E’ martedì, e arriva l’editoriale di Sandro Gamba «Tiro libero» su Repubblica-Milano. Ecco alcuni passaggi.
Da molti è stato ignorato e generalmente viene snobbato, quando c’è da distribuire voti altissimi o scegliere l’mvp delle partite, ma anche questa volta il segreto meglio custodito della vittoria dell’Olimpia in casa Virtus si chiama Kyle Hines. Che pure aveva cominciato in difficoltà su Gamble.
E’ sempre tosto, salta molto, ha posizione, che per un lungo è il sale. I rimbalzi (13 questa volta, e Bologna ne aveva presi tanti offensivi nel primo tempo) sembra gli cadano in mano, ma non è mai così. Va a prenderli, va incontro alla palla, «meet the ball», come insegnavano i vecchi coach americani al college.
Quando è in campo, pur non essendo uno scienziato del gioco, lo conosce e dà presenza, impatto. Subito. Una dote che aveva Dino Meneghin. E, come rimbalzista, mi ricorda Bob McAdoo, che pure era conosciuto per il suo talento, ma ne prendeva una valanga, quando contava.

