Speciale RealOlimpiaMilano | Dentro la crisi di Jeff Brooks

Alessandro Maggi 17

In un avvio di stagione più che eccellente, l’unico angolo oscuro di Olimpia Milano si chiama Jeff Brooks. Analisi di una crisi

Crisi Jeff Brooks e Ettore Messina | I fatti

L’estate 2019 è quella del “ciclone Messina”, una benedizione per Olimpia Milano, e Jeff Brooks rientra senza “se” e senza “ma” nel nuovo progetto.

Il coach-presidente ama la versatilità nel reparto ali (e non solo), Jeff è un elemento aderente alle richieste e in EuroLeague risponde subito presente, garantendo atletismo e fisicità anche nello spot di ala piccola, dove Michael Roll pare troppo simile a Vlado Micov sui due lati del campo.

Poi, qualcosa, succede. Il 12 gennaio 2020, quando la pandemia è solo una minaccia lontana sui media, Ettore Messina a domanda precisa su Brooks dopo il match con Treviso al Lido risponde: «Ognuno deve essere parte del proprio recupero. Bisogna darsi una mossa e giocare. Una dura e severa verità»

Su realolimpiamilano.com, nell’analisi del dopogara, parliamo di approccio sbagliato, di Brooks come di Roll, soprattutto per una squadra che in Italia zoppica oltre-modo e oltre-previsione. 

I numeri

I numeri dicono qualcosa, ma non tutto, anzi. Se la fine del novembre 2019 può essere lo spartiacque di quel «Poi, qualcosa, succede», le statistiche non ci vengono troppo in soccorso, se non per qualche sparuto aspetto.

La stagione 2019-2020 del prodotto di Penn State si chiude con 6.5 punti e 5.6 rimbalzi di media in LBA, 4.3 per 4.6 in 20’ in EuroLeague. Sino ai primi di dicembre, nella massima competizione continentale, il giocatore vale 5.7 punti per 4.8 rimbalzi, ma con 24’, dunque 4 in più.

Il calo c’è, non così eclatante, però guardando i suoi numeri complessivi in attacco è pur vero che al 5 dicembre Brooks produce 9 degli 11 liberi stagionali, 16 delle 22 conclusioni da 3, 23 delle 41 conclusioni da 2.

Certo, c’è da dire che il 13 gennaio il club annuncia uno stop per stiramento al bicipite femorale della coscia destra, il giocatore rientra il 7 febbraio con il Barcellona, e in vista della Coppa Italia suona la carica:

«Mi sento bene, sto cercando di tornare in ritmo, di giocare il basket di Jeff Brooks. Giocare duro, dare l’esempio in difesa e a rimbalzo. È bellissimo essere tornati in campo, stare seduti per tre settimane è difficile, penso che anche i miei compagni siano felici di riavermi in campo».

A Pesaro però arriva il punto più basso di una stagione non semplice, e ROM commenta così la prestazione sua, di Nedovic, Gudaitis, Della Valle e Roll: 

«Prestazioni così non hanno spiegazioni e giustificazioni. Serve una presa di coscienza e di responsabilità, da loro prima che dall’allenatore, perchè in fin dei conti non crediamo che le “teste” possano essere accese da un individuo terzo».

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17 thoughts on “Speciale RealOlimpiaMilano | Dentro la crisi di Jeff Brooks

  1. riassunto perfetto x quello che è , al momento, il piu’ grosso problema in casa Olimpia ( l’unico?)
    pero’ , tu che sei piu’ dentro di noi, hai il sentore di qualche dissapore fra lui e il coach? le dichiarazioni contano il giusto direi….
    onestamente mi sembra proprio una crisi “mentale”, spero che ne esca presto, perchè, secondo me, è un giocatore fondamentale.

  2. Mi sembra un giocatore estremamente esigente da sé stesso, forse uno di quelli che chiedono tanto e se non producono rischiano magari di entrare in un circolo vizioso? A me sembra una persona che può stare in qualsiasi spogliatoio, lo si aspetta volentieri mentre rimette a posto le cose.

