LBA, bene Gandini. Ora un presidente alla Bianchini, alla Recalcati, alla Meneghin

Assemblea di Legabasket, oggi, a Bologna, con tanti club collegati in videoconferenza. Noi diciamo no ad un presidente alla Walter Veltroni

Assemblea di Legabasket, oggi, a Bologna, con tanti club collegati in videoconferenza. Il lavoro di Christos Stavropoulos, GM di Olimpia Milano, accompagnato da Stefano Sardara, e Luca Baraldi, entra nella fase calda.

Verrà indicato il nome di Umberto Gandini per il ruolo di AD. Una nomina che non potrà essere ufficiale, visto che la figura non è prevista dallo statuto, ma che sarà ufficiosa e probabilmente già operativa.

Chiaramente, il lavoro di Stavropoulos e dei due dirigenti-colleghi, sarà molto più complesso. E passerà per il progetto diritti tv e per lo stesso statuto, opera in mano al Gm di Olimpia Milano.

Tanti i temi da approfondire. La mancanza di un Title Sponsor, l’incarico di Umberto Gandini, così come il suo “onorario”, visto che a Roma il dirigente percepiva un ingaggio da capogiro superiore a quasi tutti gli USA del campionato italiano di pallacanestro.

E poi c’è il ruolo di presidente. Un nome ancora non ci sarebbe, avrebbe solo incarichi di rappresentanza, e quindi non potrebbe interferire sull’opera di Gandini, che immaginiamo sia totalmente destinata al giudizio dell’Assemblea.

Circola il nome di Walter Veltroni, e nel nostro piccolo diciamo: «Ma per favore». Serve una figura di basket, e non attinente ai salotti romani, visto che il basket ha basi importanti e radicate ben lontane dalla capitale. Da quelle parti c’è già la presidenza della Fip e tutti i suoi uffici, può bastare.

Giusto scegliere Umberto Gandini, figura manageriale che ha spesso rappresentato le lobby dei grandi club europei calcistici nel confronto con Uefa e Fifa, anche lavorando dentro le Federazioni stesse, non come mera opposizione. Oltretutto, nel suo CV, ritroviamo anche un passaggio a Finivest.

Insomma, una persona che rispecchia pienamente le potenziali soluzioni alle difficoltà del nostro basket. Poi, però, appunto, c’è il basket. Inutile scavare nella carriera di Walter Veltroni. Come inutile mettere in discussione la sua passione per la palla al cesto.

Solo che qui non serve passione, ma conoscenza. Una credibilità che vada oltre le mere divisioni di un altro mondo, quello politico. Serve insomma un uomo del gioco. Un Dino Meneghin, un Carlo Recalcati, un Pierluigi Marzorati, se non fosse al Coni Lombardia. Un Valerio Bianchini. Un Dan Peterson.

Più che loro, quel profilo. Giusto parlare di immagine, pubblicità, tv. Ma giusto, soprattutto, parlare di basket. 

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