I Top e i Flop di RealOlimpiaMilano: l’analisi del successo sul Maccabi Tel Aviv

Olimpia Milano che ottiene il primo successo all’edizione 2018 dello Zadar Tournament in uno scenario a dir poco desolante. Ma il basket, di questi tempi, conta più della (scarna) cornice, e dunque si arriva al senso di una vittoria che passa sì per una gara senza valore, ma con valori in campo considerevoli.

Maccabi Tel Aviv privo di Jeremy Pargo e soprattutto del centro Tarik Black, eppure presente a rimbalzo (41-40 per Milano alla fine) e velenoso sotto il canestro milanese (10 offensivi). L’Olimpia prende il comando delle operazioni dalla palla a due, lascia il «manico» per brevi tratti, e infine vince controllando decisamente gli ultimi 5’ di gioco (10-2 il parziale in 4.46’). Decisive tre difese di Gudaitis, una penetrazione con canestro rovesciato di James, e la glacialità dalla lunetta di Nemanja Nedovic.

Ma andiamo con i top e i flop di serata.

TOP

– Jeff Brooks. 7 punti e 8 rimbalzi in 27’. Rivedibile al tiro (3/9) ma non certo per l’opportunità delle conclusioni stesse. In difesa è il secondo intimidatore che mancava, braccia lunghe in grado di sporcare ogni possesso. Monumentale il plus/minus: +24!!!

– Arturas Gudaitis. 12 punti e 7 rimbalzi in 22’. Gara discreta, con la solita presenza offensiva, sino al clamoroso finale: in tre possessi firma una stoppata, una rubata e un canestro con fallo. Determinante.

– Nemanja Nedovic. 13 punti con 3/5 da 3 in 22’. Ritrova i compagni solo in mattinata dopo una lunga assenza, e la compresenza con James è tutta da costruire. Ma il play USA (20 punti con 8/24 al tiro, comunque) concede, il serbo attacca gradualmente la gara, e alla fine è decisivo con due triple nel quarto quarto e grande presenza difensiva.

FLOP

 

– Mindaugas Kuzminskas. 6 punti in 15’. Ottimo avvio, poi l’esperienza nazionale si fa sentire soprattutto su di lui, che diventa spettatore in campo come in panchina. Sostanzialmente «leggerino» nel contatto, è passivo nella tripla di Cohen che rischia di mandare in fuga il Maccabi a 5’ dalla fine. -16 di plus/minus;

– Amedeo Della Valle. 5 punti in 16’. Dopo le belle «follie» azzurre, una serata di grigia «circostanza» in quel di Zara. Il pallone è un miraggio, la conclusione forzata, l’impatto risibile nonostante il primo canestro assoluto della gara.

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5 pensieri su “I Top e i Flop di RealOlimpiaMilano: l’analisi del successo sul Maccabi Tel Aviv

  1. Gara amichevole, stagione all’inizio. Mancano meccanismi in attacco e migliore intesa in difesa. Ma…
    Il p&r con James in campo (specie con Tarcewsky) sembra un’arma importante (ma il lungo deve essere piu’ “cattivo” e concinto). Vista la batteria di ottimi tiratori (e mancava Jerrels e, soprattutto, Bertans) direi che il tiro da tre sara’ il nostro faro. Bisognera’ lavorare molto, dunque, sui ribaltamenti, sul penetra e scarica e, magari, anche su qualche blocco e uscita a ricciolo.
    Brooks garantisce fisicita’ dentro ed e’ capace di fare molte cose importanti anche se poco visibili. I due lunghi li ho visti vogliosi di fare ed anche piu’ intraprendenti. Insomma: come inizio non c’e’ male. Quando si inserira’ di piu ‘ anche Nedovic sara’ interessante.
    Della Valle paga certamente il “salto di livello”, cosi’ come Burns. Giocare in nazionale non e’ come in eurolega, soprattutto se consideriamo le squadre viste in campo con la questione “finestre”. Torneranno certamente utili in lba, cosi’ come Fontecchio. Del resto anche il Cincia fa fatica, in Europa.
    Saremo pronti per la supercoppa? Me lo auguro, anche perche’ penso che pure le altre squadre non saranno ancora al top atleticamente e come gioco.

