James 5 – 32 punti con -20 di plus/minus in 32’ di gioco. Gioca per sé stesso, non per la squadra, e diventa tossico anche con una prestazione per lunghi tratti a dir poco fantascientifica. La foto della sua gara, e della gestione di Pianigiani, sta tutta a 2.13 dalla fine del quarto quarto. Stoppata su James Nunnally, tiro dall’angolo di Spissu, due rimbalzi offensivi di Thomas. Lui è a centrocampo.

Micov 6.5 – Segna i primi 7 punti di squadra, chiude a 21 portando a lungo «a spasso» i vari Carter e McGee. Nel finale non ne ha più.

Fontecchio sv – 6’ con -10 di plus/minus. Meglio staccare la spina invece che rianimarlo per essere quello che non è, Bruno Cerella.

Tarczewski 6 – Vittima di un primo quarto di direzione arbitrale a dir poco «fantasiosa», prova a fare il suo con 5 punti e 8 rimbalzi. Incomprensibilmente, non può commettere quel che subisce. 

Nedovic 5 – Non può condividere, oggi, minuti in campo con James. Lo ribadiamo. 9 punti in 21’ con -9 di plus/minus.

Kuzminskas 5 – Fa impazzire Pianigiani quando si prende una stoppata di Cooley con tre compagni liberi lungo l’arco. Ricompare in campo nel supplementare con Burns e Tarczewski fuori per falli.

Cinciarini 6 – Rumba? Equilibrio? Non per Pianigiani. 7’ nel primo quarto, 5’ nel terzo. La sua gara finisce qui mentre la squadra naufraga a più riprese senza una guida.

Nunnally 6 – Primo tempo duro da accettare con «schiaffi» costanti da Stefano Gentile e una simulazione su un contatto nel secondo quarto che avrebbe meritato l’antisportivo. Si riprende nella ripresa con orgoglio e talento, venendo meno come tutti nel finale: 17 punti e 3 rimbalzi.

Burns 6 – Combattente ancora senza costrutto, anche lui troppo penalizzato dai falli: 3 punti e 1 rimbalzo in 19’.

Brooks 6 – Avvio osceno, poi nella ripresa getta il cuore oltre l’ostacolo e ritrova voglia di combattere: 8 punti e 8 rimbalzi, ma nessuna tripla tentata.

Coach Pianigiani 4 – Un 50esimo compleanno a dir poco amaro. Milano nel finale l’ha persa con l’attacco? O forse Milano è rimasta a galla solo per l’attacco, e per le 8 triple fantascientifiche, e fuori da ogni schema, di Mike James? Cavalca l’«hero mode» del numero 2 dimenticando la lucidità di Cinciarini, ma soprattutto è sarto di undici vestiti in cui nessuno pare davvero trovarsi a suo agio.

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12 Comments »

  1. . Ieri siamo rimasti in partita solo per le rei ple di James (fini a se stesse) poi e’ andato fuori giri e ci hanno massacrato. Mai visto un 14-0 di parziali in un supplementare. James non deve essere confermato. Mentre lui sta a metacampo l’anno scorso Goudelock recuperava e stoppava Sutton.
    Cianciarini panchinato nel quarto q quando si diventa gestire un importante vantaggio è l’antibasket. Ora a Sassari deve rientrare Jerrels (io lascerei fuori alternandoli James e Nedovic).
    Fischi del forum troppi pochi
    Ps
    Commentare Piangina non ha più senso.

  2. E’ stata una partita emozionante che abbiamo buttato via.
    Di solito con quelle percentuali da tre si vince ma se non si difende diventa dura a questi livelli.
    20 rimbalzi di differenza hanno permesso a Sassari di rimanere attaccata e quando è finita la benzina (perché gli errori degli ultimi due minuti sono dovuti al fatto che erano stremati) ci hanno massacrato.
    Milano è questa, grande talento offensivo, un po’ di narcisismo e ci si dimentica di rientrare. Io amo James e le sue giocate ma vederlo a meta campo mentre gli altri corrono mi fa impazzire. Questo produce un problema tattico ma soprattutto un problema psicologico e di tenuta della squadra. Forse non è un leader o non ancora.
    Sono d’accordo con Pianegiani che 13 minuti di Tarcisio sono pochi ma Omic l’ha preso lui.
    Io non so il motivo ma gli italiani, a parte Cinciarini e Brooks sono imbarazzanti

