Urania Milano al giro di boa: identità, difesa e collettivo ma…

F.M.B

Si è conclusa ieri la prima parte di stagione della speciale Serie A2 2020/21, Urania ha rispettato i pronostici con qualche rammarico

Si è conclusa ieri la prima parte di stagione della speciale Serie A2 2020/21, Urania ha rispettato i pronostici con qualche rammarico.

Il momento

Grazie alla vittoria ottenuta ieri sul campo della BCC Treviglio l’Urania Milano ha concluso la sua prima parta di stagione nel Girone Verde al 7° posto col record di 5-5 (da recuperare il match con Bergamo). Una prima parte di stagione particolare per i Wildcats, condizionata all’inizio dal covid, con 4 referti rosa su 5 in trasferta e solo uno, ed importante, tra le mura dell’Allianz Cloud.

Se pensiamo alla scorsa stagione, quando si pensava ci fosse la nuvola di Fantozzi sopra la compagine meneghina per i tanti Ko di misura ad inizio stagione, quest’anno la squadra sin dalla Supercoppa ha mostrato identità e gran potenziale con i nuovi arrivati hanno che hanno subito lasciato il segno: Wayne Langston (23,3 punti) è uno dei favoriti per l’MVP, Stefano Bossi garantisce una solida regia anche se con qualche svarione e Tommaso Raspino è “L’Equalizzatore” della squadra, giocatore in grado di fare tutto e anche bene.

I veterani confermano il loro valore: Matteo Montano con le sue invenzioni e tiri pesanti, la leadership di capitan Andrea Benevelli, il solito Nik Raivio che attenta la Tripla-Doppia ad ogni turno e un Giorgio Piunti (7,7 punti in 19′) che se ci fosse il titolo di “Most Improved Player” sarebbe in lizza.

IL COLLETTIVO

I successi dei Wildcats sono sempre stati costruiti sul collettivo, è vero che il duo Langston-Raivio è quello trainante ma, a differenza di altre squadre che si affidano molto ai singoli, i rossoblù hanno la capacità di avere sempre quei 2 (o anche 3) protagonisti in più che fanno la differenza. Montano, Bossi, Piunti, Raspino spesso e volentieri chiudono in doppia cifra a referto e si rivelano poi l’ago della bilancia. Questo a testimoniare che il progetto tecnico/tattico di coach Villa è stato ben architettato, ben sviluppato e ben seguito dai ragazzi. Il punto di forza è la difesa, quando Urania gioca concentrata, aggressiva ed unita dietro difficilmente perde. La difesa condiziona anche l’attacco, più sereno ed armonioso in grado di coinvolgere tutti quelli in campo, sta mancando un po’ il tiro da 3 (66/212) malgrado i tiri costruiti siano di notevole fattura.

I BLACKOUT

In queste prime 10 partite del Girone Verde l’Urania non ha molti rimpianti, chiaro che le sconfitte in casa fanno sempre male: la prima non conta perché la squadra era ancora in fase recupero covid ed affrontava una Trapani indemoniata, contro Tortona la squadra ha giocato al meglio ma in questo momento i ragazzi di Ramondino sono ingiocabili (11-0) e poi c’è quella contro la Tezenis.
Proprio il ko nel match contro Verona è ad oggi il vero rimpianto per come è maturato. A Capo D’Orlando il ferro ha sputato la tripla della vittoria di Raivio, può succedere, Torino al Lido ha perso sbagliando proprio l’ultimo tiro…Il problema di questa edizione Wildcats non è a livello di organico o coaching ma in quei passaggi a vuoto dove la squadra in ambedue le fasi va di colpo nel pallone: Attacco diventa statico, la palla non gira più si spera nelle invenzioni dei Bossi, Montano o Raivio di turno soprattutto se dal lato opposto si decide (vedi Tortona) di ingabbiare Langston. Attacco influenzato dalla difesa: distrazioni/incomprensioni, poca cattiveria agonistica (vedi 1 solo fallo nel 4° periodo nel KO contro Verona!), Urania sistematicamente perde fiducia ed entra in un tunnel dove subisce parziali importanti.

COMMENTO

La valutazione di questa prima parte di stagione è positiva, la squadra vuole un campionato tranquillo, dimostrare di essere una realtà seria da non sottovalutare e questo lo sta ottenendo. Il mercato è stato ottimo, coach Villa sta dimostrando di essere un allenatore da categoria (2° anno in A2) con nulla da invidiare agli altri colleghi come la società. A questa Urania manca solo un pizzico di killer instinct, specie in casa, e limare quei passaggi a vuoto che le hanno messo qualche volta i bastoni tra le ruote.

La Serie A2 di quest’anno, complice anche un formato machiavellico, ha le sue favorite ma non con un margine così ampio sulle altre, Urania le carte per far saltare il banco ce le ha e nella seconda parte di stagione può e deve giocarsele…poi alla fine si tireranno le somme.

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