Olympiacos vs Olimpia Milano | Il Dossier di una notte nell’Olimpo

Si avvicina il ritorno in campo in EuroLeague per Olympiacos vs Olimpia Milano: il momento dei greci, la storia di Printezis, le armi di Ettore Messina

Palla a due alle ore 20.30 domani al Pireo per Olympiacos vs Olimpia Milano, appuntamento di massimo fascino ma con importanti margini per gli uomini di Ettore Messina. E’ l’undicesimo round di EuroLeague.

Il momento dell’Olympiacos

Dopo l’autoretrocessione praticamente indotta della passata stagione, l’Olympiacos viaggia a livello di guardia nell’A2 dominata dal Charilaos imbattuto. Nel successo sul campo del Koroivos la squadra del Pireo si è imposta 77-66 senza elementi del team di EuroLeague.

In EuroLeague sono arrivate la vittoria in casa con lo Zalgiris e quella in trasferta con l’Alba Berlino, in mezzo il ko a Monaco di Baviera. Nonostante la voglia di Milan Tomic, Kestutis Kemzura ha la fiducia della società e sta dando dignità ad una stagione complicata dopo la vicenda David Blatt, anche e soprattutto un enorme fallimento sportivo.

A livello statistico Georgios Printezis è il miglior marcatore con 12.1 punti a partita. Positiva ovviamente la stagione di Nikola Milutinov, con 10.3 punti e 9.7 rimbalzi.

Assente certamente Willie Reed, cinque gare in EuroLeague, da valutare Will Cherry, guardia assente dal settimo round di EuroLeague.

Non male la stagione di Vassilis Spanoulis, 9.6 punti di media con 3.8 assist.

Georgios Printezis, un uomo sensibile

24 aprile 1997. Un ragazzino di 12 anni si prepara a Olympiacos-Barcellona, finalissima di EuroLeague. In campo, Dusan Ivkovic manda giocatori come Giorgos Sigalas, Milan Tomic, Dragan Tarlac e David Rivers. Al collo di quel ragazzino la sciarpa biancorossa, per una notte che sarà indimenticabile.

Più di vent’anni dopo, quel ragazzino si alza dal letto e beve, immancabile, un litro d’acqua. Poi gli allenamenti o la partita, con la stigmate della leggenda: tre titoli greci, due EuroLeague, due Coppe di Grecia, un EuroLeague First Team, il maggior numero di presenze nelle coppe europee per il suo club, così come i punti segnati in campionato. E i colori, sono sempre quelli, biancorossi.
Questa è la storia di Giorgios Printezis, l’uomo della Petaktari, ma per questo termine ci fermiamo qui. Perchè Giorgios è molto di più: è lacrime, dolore e sudore. Insomma, conquista. Perchè nulla, per questo ragazzone di Atene, è stato scontato.

Come detto, l’Olympiacos è il suo cuore, il basket la sua passione. Ma di innato c’è ben poco, se non il fisico e un atletismo che sorprende. A 16 anni l’Olympiacos lo nota inserendolo nel team giovanile, dove è semplicemente uno dei tanti. E’ il 2002 e gli spazi sono quelli che sono in un club che investe, portando a casa solo una Coppa di Grecia. Nell’estate 2006 la prima, vera occasione: Georgios Bartzokas è un giovane coach dell’Olympia Larissa, e lo chiama a sé sette anni prima di quell’EuroLeague vinta ai danni del Real Madrid. Giorgios gioca e cresce, l’Oly lo richiama alla base, i titoli non arrivano e la stagione 2008-2009 è nefasta. La Grecia è questa: eterno binomio Panathinaikos-Olympiacos, con una vincente assodata e un perdente che non riesce a scollarsi di dosso l’etichetta. No, i «reds» non girano pur rappresentando un’eccellenza europea, e quel ragazzone proprio non piace: pare molle, con fondamentali tutti da rivedere. Giorgios, che di quei colori ne ha fatto una ragione di vita, soffre, piange, cade vittima della contestazione. E abbandona la nave.