  3. Il motivo per cui Brooks è ancora a Milano è ascrivibile ad un solo fatto,che tutti voi sapete: è tesserato come italiano, però, anche tenendo conto di questo fatto, la sua presenza nel roster sta iniziando ad avere poche giustificazioni. Anche perchè lo stipendio che percepisce credo sia da “americano”. Un altro che va rilasciato al suo destino lontano da Milano

  4. Brooks è sempre stato questo solo che ora c’è molta gente più forte. L’anno prossimo non ci sarà spazio per lui a meno che non provi a cambiare passo.

  5. L’immagine più forte che ho di Brooks è in maglia di Sassari, che attacca il nostro ferro al Forum, e la mette dentro appoggiandola al tabellone, ma di prepotenza, su una selva di mani e di corpi che cercano inutilmente di ostacolarlo.
    Sono gli ultimi minuti di una serie che non ci sarà favorevole, anche per colpa sua.

    Forza e potenza che gli vedo esprimere ancora nell’Olimpia di quest’anno, ma sempre e soltanto in difesa, e a rimbalzo, principalmente difensivo.
    In attacco non lo vedo più.
    Troppi tiri rifiutati e mai un tentativo di ripetere quella traiettoria prepotente verso il ferro, che m’era sembrata una sua caratteristica, qualcosa che lo definiva come giocatore estremamente pericoloso.
    Se parliamo di crisi del giocatore, mi pare che sia per quell’atteggiamento insufficiente in avanti, perché dietro non mi pare che faccia mancare il suo apporto ancora oggi, quando gioca.

    Tifosi a parte, anche Messina gli ha chiesto pubblicamente, l’anno scorso in almeno un’occasione che io ricordi, di essere più partecipe in attacco.
    Vediamo tutti la stessa cosa, quindi, ed è facile che la veda anche Jeff Brooks, ma non sembra capace di cambiare il proprio atteggiamento.

    Mancanza di sintonia col coach? Insoddisfazione di trovarsi di colpo in un reparto affollato?
    Potrebbe essere, ma francamente mi riesce difficile crederlo.
    Le opportunità in attacco gli arrivano, semmai è lui che non le sfrutta, o non le cerca, quindi la squadra gira e gioca anche per lui, quindi il sospetto disaccordo con Messina, anche se ci fosse, ha poche basi concrete nella mentalità di un professionista come Brooks è certamente.
    Se la squadra costruisce anche per te, è chiaro che sei nei piani dell’allenatore, e se sei nei suoi piani non c’è bisogno che ti stia simpatico.

    Allora a me viene un altro sospetto, che il problema non sia psicologico, ma fisico.

    Cerco di scriverlo col massimo rispetto possibile per l’uomo e per il giocatore, ma l’assenza di una sua reazione dopo tanto tempo, purtroppo giustifica la comparsa di ipotesi anche cattive, come di certo è la mia, e spero di essere smentito.
    Ma se fosse che Brooks, a 31 anni quest’anno, pensi più che altro al seguito della sua carriera, e cerchi per quanto possibile di tenere il suo fisico integro e in buone condizioni, senza impegnarlo troppo?
    Perché difendere è duro e difficile, ma attaccare lo è almeno altrettanto e in più quando attacchi sei soggetto alle botte decise dal difensore, mentre in difesa sei tu che controlli il livello e la qualità dei contatti, quindi rischi di meno.

    L’impressione mia, ma direi anche quella generale, è che Brooks “si tenga”, e se si tiene può essere che sia per mantenere nel tempo il fisico al massimo livello di efficienza possibile.
    Dice: ma è già a Milano, ovvero al massimo livello possibile in Italia. Che bisogno ha di pensare a un futuro diverso?
    Beh… è vero che è a Milano, ma col passare del tempo le esigenze di Milano crescono, i compagni di reparto sono sempre più importanti e competitivi, le sue risorse invece nella migliore delle ipotesi non crescono, è possibile che tra un paio d’anni debba guardare a mercati un gradino sotto Milano: gli servirà allora essere in condizioni fisiche molto buone a quel momento, per prendere contratti lunghi, ed è il momento di pensarci fin da adesso.
    Ripeto mi dispiace di pensare così di un gran professionista, e gran giocatore come Brooks, che ha mostrato e in parte mostra ancora il suo attaccamento a Milano, ma siccome vedo che non reagisce, nell’assenza totale di notizie in generale, e di affermazioni da parte sua, mi sento autorizzato a fare delle ipotesi.
    Spero davvero di sbagliarmi.

