Buongiorno Olimpia | Le parole di Bartzokas un monito anche per Messina

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio in questa stagione dopo il successo estivo.

Vi riportiamo alcune delle dichiarazioni rilasciate da Giorgios Bartzokas, un titolo di EuroLeague in tasca e per la seconda volta in carriera alla guida dell’Olympiacos.

«Voglio dire che i campionati locali sono ormai un incubo per gli allenatori dell’EuroLeague. Non lo dico solo come mia opinione, ne ho discusso con tutti».

Vero. Peraltro, il grande obiettivo di Ettore Messina, quest’anno, sarà evitare che eventuali passi falsi in campionato minino le certezze della squadra.

Un anno fa l’Olimpia non aveva la forza per reggere il doppio impegno ravvicinato, ma mentalmente ingigantì i primi passi falsi in LBA mettendo in dubbio il proprio stesso potenziale (basti pensare al ritorno negativo che ebbe l’eliminazione in semifinale di Coppa Italia rispetto a quanto capitò a Sassari e Virtus, battute nel turno addirittura precedente).

«Lo stress di giocare una partita contro una squadra “piccola” che si prepara per tutta la settimana e ha una grande motivazione per giocare contro di te, mentre i tuoi giocatori non hanno la minima motivazione e  a volte camminano per il campo».

Creare le motivazioni nei giocatori è nelle prerogative di coach e club. Certamente, una società che chiede l’autoretrocessione nella lega inferiore, dove presenta una “squadra B”, ha già preso la sua decisione.

«Perché sai quanto è difficile motivare i tuoi giocatori quando giocano 80 partite. Sono partite che, se perdi, possono essere decisive anche per il campionato. È difficile convincerli a pensare che una partita di settembre o ottobre sia così importante per il futuro della squadra». 

I giocatori chiedono ingaggi “accordati” proprio ai numerosi impegni. Il fatto che dei ko a settembre o ottobre possono pregiudicare un campionato è prerogativa della lega greca, dove solitamente Panathinaikos e Olympiacos si giocavano la prima posizione negli scontri diretti, conquistato per il resto (quasi) solo vittorie.

«Le partite sono il frutto del lavoro in allenamento, ma quando hai poco tempo per allenarti diventa tutto più difficile e stressante. Nei prossimi anni sarà così anche per le altre squadre di Euroleague.  Penso che nei prossimi anni si andrà verso una lega unica, dove il livello della competizione sarà enorme».

Può essere, ma il numero delle partite dovrà restare eguale. Le TV perderebbero le big dal mercato locale, e in cambio riceverebbero solo 34 gare di stagione regolare in EuroLeague? Oggi l’Olimpia gioca 64 gare senza playoff, perché dovrebbe essere attrattiva con il 50% in meno. In NBA, da novembre in poi, tutto fanno tranne che allenarsi.

Ma ovviamente, un allenatore si allenerebbe sempre. Altrimenti si chiamerebbe giocatore.

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Gia
Gia
2 mesi fa

beh, che in NBA non si allenino si vede: é diventato una specie di circo dell’uno contro uno e uno contro tutti, con giocatori eccezionali da una parte e dall’altra squadre che giocano un basket elementare, piuttosto triste. funziona bene come spettacolo, ma oramai – a parte alcune partite di playoff – la NBA é a rischio Wrestling, diventare una sorta di finzione lontana dall’agonismo, con musica e popcorn. Per quanto riguarda Eurolega e campionato, in attesa di evoluzioni future (di sicuro piuttosto complesse visto il panorama articolato degli attori in gioco), le leghe nazionali siano le palestre dove far… Leggi il resto »

Mr. Tate
Mr. Tate
2 mesi fa
Reply to  Gia

Io credo che chi pensa che in NBA non ci sia tattica e strategia non abbia mai davvero approfondito la materia. E non è un problema di preferire uno o l’altro: la scarsa importanza delle singole partite in stagione regolare in NBA porta inevitabilmente a parecchie gare preparate male e in cui i giocatori non ci mettono tutto. E sicuramente la difesa NBA è penalizzata e quindi molto meno severa di quella europea. Ma pensare che gli allenatori NBA dicano ai giocatori “palleggiate 20 secondi poi andate a schiacciare” come preparazione tattica a ogni azione significa che manca la conoscenza… Leggi il resto »

Anonymous
Anonymous
2 mesi fa
Reply to  Mr. Tate

???

Biancorossodasempre
Biancorossodasempre
2 mesi fa

I veri campioni non vogliono mai perdere, nemmeno a briscola. Il problema semmai è che la voglia di vincere tutto mangia molte energie e tirare 9 mesi così è molto dura. Quelli che si deconcentrano per il nome dell’avversario non sono campioni. Tutt’altra cosa è la stanchezza (o la giornata storta) che inevitabilmente va considerata dopo viaggi, cambi di orari di allenamento , di clima ecc. e anche il non sentirsi parte della “prima squadra” potrebbe incidere sul morale dei meno solidi.

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