  3. Entriamo nell’ultimo quarto con un +10 e finiamo il supplementare con un -11 (subendo 112 punti in casa): parziale di 21 punti in 15 minuti. Una prestazione indegna per la storia dell’Olimpia. Vergognosa la gestione della squadra. Sia ben chiaro, i giocatori ci mettono del loro, ma se a Nedovic non si potrà chiedere di salvare il mondo, magari a James, conoscendolo, si può chiedere di gestire meglio i tiri… lanciare un airball da 9 metri quando sei a +3 e devi semplicemente segnare 2 punti mi sembra davvero l’emblema di una squadra senza guida tecnica (sembra più un gruppetto di giocatori al playground), ancor più del mancato fallo sull’azione che ha portato al pareggio.
    Ma rimane pur sempre il problema che se non hai giochi, in attacco, sulla rimessa, contro la zona o la difesa schierata (perché è questo che si vede da fuori), allora vuol dire che il responsabile di ciò non è capace di allenare.

    Dare al senese “4” mi sembra fin troppo esagerato. La conduzione tecnica è stata da 4 (scarso), la conferenza stampa da 0. Essendoci l’aggravante di una stagione fallimentare forse “1” era un voto più corretto.

    Ora, auguriamoci di terminare questa stagione velocemente, senza ulteriori scempi come quello di ieri, augurando a Sassari di poter continuare in questo momento magico: E’ davvero la cosa migliore per l’Olimpia: una vittoria potrebbe anche portare alla scellerata idea di tenere quel coso in panchina sentendolo accampare scuse causa infortuni e arbitri. Una sconfitta porterà all’inevitabile risoluzione del contratto di quel mezzo uomo e l’ennesima rifondazione… si scelga il coach, un direttore sportivo all’altezza e si ricostruisca la squadra.

    James rimarrà sempre un enigma, giocatore a tratti fenomenale, ma deve essere inquadrato in un contesto e in un sistema di gioco che non sia il “go-to-guy” di quest’anno… altrimenti ci verrà sempre l’ulcera. Se il nuovo coach lo riterrà funzionale alla sua idea di gioco bene, altrimenti buona fortuna altrove.

    Nedovic è da rivalutare, troppi infortuni e troppa discontinuità, ma lo vedo più funzionale alla squadra.

    Non escluderei anche di tenere Della Valle e Burns che con un nuovo coach magari possono ritrovare passione e gioco.

    A proposito di nuovo coach, mi sembra che a breve possa essere disponibile un certo David Blatt…

  4. Il tifoso medio, e di media competenza, cioe’ io, potrebbe anche cominciare a pensare che la stessa identica squadra, proprio tutta, Omic incluso, possa giocare molto meglio con uno staff tecnico diverso. Non e’ certo un vero sciopero ma si fanno quasi tutti quasi sempre i kazzi loro in campo, e non puo’ essere un caso.
    Siamo decisamente oltre al basket (o ben prima del), qui manca un minimo di competenza di (parolone) people management.

  5. Onore a Sassari, squadra solida anche mentalmente e ben allenata.
    Su Milano diciamo le stesse cose da dicembre: attacco che dipende solo dal tiro da tre, difesa cosi’ cosi’, poco senso di squadra. In piu’, dopo ieri sera, aggiungerei anche un po’ di “pollaggine”. Possibile che sul piu’ tre con una manciata di secondi alla fine a nessuno (coach compreso) sia venuto in mente di fare un fallo ed evitare una tripla?
    James e’ uno di quei giocatori che ti esaltano e l’ho difeso sino a ieri. Vederlo a centrocampo mentre gli altri lottano in difesa e’ segnale inequivocabile: non puo’ restare.
    Sara’ il suo carattere ma credo che nessuno (intendo lo staff) abbia cercato di inculcargli il verbo del sacrificio. Cio’ e’ confermato dalle parole di Pianigiani nel dopo gara.
    Lasciare in panca il Cincia, unico uomo d’ordine, nell’ultimo quarto e’ errore troppo marchiano, quasi da principianti.
    Ci ritroviamo ancora a fine stagione con un pugno di mosche, frutto di una gestione globale certamente deleteria.
    Difficile ripartire ma per farlo bisogna certamente cambiare il timoniere. Non so quanto tempo il sig. ARMANI continuera’ ad investire per cui buttare una stagione come questa e’ un vero sacrilegio.
    Non ci do per spacciati solo perche’ i numeri ci danno uno zero virgola di possibilita’ di recuperare ma guardo soprattutto al fututo.

  6. Sento tanti criticare James perché era fermo a centrocampo mentre la squadra difendeva. Ma è possibile che semplicemente era fermo perché non aveva più la forza? Basta vedere gli ultimi tiri dall’arco corti di 1 metro. Non dimentico che rientrava da un infortunio.

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