Buongiorno Olimpia | Pozzecco? No, preserviamo il timeout dalle videocamere

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio.

Leggiamo con sorpresa che la FIP vorrebbe aprire un’inchiesta sul blasfemo timeout di Gianmarco Pozzecco.

Non siamo qui per entrare troppo nel merito della vicenda. Rileviamo solo come la varietà lessicale del Poz fosse già nota da tempo, così come tempestive sono state le sue scuse, e la promessa di non reiterare il linguaggio.

Più che altro, utilizziamo la vicenda come spunto per ristabilire la sacralità (sì, termine ora più che mai errato, vista la vicenda) del timeout. Una piccola pausa dove menti e corpi bollenti devono improvvisamente raffreddarsi per capire, esprimersi, e decidere il da farsi.

Un momento intimo, in cui le telecamere entrano, violano segreti inconfessabili, pretendendo anche di stabilire regole, linguaggi ed espressioni.

Ora, il linguaggio del Poz è giustificabile? No. Le televisioni pagano? Sì. Ma magari lo facciano per garantire ai tifosi interviste decenti nel dopogara (non solo i vincitori, parlando di LBA, please) con qualche approfondimento degno di questo nome, più che violare attimi intimi di costruzione e confronto che peraltro, il 90% degli spettatori, neanche coglie.

4 thoughts on “Buongiorno Olimpia | Pozzecco? No, preserviamo il timeout dalle videocamere

  1. Sono d’accordo. E sarebbero da limitare tutti quesi commenti tecnici che sfracassano ad ogni azione distruggendo la passione. Ma perché una persona normale che vuol fare solo lo spettatore deve sentirsi ad ogni piè sospinto un commento tecnico. Una volta azzeravo l’audio per i commenti insulsi e superficiali ma io ora lo azzero per non sentire i commenti tecnici. Almeno dal vivo non c’è sempre di fianco uno che ti spiega il perché ed il percome di ogni azione.

  2. Sono assolutamente d’accordo sul brillantissimo “menti e corpi bollenti he devono raffreddarsi d’improvviso nel time-out” – un luogo di totale pertinenza delle squadre!
    E se tu, siccome paghi, vuoi metterci dentro la testa, beh… sappi che il linguaggio lì dentro è non solo libero, ma necessario nella sua espressione, qualsiasi sia – e lo sai bene, perché non poche volte hai indugiato sui labiali.
    Ora, non è che siccome hai i soldi, e ti abbiamo permesso di partecipare al time-out, vieni a interferire su un momento libero e necessario!
    Se non vuoi sentire le parolacce, stai fuori dai time-out!
    Area di intimità e libertà assoluta NECESSARIA alle squadre.

    Sui commentatori non sono d’accordo con Piero.
    Meneghin oltre a sapere leggere quello che pochi saprebbero, ha un’allegria, una giocosità che sono esattamente quello che avviene in privato quando si guardano le partite tra amici competenti.
    Dunque un enorme valore aggiunto.
    Quando invece c’è Sconochini è talmente fastidioso che tolgo l’audio anch’io. Ma perché proprio, poverino, non è il suo mestiere.
    Il commento quindi una buona aggiunta, se il commentatore ha qualità.

  3. Senza entrare troppo nel merito, concordo nel non violare i time out. Sono un momento delicato, sovraccarico di tensione e serve apposta per scaricare questa tensione e tramutarla in energia positiva. Cio’ non giustifica certi comportamenti, probabilmente, ma comunque evitiamo di entrare in quei sessanta secondi.
    Per altro, se non ho sentito male, anche a Messina durante un time out della gara con l’Efes e’ scappato un Jesus Christ ripetuto.
    Evitiamo di dissacrare i time out, please!

  4. Condivido sia sulla libertà di espressione del coach nei TO, che sull’utilita del commento competente in telecronaca. Competente appunto se fuori tempo e luogo diventa fastidioso.

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