La cittadella di Pesaro il progetto di Livio Proli. Ma il club ha preferito Jasmin Repesa

Luciano Amadori, presidente del Consorzio a sostegno della VL Pesaro, ha parlato del progetto, poi abortito, di Livio Proli

Luciano Amadori, presidente del Consorzio a sostegno della VL Pesaro, ha parlato con il Resto del Carlino anche del progetto, poi abortito, dell’ex presidente di Olimpia Milano Livio Proli.

«La cittadella dello sport era il progetto su cui volevamo lavorare con Proli, se fossimo scesi in A2 perché una parte del budget, con i costi ridotti di un campionato dilettantistico, poteva essere investito su questo. Ma abbiamo preso un’altra strada e adesso tutte le risorse servono per fare una squadra all’altezza dell’allenatore che abbiamo scelto. Non ci abbiamo rinunciato, però: il sogno è avere due campi da allenamento, la club-house per i tifosi con bar e ristorante e un centro medico d’élite a livello nazionale, dove possano fare test e riabilitazione non solo i nostri atleti, ma anche altri».

Di fatto, la svolta contraria è arrivata il 6 giugno: «Dopo che abbiamo deciso di rimanere in serie A in quella giornata cruciale del 6 giugno, tutti hanno fatto un passo in più, dal main sponsor Carpegna Prosciutto, a Consultinvest ed anche i consorziati. Ma la verità, per poter allestire un organico molto più esperto rispetto alle altre stagioni, è che tutto è partito dal sì di Jasmin Repesa: una volta convinto lui, anche i giocatori più importanti sono stati firmati a cifre sostenibili. Perché avevano la garanzia della sua presenza».

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