Olimpia Milano Eurolega | Discussione in corso, rischio cancellazione?

Quale futuro per EuroLeague? E’ la domanda che certamente terrà banco nei prossimi 15 giorni: la competizione rischia di essere cancellata?

Quale futuro per EuroLeague? E’ la domanda che certamente terrà banco nei prossimi 15 giorni, tempo che l’organizzazione rappresentata da Jordi Bertomeu si sarebbe presa per strutturare definitivamente la stagione. Rischio cancellazione?

Il punto di partenza

La stagione partirà, secondo calendario, il primo ottobre con Anadolu Efes-Zenit alle ore 19.30. L’Olimpia Milano scenderà in campo il giorno successivo contro il Bayern Monaco alle ore 20.30. Come un anno fa.

Le squadre sono rimaste le medesime 18 della passata stagione, questo a causa del congelamento delle competizioni. Congelamento che, a Partizan e Virtus Bologna, è costato il rinvio delle ambizioni nella massima competizione continentale.

Al momento, EuroLeague starebbe lavorando su un protocollo «di ripartenza» rivelato ieri dal sito israeliano Walla

– I giocatori e gli allenatori dovranno fare almeno un tampone a settimana, tre giorni prima delle partite di EuroLeague. 

– In nazioni dove c’è un alto numero di infetti i test dovranno essere fatti due volte a settimana con il secondo tampone da effettuare il giorno prima del match.

– Nel caso in cui ci dovesse essere un positivo, dovrà essere messo in isolamento e andare in quarantena per almeno due settimane.

– Prima di tornare in campo dovrà risultare negativo a due tamponi.

– Ogni squadra dovrà avere un “coronavirus manager”.

– Per quanto riguarda la presenza degli spettatori nei palazzi, la EuroLeague lascerà che siano le varie squadre a decidere in base alle leggi di ogni paese.

Lo scorso 24 luglio, ELPA aveva inviato ai giocatori un riepilogo delle potenziali contromisure all’emergenza Coronavirus nel continente, con la promessa di rivalutare il tutto nella prima metà di settembre.

Ricordiamo che i volti forti del sindacato, Gigi Datome e Kyle Hines, sono tesserati per Olimpia Milano, che diventa dunque un centro gravitazionale di confronto.

Questi i punti salienti del messaggio rivelato da Sportando:

– A metà settembre l’EuroLeague condurrà delle analisi dettagliate delle aree in cui le squadre giocano e analizzeranno la situazione per ciascun club. Verranno stabilite regole e protocolli in caso di eventuali modifiche a luoghi e/o giorni delle partite.

– Le squadre non dovranno osservare quarantene in nessuna circostanza durante la stagione per le trasferte.

– Se necessario, EuroLeague e i club lavoreranno per ottenere deroghe dai governi per potersi spostare da una nazione all’altra.

– Se tuttavia diventasse impossibile viaggiare e giocare seguendo le regole per proteggere la salute e sicurezza, la stagione verrà nuovamente sospesa o annullata.

Emergenza Covid-19, la situazione nelle nazioni coinvolte

Germania (Alba Berlino, Bayern) – +1.396 contagi, -120 casi attivi

Turchia (Anadolu Efes, Fenerbahce) – +1.596 contagi, +604 casi attivi

Serbia (Stella Rossa) – +99 contagi, +98 casi attivi

Spagna (Barcellona, Real Madrid, Baskonia, Valencia) – +8.581 contagi, +8.539 casi attivi

Russia (Khimki, Cska, Zenit) – +4.893 contagi, -662 casi attivi

Francia (Asvel) – +7.092 contagi, +6.684 casi attivi

Israele (Maccabi) – +2.296 contagi, +1.894 casi attivi

Grecia (Olympiacos, Panathinaikos) – +233 contagi, +231 casi attivi

Lituania (Zalgiris) – +29 contagi, +12 casi attivi

I dati sono forniti dal sito statistichecoronavirus.it e sono aggiornati al 2 settembre. Sono ovviamente estremamente riassuntivi e non riportano il dato dei tamponi effettuati e le modalità di azione dei paesi stessi verso la pandemia.

