Quella di Mosca è una sconfitta netta e inaccettabile. Ma squadra e coach non cercano più alibi

Una Milano così, nella corsa playoff, non ha speranze. Ed è questione di approccio, non di talento. Ecco perchè bisogna avere fiducia

L’Olimpia Milano chiude a cinque vittorie la sua striscia più lunga in questa New Era. Con il Cska arriva un ko netto, ben oltre il risultato finale, e che significa sesto posto in abbinata con Baskonia e Olympiacos. Di fatto, un successo di vantaggio che, al momento, significa ancora playoff. Ma torniamo sul 101-95 della Megasport Arena.

Una sconfitta netta

E’ vero, dal -19 l’Olimpia Milano rientra sino al -7 in 4’, e in quel di Mosca segna comunque 95 punti in 40’. Ma la rimonta è “fuorviante” dei 40’ effettivi, “velleitaria” perché muore prima di diventare davvero pericolosa, e figlia anche della maldestra gestione finale dei padroni di casa. Contano i numeri, che parlano di 22’ per Nando De Colo, 18’ per il Chacho Rodriguez, dieci uomini oltre i 10’ in campo, con 10’ per Alec Peters e 11’ per Joel Bolomboy, colui che produce 9 punti nel secondo quarto creando il primo divario. Una gestione larga degli uomini per chi sa di avere in pugno il match, e che, ritrovatosi a +7, segna 10 punti in poco più di 3’. Controllo.

I numeri

Inutile ribadirlo, ma è la storia del match. 41-24 il finale a rimbalzo, 20-14 sotto il canestro milanese. Sono numeri difficilmente ripetibili, e che vanno oltre la presenza o meno di Arturas Gudaitis. I rimbalzi sono questione di centimetri e peso certo, ma quando Jeff Brooks ne recupera 1 in totale in 29’ (?!) il discorso si amplifica. Perchè i rimbalzi sono anche questione di aggressività, lettura delle situazioni, attenzione agli avversari. Taglia-fuori insomma. Non fatti.

La sostanza del discorso

Quella di Mosca è una sconfitta che pesa, perchè l’Olimpia Milano ha sbagliato approccio. Lo ha detto, con sommo fastidio, James Nunnally, Lo ha ribadito Simone Pianigiani nel dopogara. La parola era una, “soft”. Ed è un giudizio inaccettabile contro la capolista, nel mese di marzo, al primo atto delle ultime sei, cruciali, gare. Una Milano così, nella corsa playoff, non ha speranze. Ed è questione di approccio, non di talento. Ecco perchè bisogna avere fiducia. Squadra e coach sono cosci dell’errore, e della dimensione dell’errore. Ed è il modo migliore per non ripeterlo.

Alessandro Luigi Maggi

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7 Commenti
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Anonymous
Anonymous
1 anno fa

La cosa positiva e’ che non abbiamo sbragato. Altra cosa positiva e’ che James difficilmente sbaglia due gare di seguito. Dunque giovedi’ ritornera’ ai suoi livelli.
Spero davvero anche io che gli errori di approccio di ieri siano stati capiti e metabolizzati. Massima fiducia, dunque.

palmasco
1 anno fa

Continuo a non capire perché perdere a Mosca col CSKA sia “inaccettabile”. Anche se lo dice Pianigiani, continuo a non capirlo e a non condividerlo. Non lo condivido per niente, lo rifiuto proprio. Inaccettabile perdere a Mosca col CSKA? Mah. È vero che abbiamo perso a rimbalzo, e forse questo è inaccettabile, ma bisogna anche vedere con lucidità perché è potuto succedere. È stato un problema in generale, per noi, in tutta la stagione, ieri sera è stato devastante. Dire che abbiamo giocato “soft” ci sta come commento a caldo, appena finita la partita, ma non spiega nulla e francamente… Leggi il resto »

Alessandro Maggi
1 anno fa
Reply to  palmasco

Opinioni. Per quanto mi riguarda il dato a rimbalzo è sconcertante, indice di mollezza, di rifiuto del contatto, inaccettabile, come chiunque scelga di non combattere. Totalmente. Il dato da 3 è importante, certo, così come il fatto che perdere con il Cska a Mosca non sia grave. Anzi. Ma se non c’è approccio, non c’è nulla, e a Mosca questa Olimpia è stata il nulla.

Anonymous
Anonymous
1 anno fa

Differenze di vedute… Certo credo anche io che perdere con il cska a Mosca possa, in generale, essere accettabile. Ma qualcuno (coach compreso) ha colto problematiche di approccio e mentalita’ che saranno certamente spunto di confronto (e spero crescita).
Purtroppo vincere con Olympiakos e Pana potrebbe non bastare per i play off. Ma, ripeto quanto gia’ scritto altre volte: se i play off non ci riguarderanno dovremo guardare alle partite casalinghe perse con i tedeschi ed i canarini spagnoli. Quelle due vittorie mancate potrebbero fare tutta la differenza del mondo.

Anonymous
Anonymous
1 anno fa

Dimentico spesso di firmarmi. U.Fo

U.Fo
U.Fo
1 anno fa

Mano al calendario, direi che delle sei (Milano, Olympiakos, Bayern, Maccabi, Vitoria e Pana) in lotta per gli ultimi tre posti utili per i play off quelle con meno probabilita’ -sulla carta- sono le ultime due. Maccabi e Olympiakos le due messe meglio.

leopard
leopard
1 anno fa

l’anno scorso lì a mosca ne abbiamo presi una trentina, e quella si è stata una disfatta. il cska è più lungo e compatto dell’olimpia, ma in quanto a talento la differenza è minima. se poi ci mettiamo la serata pessima di mike, vlado, jeff e kaleb (a metà un nunnally dai due volti tra prima e seconda metà del match) beh, poteva andare molto meglio. purtroppo ci manca un vero 4, cosa che kuz non è, perlomeno contro l’armata rossa. continuo a vedere il lituano a corrente alternata e l’altra sera, finito mollemente a terra un paio di volte… Leggi il resto »

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