Il quarto periodo dice Zenit: l’Olimpia va ko in Russia

Fabio Cavagnera

I biancorossi troppo fallosi al tiro e con qualche errore di troppo nel finale, i russi ribaltano anche il doppio confronto

Una ‘doppia’ sconfitta per l’Olimpia Milano. I biancorossi cadono sul campo dello Zenit San Pietroburgo (79-70) e perdono anche il +6 della gara d’andata, andando così sotto anche nel doppio confronto. Una partita molto equilibrata, seppur spesso comandata dai padroni di casa, ancora in parità a cinque minuti dalla fine, quando la formazione russa piazza un 11-2 per risolvere il match. È sempre Kevin Pangos il faro, con anche giocate molto importanti da parte dell’ex Gudaitis, mentre per l’AX c’è stata qualche persa di troppo, pagando un’altra giornata no di Delaney ed il 6/21 da 3. Con un metro arbitrale piuttosto permissivo nei confronti della squadra di Pascual, soprattutto nel momento decisivo.

Zenit vs Olimpia Milano | La partita

L’ex Gudaitis fa male in avvio di partita, tra canestri su assist dei compagni e rimbalzi offensivi, ed i padroni di casa prendono il comando del match. I russi sfruttano anche numerosi viaggi in lunetta, con cui c’è anche qualche problema di falli milanesi, toccando anche il +11 (31-20 al 15’) con la regia di Pangos ed i canestri di Poytress. La difesa mette in difficoltà l’Olimpia, ma l’ingresso di Rodriguez porta un cambio di ritmo all’attacco biancorosso: non solo in proprio, soprattutto con gli assist per Micov e Roll. Così arriva il parziale di 12-4 nel finale di primo tempo, per un ottimo -2 al riposo.

Dopo una prima parte molto difficile, si scalda Punter e la squadra di Messina rimette la testa avanti (42-46 al 23’), con otto punti in fila dell’ex Virtus ed alcuni recuperi difensivi. La partita è equilibratissima, lo Zenit torna immediatamente sotto con Baron e si va ad un finale in volata (54-54 al 30’), nel periodo conclusivo. Il leader russo Pangos segna due canestri di gran classe e porta i suoi a +4, poi c’è un gran assist di Zubkos per Gudaitis, mentre l’Olimpia non riesce più a trovare soluzioni offensive, perdendo un paio di palloni letali. Ed i russi ribaltano anche il doppio confronto.

Zenit vs Olimpia Milano | Il tabellino

ZENIT SAN PIETROBURGO-AX ARMANI EXCHANGE MILANO 79-70 (19-15, 40-38, 54-54)

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Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti

La squadra di Ettore Messina avrà un doppio impegno al Mediolanum Forum in settimana: giovedì (ore 20.45) contro il fanalino di coda Khimki Mosca, domenica (ore 17) la ripresa del campionato contro la Fortitudo Bologna.

Zenit vs Olimpia Milano | Le armi di Xavi Pascual

Picco positivo alle spalle per lo Zenit, che resta squadra di vertice della competizione. Il match con la Stella Rossa, che chiude un trend di tre ko in fila, ha confermato l’appannamento globale della squadra di Xavi Pascual.

Il Dossier Zenit

Il “pericolo scampato” potrebbe però riattivare il morale, così come i 9’ di Alex Poythress, che mancava dal diciassettesimo round (tanto da portare all’ingaggio di Tarik Black, mai visto in campo fino ad ora, e non certo disponibile oggi).

Un bel salto di qualità, soprattutto pensando alle manchevolezze di Olimpia Milano nello spot di “4”: l’ex Kentucky e Will Thomas possono essere la chiave, a rimbalzo e nel pitturato, contro un avversario privo di Brooks e LeDay.

Nell’82-76 del Forum la squadra biancorossa stravinse a rimbalzo. Il ribaltamento del fattore aprirebbe le armi in transizione di Pascual, con i tiratori Rivers, Fridzon, Hollins e soprattutto Baron, gli uno contro uno di Pangos e la potenza fisica di Ponitka.

Zenit vs Olimpia Milano | Le armi di Ettore Messina

Ritornando al fattore rimbalzi del primo confronto, giusto sottolineare come la somma non arrivò da Hines+LeDay, ma dalla presenza e attenzione di tutti gli attori in campo. Al tempo stesso ora, con Shavon Shields, Messina ha un oppositore per Ponitka.

Le parole di Ettore Messina

Interessante diventa il duello tra Hines e Gudaitis, stravinto dal centro biancorosso al Forum. Una questione di attenzione, esperienza, dura difesa (il lituano non è cuor di leone), e la “consueta” arma da play in certe fasi del match.

Come detto, Poythress può oscurare l’area in alternativa, ma Messina cercherà inevitabilmente di aprire il campo portando le ali forti di Pascual fuori dal pitturato. Può farlo, ricordando il 10/21 del primo match da 3, o il 10/24 con il Maccabi.

Vi è poi la riscoperta del mid-range, terra di conquiste che passa per i jumper dello stesso Hines, di Shields e Kevin Punter. Arrivata ai dati delle ultime gare (record da 2 con il Maccabi), l’Olimpia ha di fatto raggiunto quella maturità tanto auspicata da Messina.

Ovvero mettere in gioco armi plurime per costringere l’avversario ad inseguire in difesa, fino all’arco, o anche poco lontano da canestro. 

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