Gli scenari possibili

EuroLeague ha gettato la spugna la scorsa primavera annullando la stagione cestistica senza vincitori né vinti. A differenza del calcio non esistono diritti tv trainanti per le società (Maccabi Tel Aviv a parte), e rispetto all’NBA la predominanza di contratti annuali in scadenza 30 giugno ha fatto il resto.

Tornare in campo ad agosto insomma, in una località unica, sarebbe stato impossibile, anche perché molti giocatori avrebbero dovuto “ritardare” il loro ingresso sul mercato, e i club prolungare di due mesi gli stipendi in cambio di zero, o quasi, entrate (da febbraio, ndr).

A settembre una programmazione è certamente possibile, e torna d’attualità l’inflazionato termine “bolla”. Per Andrey Vatutin, presidente del Cska, l’ipotesi è complicata come riferito a Eurodevotion a domanda di Alberto Marzagalia.

(Domanda) Sembra che i numeri dei casi di positività siano in crescita ultimamente e ci sono ancora molti dubbi sulla nuova stagione. Il “board” si riunirà ad inizio settembre per valutare ogni scenario possibile. Credi si posa pensare ad una sorta di bolla in stile NBA, almeno per l’inizio, oppure è impossibile a causa delle implicazioni con le leghe domestiche?

(Risposta) «In effetti hai già dato la risposta, giochiamo tutti in diversi campionati. Eurolega sta controllando tutto, ogni tipo di cambiamento, ma spero che si possa iniziare nel modo più simile a quello normale. Sebbene oggi sia dura, viste le tante restrizioni ancora effettive».

Siamo ovviamente in alto mare. Ripartire con il calendario già predisposto è ovviamente possibile, ma EuroLeague non ha il peso politico per ottenere il “cordone sanitario” invocato da ELPA, e potrà accodarsi solamente alla Uefa calcistica. Nel caso.

In tutto questo, rassegnandosi ad “assenze per Covid” frequenti che incideranno sui risultati (i giocatori vivranno in mezzo a noi, non con braccialetti e chip a Disney World), bisognerà anche tenere conto delle potenziali ingerenze governative, come l’attuale chiusura delle frontiere tra Serbia e Italia.

Dunque, la bolla? Da vedere. Contrasto con i calendari domestici? Sì certo, ma i campionati nazionali partiranno in caso di porte chiuse? Ve lo diciamo subito, in Italia no.

Diventa così fondamentale un dialogo tra FIBA ed EuroLeague per armonizzare gli impegni, di calendario e di ingaggi, visto che un limitato numero di partite porterebbe anche i club a rivedere gli impegni con i giocatori. Ed oggi ELPA non ha il peso per farlo, visto che tutti i club di EuroLeague partecipano almeno ad un’altra competizione.

Insomma, la cancellazione non è in discussione e la bolla non è tema attuale. Ma non è da escludersi, almeno per EuroLeague, che può contare su club forti e stabili. Che ovviamente faranno di tutto per tornare in campo. Per il resto d’Europa (EuroCup, BCL e FIBA Europe Cup) non è neanche ipotizzabile. A meno di mini-tornei, per lo più simbolici.

6 thoughts on “Olimpia Milano Eurolega | Discussione in corso, rischio cancellazione?

  1. Situazione difficile. Io resto convinto che la stagione di EL saltera’ presto, almeno se lo scenario attuale della pandemia in Europa non dovesse migliorare.
    Una “bolla” stile nba e’ impensabile anche perche’ cozzerebbe inevitabilmente con i calendari dei campionati domestici. Non saprei proprio come risolvere la questione. Ed e’ per questo che quest’anno lo scudetto di LBA sara’ importante, perche’ e’ un torneo che, rispetto all’EL, ha piu’ possibilita’ di arrivare in fondo.
    E poi aspettiamo gli aiuti governativi alle societa’ di basket ….

