Dopo l’ufficialità dell’annuncio del ritiro della maglia numero 11 il prossimo 19 novembre, Dino Meneghin ha parlato di Olimpia Milano a Tuttosport.
Su Ettore Messina e la sfida Milano
Ci proverà come tutti quelli che si sono succeduti su quella panchina prima di lui e che erano i migliori, è un compito difficile, perché le squadre avversarie sono delle corazzate, ma Ettore ha dalla sua le capacità, il carisma e la personalità per dare a tutti i suoi giocatori la giusta dimensione sia italiana, sia Europea
Sull’EuroLeague moderna
Io sono più legato al sistema di una volta, quando per giocare la Coppa dei Campioni dovevi vincere la coppa oppure il tuo campionato nazionale. Non mi piace il numero chiuso e il sistema della licenza pluriennale ma credo che ormai si vada verso questa direzione. Sarò un sentimentale
Sul ritiro della maglia
Non me l’aspettavo, è un onore e un privilegio. Di poter celebrare la cerimonia contro il Maccabi è stata una mia richiesta, c’è un feeling particolare con loro

Per me, che ormai ho quasi tutti i capelli bianchi, Dino e’ un mito. Direi che e’ il sinonimo di basket. Ho sempre apprezzato questo sport ma mi sono innamorato proprio della Milano di Dino, Mike, Premier e McAdoo, con Peterson e Casalini. Classe, tecnica, carisma, ma anche fatica e sudore. Ricordo vittorie memorabili (ero a Losanna alla finale con il Maccabi, aggregato alla squadra juoniores dell’Olimpia, che contava su ragazzini come Alberti e Portaluppi) e sconfitte incredibili (la disfatta contro l’Aris) o le battaglie con la Pesaro di Gracis e Magnifico. Ma Milano rialzava sempre la testa. E lui era il faro, la guida.
Ha vinto tantissimo e ha dato lustro a tutto il nostro movimento. Insomma, per dirla “alla Dan Peterson”: per me, numero uno. Tanto che, anche in Israele, era rispettato (e temuto)!