  6. L’immagine più forte che ho di Brooks è in maglia di Sassari, che attacca il nostro ferro al Forum, e la mette dentro appoggiandola al tabellone, ma di prepotenza, su una selva di mani e di corpi che cercano inutilmente di ostacolarlo.
    Sono gli ultimi minuti di una serie che non ci sarà favorevole, anche per colpa sua.

    Forza e potenza che gli vedo esprimere ancora nell’Olimpia di quest’anno, ma sempre e soltanto in difesa, e a rimbalzo, principalmente difensivo.
    In attacco non lo vedo più.
    Troppi tiri rifiutati e mai un tentativo di ripetere quella traiettoria prepotente verso il ferro, che m’era sembrata una sua caratteristica, qualcosa che lo definiva come giocatore estremamente pericoloso.
    Se parliamo di crisi del giocatore, mi pare che sia per quell’atteggiamento insufficiente in avanti, perché dietro non mi pare che faccia mancare il suo apporto ancora oggi, quando gioca.

    Tifosi a parte, anche Messina gli ha chiesto pubblicamente, l’anno scorso in almeno un’occasione che io ricordi, di essere più partecipe in attacco.
    Vediamo tutti la stessa cosa, quindi, ed è facile che la veda anche Jeff Brooks, ma non sembra capace di cambiare il proprio atteggiamento.

    Mancanza di sintonia col coach? Insoddisfazione di trovarsi di colpo in un reparto affollato?
    Potrebbe essere, ma francamente mi riesce difficile crederlo.
    Le opportunità in attacco gli arrivano, semmai è lui che non le sfrutta, o non le cerca, quindi la squadra gira e gioca anche per lui, quindi il sospetto disaccordo con Messina, anche se ci fosse, ha poche basi concrete nella mentalità di un professionista come Brooks è certamente.
    Se la squadra costruisce anche per te, è chiaro che sei nei piani dell’allenatore, e se sei nei suoi piani non c’è bisogno che ti stia simpatico.

    Allora a me viene un altro sospetto, che il problema non sia psicologico, ma fisico.

    Cerco di scriverlo col massimo rispetto possibile per l’uomo e per il giocatore, ma l’assenza di una sua reazione dopo tanto tempo, purtroppo giustifica la comparsa di ipotesi anche cattive, come di certo è la mia, e spero di essere smentito.
    Ma se fosse che Brooks, a 31 anni quest’anno, pensi più che altro al seguito della sua carriera, e cerchi per quanto possibile di tenere il suo fisico integro e in buone condizioni, senza impegnarlo troppo?
    Perché difendere è duro e difficile, ma attaccare lo è almeno altrettanto e in più quando attacchi sei soggetto alle botte decise dal difensore, mentre in difesa sei tu che controlli il livello e la qualità dei contatti, quindi rischi di meno.

    L’impressione mia, ma direi anche quella generale, è che Brooks “si tenga”, e se si tiene può essere che sia per mantenere nel tempo il fisico al massimo livello di efficienza possibile.
    Dice: ma è già a Milano, ovvero al massimo livello possibile in Italia. Che bisogno ha di pensare a un futuro diverso?
    Beh… è vero che è a Milano, ma col passare del tempo le esigenze di Milano crescono, i compagni di reparto sono sempre più importanti e competitivi, le sue risorse invece nella migliore delle ipotesi non crescono, è possibile che tra un paio d’anni debba guardare a mercati un gradino sotto Milano: gli servirà allora essere in condizioni fisiche molto buone a quel momento, per prendere contratti lunghi, ed è il momento di pensarci fin da adesso.
    Ripeto mi dispiace di pensare così di un gran professionista, e gran giocatore come Brooks, che ha mostrato e in parte mostra ancora il suo attaccamento a Milano, ma siccome vedo che non reagisce, nell’assenza totale di notizie in generale, e di affermazioni da parte sua, mi sento autorizzato a fare delle ipotesi

