Olimpia Milano, cronaca di una trasferta surreale a Valencia

La giornata di Olimpia Milano in attesa della gara di questa sera con Valencia: la cronaca di ore a dir poco surreali in terra spagnola

La vigilia di questa trasferta a Valencia è stata surreale. Prima è arrivata la raccomandazione della Sanità spagnola: la gara sarebbe stata giocata a porte chiuse come tutte le altre che riguardano club del Nord Italia, quindi anche Valencia-Atalanta della prossima settimana, Getafe-Inter e la trasferta della squadra femminile della Reyer Venezia e di quella maschile a Malaga nei quarti di Eurocup.

Poco dopo, la risposta di Valencia, inteso come club cestistico, a pretendere le porte aperte causa assenza di tifosi milanesi a La Fonteta, il palasport da 8.000 spettatori di Valencia. Situazione limite, perché in realtà giocandosi a porte aperte i tifosi dell’Olimpia sarebbero stati presenti, come è successo anche a Kaunas.

Durante il volo da Malpensa per Valencia, la marcia indietro del club locale. Le autorità non permettono deviazioni, la sicurezza prima di tutto. Stasera a Valencia si giocherà a porte chiuse.

Anche qui dunque la partita è finita nell’occhio del ciclone per motivi spiacevoli come quella con il Real Madrid. L’attenzione è tutta sulle porte chiuse, sulla sicurezza, il basket viene in secondo piano. All’aeroporto di Valencia erano presenti le telecamere di TVE ma nessuno era interessato alla gara. C’era da documentare l’arrivo della squadra da Milano con tutto quello che comportava.

L’Olimpia ha viaggiato con 15 giocatori al seguito, tutti per la prima volta da molto tempo. Dopo lo shootaround della mattina saranno prese le decisioni sul roster da impiegare stasera. L’Olimpia a Valencia ha tradizione favorevole: ha giocato qui due volte e ha vinto due volte. L’ultima fu nella stagione 2017/18, la gara del ritorno a Milano di Curtis Jerrells.

Fu lui a guidare una rimonta da meno 17, forzando l’overtime in cui poi firmò i canestri della vittoria. Nella settimana in cui ha lasciato Sassari, gli farà piacere ricordare quel giorno.

Sono momenti surreali, abbiamo detto: dalla partita con il Real Madrid giocata in un Mediolanum Forum colorato di rosso, ma dove sentivi i respiri, le conversazioni, le imprecazioni ad un aeroporto di Malpensa senza code, semivuoto. Così come lo era quello di Valencia ieri sera. Come sarà vuota l’arena stasera, presumibilmente tutta arancione.

Valencia è da anni nell’elite del basket spagnolo ed europeo, ma non ha mai avuto accesso diretto all’EuroLeague, ha sempre dovuto conquistarsi il pass, qualche volta vincendo l’Eurocup, una volta vincendo la Liga. Bojan Dubljevic, centro barbuto montenegrino, è la bandiera della squadra, un lungo fisico che sa tirare da fuori.

E’ il pericolo pubblico numero uno, ma non l’unico di una squadra aggressiva e molto profonda, con diversi nazionali spagnoli, come Quino Colom, Guillem Vives, Joan Sastre e l’ex grande di Spagna, Fernando San Emeterio, 36 anni. Stasera rientrerà anche Sam Van Rossom, bomber belga che a inizio carriera era stato firmato ma mai utilizzato dall’Olimpia.

La squadra si è allenata alle 11 a La Fonteta, ha pranzato alle 13 nell’hotel a due passi dal parco oceanografico di Valencia costruito sul letto del fiume Turia prosciugato negli anni ’60. La palla a due sarà alle 21 dopo un lungo pomeriggio di attesa.

fonte: olimpiamilano.com

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