando a uno dei due registi? Per il tiro da fuori? Una buona conclusione dipende sempre dalla costruzione…

Vedremo, oggi ne riparleremo.

14 thoughts on “Olimpia Milano post Virtus#2 | Momento drammatico. Come uscirne? Cambiando?

  1. Trovo molto intelligente il riferimento al real. Più o meno stesse partite, squadra anziana, massacrata da infortuni e abbandoni e soprattutto in un campionato molto più impegnativo del nostro . Se siamo stanchi, più che una scusa mi pare un problema

  2. Però è tutto abbastanza imprevisto, intendo lo svolgimento di queste prime 2 partite di finale. Una decina di giorni fa si andava a tanto così dal giocarsi una finale di Eurolega, una settimana fa si chiudeva 3-0 la serie con Venezia con tanto di articolo, qui sul blog, dal titolo “altro che difficoltà post Colonia!” (titolo simile a quello reale, di cui non ricordo adesso le parole precise ma il senso era quello che ho scritto), con nostri commenti euforici e positivi.
    Dopo una settimana, improvvisamente: squadra stanca, “gambe”, “testa”, difficoltà…boh…
    Quando, appunto, le altre squadre che hanno partecipato alla final4 di eurolega stannovincendo tranquillamente nei propri playoff nazionali, solo l’Olimpia si mostra improvvisamente stanca.
    Dopo che è da settembre che ciascun componente della società ricorda a tutti come “il nostro obiettivo è il campionato”: bene, se l’obiettivo è il campionato, non esiste presentarsi in queste condizioni alla finale, e la stanchezza tirata fuori da Messina, mi spiace, ma è un alibi che non regge.
    Che poi, per me, l’obiettivo cammin facendo è palesemente diventato l’Eurolega, ma ancora 15 giorni fa c’erano interviste di giocatori in cui “bello esere a Colonia ma lo scudetto è il nostro obiettivo” ed erano sorte anche alcune discussioni qui sul blog tra noi tifosi.

    Gisutamente Messina adesso parla di cambiamenti, perchè dopo 2 sconfitte nette causate da 2 prestazioni assai mediocri è necessario cambiare qualcosa se si vuol evitare quello che adesso sembra il risultato più scontato, che possa trattarsi di cambio di giocatori a referto o altro. Il problema è che noi si sta qui a discutere di eventuali cambi tra gli stranieri quando in realtà bisognerebbe effettuare cambi tra gli italiani… ma è un problema che si manifesta purtroppo da inizio anno, quello degli italiani intendo, che in Eurolega non si nota in quanto vi è la possibilità di ruotare tutti gli stranieri a roster mentre in LBA viene fuori regolarmente; per vincere in LBA è necessario avere italiani che tengano il campo per vari minuti, che si prendano le proprie responsabilità, che sbaglino e abbiano senza problemi una seconda possibilità. Da questo punto di vista, una riflessione deve essere obbligatoriamente fatta in società, indipendentemente dall’esito di questa serie di finale. Messina poi mi parla di squadra stanca, ma anche ieri Cincirini non vede il campo, il pivot polaccone non vede il campo, Moraschini 8 minuti, Brooks 10, Datome 20 (e non stava in piedi…), unico Biligha che qualcosa è riuscito a dare almeno in difesa e reattività, dall’altra parte 5 italiani 5 che ruotano, mettono punti, prendono rimbalzi, difendono.. poi vabbè, Moretti non viene nemmeno messo nei 12 da mesi.
    Se prendono Tonut (nome a caso, tanto per fare un esempio, nome che è uscito anche sui giornali), DEVE giocare regolarmente in LBA, ma 20 minuti minimo, anche sbagliando, anche perdendo partite, anche con difficoltà, anche arrivando ottavi in regular season. Perchè nelle altre squadre gli italiani fanno questo, giocano, sbagliano, ma giocano ancora, tanti minuti. Cosa che a Milano purtroppo non fanno.

  3. C’è poco da fare contro un dato reale. Stanchezza fisica e mentale. Che poi lo debba vincere questo scudetto Bologna mi sembra il desiderio di molti.

  4. Ormai è palese, detto da molti poi insultati o tacciati di grillismo: Messina benissimo ma ha sbagliato a non fare giocare min 10 minuti in Italia ai giocatori italiani

    Davvero Biligha Moraschini Cinciarini sono più scarsi degli italiani di Pesaro Trento Cremona Varese ???

