La stagione di Milano è finita. Finita. Punto. 0-3 con Sassari, 3-5 complessivo in questi playoff. Non c’è altro da dire. Anzi sì, e molto.

Sia chiaro, realolimpiamilano.com è un sito equilibrato, che parla con cognizione di causa, che non ha preconcetti ne ritiene di essere stato presente nella sacra stanza in cui venne inventato il basket. Non abbiamo nessun complesso di superiorità, ne di inferiorità.

Noi parliamo di quel che vediamo. Noi parliamo di una squadra che non ha centrato i playoff di EuroLeague, le semifinali di Coppa Italia e le finali scudetto. Noi parliamo di chi aveva un roster di 13 giocatori veri, ma che ha lasciato Amedeo Della Valle a 0’ in tutte le semifinali e che potrebbe non prender neanche parte alla prossima Supercoppa Italia.

Noi parliamo di questo, e sia chiaro, noi parliamo di un mondo che dobbiamo solo ed esclusivamente a Livio Proli. Non ce ne frega nulla se riderete, se ci darete dei lecca piedi, se amate sparare invece che raccogliere. Chi da anni si erge a «maestro del verbo» ha lasciato il futuro di questo club in una manifestazione di dissenso a Palazzo Marino.

Invece ora Olimpia Milano è una realtà traino del basket italiano, è una licenza infinita di EuroLeague, è una struttura di allenamento e preparazione ai massimi standard europei. E tutto questo lo si deve a Giorgio Armani. E a Livio Proli. Per tutto il resto c’è la C Silver. Con tutto il rispetto.

Ovviamente, non c’è solo questo. La lezione della Dinamo Sassari non può passare sotto traccia. La lezione della Dinamo Sassari è figlia di una stagione allucinante, in cui il capitale societario è stato gettato al vento. 

Noi non siamo qui a chiedere la testa di Simone Pianigiani. Non viviamo lo spogliatoio 24 ore su 24, non possiamo esprimere giudizi assoluti, nè abbiamo l’ambizione di farlo. Ma lo ripetiamo: noi parliamo di una squadra che non ha centrato i playoff di EuroLeague, le semifinali di Coppa Italia e le finali scudetto. 

L’Olimpia Milano non è proprietà dei suoi tifosi, non deve esserlo mai e poi mai, ma è un diritto d’amore dei suoi tifosi. I tifosi vanno ascoltati, percepiti, perchè l’Olimpia è risorta, ma non è condivisione. Non lo è stata in campo, non lo è stata fuori. Siena, oltre alle sue magagne, era condivisone. Condivisione di un popolo. 

E’ arrivato il momento di essere un popolo. L’Olimpia Milano sia di Giorgio Armani, ma anche di tutti. 

Annunci

12 Comments »

  1. “La licenza infinita di EL”, per come stanno le cose, personalmente la vedo piu come una vergogna che come un merito.

  2. Complimenti a Maggi per l’ottimo lavoro, ma mi aspettavo un po’ di autocritica per avere difeso uno pseudo allenatore del genere per almeno un anno e mezzo.
    Quanto a Proli, nessun merito. Un dirigente incompetente ed arrogante che ha dilapidato un patrimonio.

  3. Non fa una piega: la Livioprolense la dobbiamo a Livio Proli. Mi sfugge però come si possa ancora tentare di spacciarla per l’Olimpia Milano…

  4. Trovo commenti del post partita di Proli allucinanati. Spero che la sparata Pianigiani confermatissimo sia l’uscita di un disperato

  5. Intanto facciamo i complimenti a Sassari: mi diverte questo basket.
    Quanto al resto, l’eliminazione di ieri sera certifica quanto gia’ visto durante tutta la stagione. Proli o no, proseguire con questo coach e questo staff non appare producente e si rischia di buttare ancora parecchi soldini.
    Difficile dire se si debba ricostruire oppure no, anche perche’ con alcuni giocatori abbiamo contratti pluriennali da onorare (oltre a quello del coach).
    E poi bisogna comunque trovare un condottiero in gamba (vincente, con costi importanti, oppure “giovane” da lanciare, scelta comunque difficile per chi vuole vincere subito).

  6. Secondo me per Proli ci sono molti più demeriti che meriti. Pesano molto le scelte fatte. Le scelte tecniche sono state tutte deleterie. Completamente. Le scelte di marketing sono state spesso fatte su indicazione dell’eurolega. A lui nessun merito e nessun saluto. Meno male che si leva di torno.

  7. Vi ricordate l’Olimpia prima dell’era Armani. Con Proli : otto trofei, una società sana e con conti a posto, un pubblico ritrovato, ma anche risultati sportivi inferiori alle attese.
    Per questo motivo penso importante ringraziarlo, anche se tutti speravamo meglio. Non mi iscrivo al gruppo di chi butta sempre m… e nella sua vita non ha mai gestino neanche il bar dell’oratorio. Troppo facile parlare, parlare e parlare.
    Speriamo che la società cresca sugli errori (perché e’ cosi che si fa di solito) tenga i giocatori più importanti che credono nel progetto e tutti a tifare Olimpia senza pregiudizi.

Rispondi