    PALMASCO, POTEVI ESPRIMERE LO STESSO CONCETTO IN 2 RIGHE

  7. Ma davvero Brooks merita un analisi cosi approfondita e piena di congetture? Non credo; Milano ha fatto a meno di lui fino ad ora e ne farà a meno anche in futuro. Il bel Brooks di Sassari certo non tornerà più e l’azzardo di innamorarsi di un giocatore che fa grandi cose contro di te fino a sign him non è la prima volta a memoria che non paga. Pace e Amen

  8. Le analisi di Palmasco sono precise ed esaustive, se qualcuno si annoia o non capisce, può fare a meno di leggerlo, semplice fare un copia e incolla per poi urlare che, a tuo parere non è sintetico, è una cosa becera, caro il mio anonimo. Detto questo, non sono affatto d’accordo con il Palmasco sulle cause della crisi, penso invece che Brooks non sia convinto della qualità del sistema e pur adeguandosi non riesce ad entrare nella filosofia di gioco del coach, non per incapacità, sembra quasi che quando vuole attaccare il ferro si faccia violenza da solo per operare altre scelte, perdendo così l’attimo e non riuscendo a recuperare per mettersi in ritmo. Personalmente lo aspetterei perché è un giocatore intelligente e spesso aggressivo, soprattutto, per quanto sopra nella propria metà campo e quando Messina riuscirà a correggerlo potrebbe essere devastante per gli avversari

  9. Una volta tanto condivido le opinioni di Orlando, la classica eccezione che conferma la regola…

  10. Stranamente condivido il commento di Orlando, molto strano, probabilmente è come il vino, invecchiando migliora!

  11. Partendo dal presupposto che per me Jeff Brooks è un signor giocatore, credo che con coach Messina non sia scattata la scintilla.
    La mia impressione è che faccia molta fatica ad assimilare il sistema offensivo attuale dove più che energia/atletismo (suoi punti di forza) si premiano letture di gioco/capacità di passare la palla. Credo altresì che lo stesso coach Messina non lo ritenga un giocatore con caratteristiche ideali per la sua filosofia di gioco tanto da aver cercato di sostituirlo con Alibegovic; di fatto Brooks è rimasto perchè Alibegovic ha scelto la virtus e perchè ha passaporto italiano.

    Se abbiniamo una fiducia limitata del coach ad una sorta di frustrazione per avere un rendimento poco soddisfacente in attacco, il giocatore è entrato in una spirale negativa che mina anche la sua efficaciai in difesa ed a rimbalzo.

    Detto questo spero che prima o poi ci sia una inversione di tendenza (per meriti sia di coach che giocatore) perchè oltre ad essere un giocatore importante mi sembra anche un ragazzo serio e meritevole di successo.

  12. Ho ammirato sempre Brooks perché riassume molte delle caratteristiche del mio giocatore ideale.
    Ed è un professionista serissimo.
    Non credo affatto alle congetture di Palmasco (bello non essere d’accordo a volte!).
    Credo invece che l’idea di Orlando sia più probabile.
    Purtroppo in tutte le attività della vita e nello sport ancora di più, la parte mentale è fondamentale e influisce in modo drammatico sulle prestazioni fisiche.
    Per me è recuperabile se capisce che il problema sta nella testa e si fa aiutare da un professionista.

    Forza Jeff!!!
    Ps mia figlia quando ha comprato la sua maglietta Olimpia non ha avuto dubbi a scegliere la tua!!!
    Non deluderla.

  13. Finalmente si può discutere serenamente anche non essendo d’accordo.
    Non chiedo di meglio. E mi pare anche che si producano idee e non più slogan.
    Bello dai, speriamo che duri 🙂

  14. Vero! Speriamo!
    Ma visto che si può discutere serenamente, da dove hai tratto il sospetto insospettabile (e credo errato) che JB si stia risparmiando? E come lo combini con l’impegno totale che mette in difesa?
    E se fosse (perdonatemi) un problema di intelligenza? Ovviamente cestistica.

  15. Grande professionista, giocatore mediocre. Una meteora passata per Sassari. Tipico giocatore sopravvalutato e lo dimostrano i tre anni trascorsi a Milano.

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