  2. Condivido ovviamente che è una situazione molto difficile e che merita la massima prudenza. Però un altro anno senza eurolega credo che metterebbe in una difficoltà enorme la maggior parte delle società che, in ogni caso, hanno continuato ad investire. Per questo credo che insiteranno, e non poco, per trovare un modo per giocare. Il rischio è che si parta, sperando che “vada tutto bene”, senza un realistico piano B. Qualsiasi piano B non può prescindere da un accordo con le varie leghe nazionali per modifiche di calendario. Qualsiasi ipotesi di “bolla” richiede calendari in qualche modo alternati e, in fin dei conti, più corti. Forse impossibile anche solo da ipotizzare

  3. Posso capire sospendere e annullare la stagione scorsa di Eurolega perché la pandemia ha colto impreparati un po’ tutto il sistema ma ora annullare tutto oltre ad essere un controsenso decreterebbe la morte del basket perché chi decide ha avuto 6 mesi per trovare soluzioni edeguate e alternative al piano A..invece siamo a settembre e non ci sono alternative al piano A..secondo me una soluzione poteva essere quella di suddividere i campionati nazionali e le coppe europee in due distinti momenti..per esempio i campionati nazionali di tutte le nazioni concentrati tra ottobre e febbraio giocando 2 partire a settimana e poi i play-off a febbraio e l’Eurolega tra marzo e giugno in un’unica nazione con partite di sola andata e poi play-off e Final Four..io l’ho buttata così può essere un idea..na è possibile che dirigenti che vengono pagati per trovare soluzioni non hanno un po’ di fantasia?? E cmq annullare ora l’Eurolega produrrebbe effetti devastanti a molte società europee come la nostra perché abbiamo investito e costruito la squadra in funzione dell’Eurolega..

  4. Non era difficile da immaginare , questa stagione sarà complicata e bisognava già all’inizio trovare formule che riducono le partite anziché aumentarle, tipo la Supercoppa. Se ad esempio queste fossero state partite di LBA ci si sarebbe portati avanti per affrontare una pausa o una mini bolla per le coppe europee.

  5. Modificare i vari campionati nazionali non e’ facile perche’ ogni Paese ha i suoi problemi e i propri ritmi. E poi c’e’ il problema dei contratti con i giocatori. Una squadra che non fa le coppe come Varese, per esempio, dovrebbe pagare un giocatore sino a giugno ma farlo giocare solo fino a febbraio.

    La pandemia ha creato problemi e continua a crearli. Cambiare questa formula dell’EL – che a me piace – era difficile e ipotizzare un bolla stile nba in un solo paese mi sembra impensabile. Per altro sono proprio le grandi citta’ (Mosca, Madrid, Milano, Barcellona…) quelle ove il rischio contagi e’ maggiore, perche’ sono quelle in cui vive e si sposta la maggior quantita’ di gente. forse si potevano ideare dei gironi e mandare le le vincitrici ai play off, ridecendo spostamenti e numero di partite. Ma non sarebbe stata la stessa cosa. Io resto dell’idea che l’EL saltera’ di nuovo (come tutte le altre competizioni sportive a livello europeo). Magari poi, in base all’andamento della pandemia, si ipotizzera’ di fare dei mini play off. Staremo a vedere.

  6. @Di.Me parte di quello che hai scritto è condivisibile però chi viene pagato per decidere ha avuto 6 mesi per trovare soluzioni e invece a quanto pare non hanno un piano B..tu giustamente parli di contratti dei giocatori e cone la mettiamo con le società che hanno investito per giocare Eurolega e Campionato?? Per esempio prendi Milano..se dovessimo disputare solo il campionato a cosa serve avere 15 giocatori?? 15 giocatori sono stati presi in funzione del doppio impegno non certamente solo per il campionato..e cmq se nel calcio si dovessero disputare la Champions League e l’Europa League con qualsiasi formula non vedo perché invece il basket non lo possa fare altrettanto?? Se veramente venisse cancellata l’Eurolega è solo per colpa dell’incapacità di chi è preposto a decidere

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