    Spero che serva da lezione per il prox anno

    1. Davvero Biligha Moraschini Cinciarini sono più scarsi degli italiani di Pesaro Trento Cremona Varese ??? sì

    2. Approfitto di questa osservazione per togliermi un piccolo sassolino: l’Eurolega è shopping, e chi più ne ha (di danee) più ha roster competitivi, il campionato è appartenenza, e senza giocatori nazionali di livello (e utilizzati) non si porta a casa. Difficile che degli interinali mettano il cuore per l’azienda…
      Poi se ai 10000 paganti al Forum o a quelli che vedono partite solo su pay TV va bene così, OK.
      Ma se una maglia vuol dire qualcosa, qualcosa deve cambiare, anche nel modello di business (anche perché Re Giorgio l’è vecc, e un altro con tasche così profonde è difficile da trovare…)

    3. Chi come me sosteneva che nella stagione regolare in LBA bisognava far giocare di più gli italiani anche a costo di non arrivare primi veniva insultato e deriso e invece oggi scopriamo che i 6 stranieri che giocano la finale chi più chi meno è arrivato in pessime condizioni. Giusto che i migliori dovevano giocare in Eurolega ma in campionato bisognava dare fiducia agli italiani e non metterli in punizione al primo errore. Ora non puoi pretendere che gli stessi abbiano fiducia in se stessi dopo che durante la stagione sono stati messi in un angolo. Durante la stagione la Virtus Bologna ha investito negli italiani e ora sta raccogliendo i frutti basti vedere Ricci Alibegovic e Pajola.

  5. Biligha e Moraschini, come hanno dimostrato contro Trento e Venezia, sono in grado di dare un contributo alla causa.
    Il problema è che le loro prestazioni (in attacco) dipendono dal fatto che riescono a sfruttare i vantaggi che riescono a creare gli altri, cosa che contro la Virtus non è avvenuta.
    Al contrario le prestazioni offensive molto positive di tutto il roster della Virtus è che in difesa l’Olimpia si trova rincorrere sempre e la coperta è sempre corta. Poi aggiungi il fatto che loro sono in fiducia e in ottima forma e fare canestro diventa ancora più facile.
    A mio parere, nonostante le percentuali orride di queste due partite, la chiave principale rimane la difesa.
    Se subiamo più di 80 punti ribaltarla la vedo impossibile.

  6. Questi giocatori sono scolaretti senza un leader, durante l’anno sono stati mascherati i difetti col talento nel tiro, per il resto di gioco se n’è sempre visto poco e non si vede la bava alla bocca di chi ha desiderio di lottare e vincere, salvo solo LeDay e Biligha come atteggiamento in tutto l’anno. I più deludenti ad oggi Rodriguez (gioca da solo) e Hines (sparito nei momenti chiave), Delaney può fare solo il cambio in una squadra che vuole vincere qualcosa, Shields mentalmente non è un campione. Non ci sono giocatori da cambiare, solo trovare la mentalità, speriamo nella reazione, ma dall’altra parte ci sono cani rabbiosi guidati da un condottiero.

  7. comprendo la delusione per le due sconfitte ma la stagione che volge al termine è stata esaltante. Due coppe vinte, un EL da protagonisti, F8 conquistate da quarti e F4 con un tiro dalla clamorosa finale. Se poi volete criticare questo 2 a 0 fate pure, per me c’è solo riconoscenza per questo gruppo! Se sarà 4 a 0 brava Virtus.

    1. Esaltante fino ad un certo punto perché l’obiettivo primario pre/durante la stagione e prima di gara-1 finale scudetto è sempre stato lo scudetto. Che poi abbiamo raggiunto il secondo obiettivo le F8 addirittura migliorandolo arrivando terzi alle Final Four, raggiungendo il terzo che era la vittoria in Coppa Italia e poi il quarto vincendo la Supercoppa Italiana è un altro discorso ma a detta di tutti a partire dalla società dall’allenatore e dai giocatori l’obiettivo numero 1 è lo scudetto!

  8. Ciao ragazzi, sono molto preoccupato per il Guazz. Non si sente più, ha detto che la Virtus fosse comparabile a Sesto San Giovanni ma ora sta perdendo la finale scudetto 0-2, non è che ha avuto un brutto risveglio? Aspetta di vincerne una per fare uno dei suoi editoriali?

  9. Certo che ci vuole coraggio a definire Teodosic (e non mi riferisco ovviamente ad Alessandro).

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