Palla a due alle ore 20.45 al Mediolanum Forum d’Assago per Olimpia Milano vs Virtus, gara-1 di finale scudetto. Sì, l’attesa, per la finale più inseguita, è finalmente finita.
Olimpia Milano con tutti i giocatori a disposizione, Ettore Messina pare aver scelto da tempo il roster scudetto con Roll, Micov, Tarczewski e Moretti in tribuna. Jeff Brooks era rimasto a guardare per un post-vaccino difficoltoso.
Virtus con il dubbio Ricci e Tessitori certamente out. Arbitrano Tolga Sahin, Carmelo Lo Guzzo, Guido Giovannetti. La gara è visibile in chiaro su Rai Sport, su Eurosport 2 per gli abbonati Sky e Dazn, e sul Player.
Biancorossi che arrivano all’evento con due trofei in bacheca e a ben otto giorni dalla semifinale di Colonia con il Barcellona. Le scorie mentali sono state riposte in soffitta con il propizio 3-0 a Venezia.
Virtus che arriva da imbattuta a questa finale, anche se due gare con Treviso sono state sofferenza. Sale Djordjevic ha trovato equilibrio, o sotto le ceneri cova ancora il fuoco della catastrofe di EuroCup e di una stagione senza continuità?
Intanto, ecco le sfide del match.
Malcolm Delaney vs Milos Teodosic
Attacco – Teodosic
Perchè siamo di fronte ad un’eccellenza mondiale. C’è chi dice che in pochi, al mondo, vedano linee di passaggio come lui. Noi diciamo che è unico. Milos Teodosic è Milos Teodosic, sempre e comunque, anche al cospetto di una star internazionale come Malcolm Delaney, probabilmente al top della condizione il miglior giocatore di questo campionato.
Difesa – Delaney
Teodosic da solo è un giocatore “da coprire”. Con Belinelli il discorso si fa complicato. Non a caso, la Virtus ha equilibrio con Pajola. Dal canto suo, non essendo mai stato al meglio, Delaney si è rivelato il miglior difensore sul portatore di palla dopo Shields, e sarà un pessimo cliente per Teodosic.
Testa – Delaney
Due giocatori che hanno momenti di nervosismo che possono costare caro, a loro e alla squadra. Certamente in questa stagione Milos ha mostrato questo limite molto di più.
Kevin Punter vs Marco Belinelli
Attacco – Belinelli
Punter è stato il miglior realizzatore di questo campionato, a prescindere dai numeri. Senza EuroLeague, la classifica sarebbe stata sua. Ma Belinelli, semplicemente, ha un talento che nessuno ha a questo livello. Unico nella capacità di colpire, anche fuori equilibrio.
Difesa – Punter
Dopo Delaney e Shields, comunque un ottimo difensore tenendo conto delle braccia lunga e della capacità di leggere l’anticipo. Belinelli, come Teodosic, va coperto.
Testa – Belinelli
Esperienza, capacità di reagire anche nei momenti negativi: questo è Marco Belinelli. Un’eccellenza anche se Punter ha dimostrati di non avere paura, anche ad un livello superiore.
Shavon Shields vs Kyle Weems
Attacco – Shields
Shields ha saputo scalare gerarchie in casa Milano, diventando in svariate occasioni prima opzione offensiva per Messina. Weems, dopo la grande stagione passata, è uscito leggermente di scena vivendo soprattutto momenti di intermittenza. Il raggio di tiro dell’americano di Messina è ben superiore.
Difesa – Shields
Weems è giocatore di buone letture, magari non un difensore puro, ma l’intelligenza lo sa essere comunque punto di forza. Shields semplicemente può difendere su tre ruoli come nessun altro in campo. Da Teodosic a Weems, sono tutti avvertiti.
Testa – Shields
Weems non ha saputo ripetersi, per altro in una stagione non semplice, e a volte anche a causa delle scelte di Djordjevic. Shields ha dimostrato di esserci a qualsiasi livello, e un anno fa è stato decisivo nella vittoria in ACB del Baskonia.
Zach LeDay vs Giampaolo Ricci
Attacco – LeDay
Ricci ha confermato il suo valore, LeDay è stato a lungo il principale candidato al titolo di mvp in LBA. Pericoloso da fuori, letale dalla media, semplicemente un giocatore completo in attacco.
Difesa – LeDay
Ricci è buon rimbalzista e giocatore aggressivo, LeDay un equilibratore non da poco per Messina soprattutto quando Hines è in panchina. In Italia può marcare anche i centri con profitto.
Testa – LeDay
Ricci dalle minors è arrivato in alto, LeDay è ormai un giocatore di primo piano in Europa: parliamo semplicemente di due livelli diversi.
Kyle Hines vs Justin Gamble
Attacco – Gamble
Hines è un elemento che allarga gli orizzonti del gioco in attacco, Gamble uno che può fare molto male a qualsiasi avversario, per quanto con troppa intermittenza.
Difesa – Hines
Kyle è semplicemente il miglior difensore sui lunghi d’Europa con Bryant Dunston. Gamble è di almeno due livelli inferiore, per quanto ottimo soprattutto a rimbalzo.
Testa – Hines
Anche qui parliamo di due livelli di giocatori diversi. Gamble è giocatore di EuroCup, atletico e verticale. Hines uno che conosce ogni aspetto del gioco, come nessuno.
Ettore Messina vs Sale Djordjevic
Gioco – Messina
La Virtus non ha una reale identità, soprattutto quest’anno, ed è troppo legata agli umori di due/tre giocatori. L’Olimpia nei mesi ha creato un sistema in cui tanti elementi trovano la loro dimensione. La Milano di Messina è molto meno scoutizzabile della Virtus.
Esperienza – Messina
Sale ne ha viste tante da giocatore, ma da allenatore poche volte ha toccato il top, se non con la Nazionale serba nei mondiali in Spagna. Messina ha conosciuto il basket in ogni suo aspetto. Due mondi diversi.
Testa – Messina
Sale, come dimostra anche l’ultima EuroCup, non ha mai trovato l’ultimo passo verso la gloria. Messina, che in questa stagione ha già messo in bacheca due trofei, ha la sicurezza di trent’anni e più di carriera.
Panchina
Sesto uomo – Sergio Rodriguez
Pajola, Markovic, Hunter. La Virtus ha giocatori di qualità in panchina, ma non ha il Chacho, una leggenda vivente di EuroLeague, l’uomo chiamato a cambiare il ritmo. Nessuno decisivo come in pochi minuti.
Italiani – Virtus
Cinciarini, Moraschini, Brooks, Datome, Biligha e Wojciechowski contro Belinelli, Pajola, Alibegovic, Ricci e Abass. Con Datome in un momento non positivo, e Brooks in uscita, la Virtus ha maggiori certezze nel reparto italiani, e Abass potrebbe essere un fattore.
Profondità – Milano
La Virtus ha Markovic, non positivo in stagione ma comunque capace di fare male a chiunque, e Vince Hunter, elemento che nel pitturato può fare molto bene. Al fianco di elementi che non hanno avuto un’annata da ricordare come Alibegovic e Adams, c’è il solo Alessandro Pajola come garanzia. D’altro canto, Milano ha il Chacho, Moraschini e Datome che sono certezze, o quasi.

Bel confronto.
Io penso che valga più di tutto la testa dove oggettivamente non c’è paragone.
Vedremo.
Io sarò sugli spalti a tifare e soffrire!
(Sinceramente spero anche di vedere il professore)