Lo chiama l’Unicaja Malaga. Nel 2007 l’Nba lo ha scelto per mano dei San Antonio Spurs, con trade a favore dei Toronto Raptors, e l’Acb, in fin dei conti, è la seconda lega nazionale più competitiva del mondo.

Sì, la Spagna può essere la giusta scelta, il contratto è superiore al milione di euro e i numeri sono anche in crescita, 11.7 punti per 4.3 rimbalzi in EuroLeague. La nazionale lo nota, lui però non si ambienta mai davvero, e di fatto la sua avventura in Spagna si chiude il 20 febbraio 2011, con una brutta caduta nella gara con il Cajasol che gli causa una fastidiosa commozione cerebrale. In marzo arriva il sorprendente divorzio, in aprile l’Olympiacos capisce che è il momento di tornare indietro. La squadra è stata eliminata dai playoff di EuroLeague dalla Mens Sana di Simone Pianigiani, il club non vuole essere ancora spettatore dei successi dei rivali del Panathinaikos in patria e convince Dusan Ivkovic (che non era molto dell’idea…) a richiamare Giorgios. Così è, eppure il romanzo deve ancora davvero essere scritto. Il Panathinaikos si prende il titolo in gara-4 delle finali, Printezis gioca una brutta serie mancando anche un facile appoggio sul +2 «green». Può essere la fine, sarà un nuovo, grande inizio.

Perchè come detto, per Giorgios, niente è stato scontato. Tutto deve essere conquistato. L’estate 2011 è quella del lavoro più pesante, di crescita sui fondamentali, di affinamento per quel gesto di rilascio che verrà poi soprannominato Petaktari. Il resto è storia nota, con la carriera che svolterà in quella finale con il Cska di pochi mesi dopo.

E’ consacrazione per uomo sensibile, minato dal dolore per la morte del padre, e allergico ai cambiamenti, soprattutto se si parla di sentimenti. Per l’Olympiacos, dopo le due EuroLeague, ha detto no a offerte superiori ai due milioni di euro, firmando per 900.000. E poche settimane fa, al momento dell’ultimo triennale di una carriera, non ha nascosto le lacrime: «Sì, nella mia vita mi sono conquistato tutto. Sono stato il dodicesimo uomo, poi il decimo, poi il quinto, infine il secondo». Sì, perché a questa leggenda, che prima di dormire recita sempre una preghiera, non chiedetegli di più: «Il numero uno, quando parli di Olympiacos, è sempre Vassilis Spanoulis. Senza discussioni».

Olympiacos vs Olimpia Milano | Le armi di Ettore Messina

Lo dicono i numeri, e non solo. L’Olympiacos può fare la differenza nel reparto lunghi, con Georgios Printezis, Augustine Rubit (due ali con valenza anche perimetrale) e Nikola Milutinov, oltre che nel ruolo di “3” con Kostas Papanikolaou.

Ettore Messina, senza Arturas Gudaitis, non potrà proporre l’arma del doppio-centro, come in passato. La scelta è dunque di opportunità: chiudere il pitturato o pressare sugli esterni?

Certamente, difesa e transizione faranno la differenza. L’Olimpia Milano al Pireo può anche permettersi di forzare in attacco, rischiando qualche palla persa in più, rispetto ad altre gare: la libertà degli esterni di Messina, nettamente superiori a quelli avversari, potrà fare la differenza.

Occhio alla difesa sul P&R, arma ospite, storica sofferenza nella gestione di Ettore Messina. Brandon Paul è giocatore dinamico e atletico, ma Vassilis Spanoulis e Taylor Rochestie, distanti dagli anni migliori della loro carriera, possono fare danni, nelle letture del passaggio come in proprio.

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orlandoilrosso
orlandoilrosso
10 mesi fa

Bella analisi,, puntuale e precisa. ,Riguardo al post precedente, scusate se ci ritorno, ragazzi avete tutti frainteso, non avete notato che Jerrels ha fatto l’occhiolino a Tarzan prima dell’azione dando la possibilità a Tarcisio di incrementare sue statistiche con un poster al canto di Bisogna saper perdere e a noi tutti la possibilità di fare polemica, che oggi usa tanto. La partita di domani invece è cosa seria. Ad maiora ragazzi

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