Flavio Vanetti: Datome sarà uomo baricentro. Un affare per lui e per l’Olimpia Milano

Flavio Vanetti analizza l’accordo in arrivo tra Olimpia e Datome: A Milano troverà Messina, e ci piace pensare che sarà sua emanazione come con Obradovic

Flavio Vanetti, su corriere.it, analizza l’accordo in arrivo tra Olimpia Milano e Luigi Datome. Ecco alcuni passaggi: 

Gigi Datome entro breve tempo scioglierà le riserve su quanto, in realtà, è già definito: tornerà nella serie A italiana dopo 7 anni trascorsi tra Nba e Istanbul — sponda Fenerbahçe — per legarsi all’Olimpia Milano per le prossime 3 stagioni

Milano disporrà di rotazioni così ampie e flessibili che le permetteranno di avere, a occhio e croce, almeno 3-4 assetti diversi a seconda delle circostanze. Ed è scontato che avremo un look da campionato italiano e uno, con un roster maggiormente sbilanciato sulla componente straniera, per l’Eurolega

In questo contesto, Datome sarà un uomo baricentro, ovvero lo snodo cruciale di ogni situazione (anche se verosimilmente toccheranno pure a lui turni di riposo, dal momento che gli impegni ricalcheranno una quantità di partite simile a quelle di una normale annata della Nba)

L’affare lo fa di sicuro lui: il Fener, a causa dei pesanti tagli ai quali è stata costretta la proprietà, sarà verosimilmente su un livello molto inferiore rispetto a questi anni. All’Olimpia, invece, trova un club che sta alimentando ancora di più le sue ambizioni, nella speranza di riconquistare quel titolo continentale che manca dal 1988

Sembra quasi che nella sua evoluzione tecnica e umana, Datome abbia acquisito la capacità di essere una sorta di emanazione in campo dell’allenatore. Ma solo, precisiamo, dell’allenatore del quale si fida e dal quale accetta perfino pesanti sgridati, come quel «fuck|» che Zele gli sparò in un time out diventato virale

A Milano il capitano della Nazionale (ri)troverà Ettore Messina e ci piace pensare, vista la sintonia tra i due, che si riproponga lo scenario che c’era a Istanbul con il coach serbo. Quindi ecco che l’affare lo fa anche Milano: di sicuro per una questione tecnico-atletica – a 32 anni Datome può ancora dare molto, pur avendo patito qua e là qualche infortunio – ma poi, in particolare, per quello che un giocatore del genere può offrire sul piano della chimica, della leadership, dell’esempio e dell’integrazione con chi dirige dalla panchina

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