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  2. Uno dei punti centrali di progresso possibile quest’anno, è stato detto, sarebbero i finali di partita.
    Troppi ne abbiamo fatti e persi l’anno scorso, anche con squadre importanti, che se fossero andati diversamente avrebbero cambiato la stagione.
    È vero che ieri sera Maccabi non ha giocato l’ultimissimo possesso, di fatto arrendendosi, visto che tutto sommato era un’amichevole, ma Milano ha tenuto alla grande gli ultimi 3 minuti.
    Dimostrando di avere il talento, ma soprattutto il carattere, per affrontare con energia e determinazione certi finali di partita – e speriamo con successo.
    Tra l’altro è vero che Maccabi ha mollato l’ultimissimo possesso, ma fino a quel momento, 9 secondi dalla fine, nel 4 quarto ha fatto di tutto per vincere, giocando da EL.

    È anche vero che per controllare il finale, Pianigiani ha dovuto necessariamente mettere in campo il nostro quintetto migliore, ma ragazzi, che quintetto è il nostro miglior quintetto?! Tanta roba, è sembrato a me.

    Viene subito fuori che Cinciarini non avrà un’annata d’oro come quella scorsa. A me dispiace e lo capisco: se giochi scampoli di partita, è difficile avere quella sicurezza che gli ha permesso la stagione che ha avuto l’anno scorso.
    Del resto se sei Pianigiani, come fai a tenere fuori James, se non per lo stretto necessario?

    Nel primo tempo ho visto soltanto la ruggine di Nedovic, ed ero molto perplesso. Un’altra figurina?
    Poi vabbeh, ha cominciato a giocare e me lo sono goduto come succede guardando i campioni veri.
    Con la perla di quel tiro da 3, catch and shoot, mano in faccia, da 8 metri, in un momento per noi delicatissimo, che resterà già negli highlights di quest’annata.
    Perché a parte la realizzazione complicatissima, quel tiro lì, in quel momento, è già difficilissimo solo da immaginare.
    Io stesso, spettatore, ho fatto fatica a capire cosa fosse successo, dopo averlo visto eseguire. Spettacolo!

    Con un Brooks di questo livello, mi sento sereno a pensare che in panchina ho Kuzminskas, che può cambiare Micov quando si sente stanco, da 3.
    Contenti tutti.
    E penso che Burns abbia la grinta per reggere minuti da 4. Ha bisogno solo di un po’ di tempo, ma si vede che arriva.

    Della Valle ci ha provato, con coraggio e insistenza, con l’orgoglio di chi ha contato nella squadra precedente.
    Purtroppo non c’è riuscito, perché il livello qui è un altro.
    Capisco anche gli errori che ha fatto a causa della voglia di forzare. Speriamo che capisca che la strada per lui è quella della pazienza e umiltà..
    Se no lo vedremo inevitabilmente sfiorire, penso.

    Di certo c’è in giro un’aria nuova, molto bella.
    Di voglia di gioco dinamico, e capacità di eseguirlo.
    E poi vabbeh, c’è in più Gudaitis 🙂

    (palmasco)

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  3. Concordo. La chiave per non perdere per strada i vari Cinciarini, Della Valle e Burns sara’ dargli spazio e continuita’ in lba. Kuz non mi convince, come non mi aveva convinto lo scorso anno, play off compresi. Ma se e’ il cambio del prof. Micov va bene.
    Le premesse sono buone, anche per il gioco in transizione. Ieri ho visto due o tre passaggi di James e Nedovic davvero spettacolari.
    Buon divertimento!

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    1. Sono rimasto impressionato una volta di più da Goudaitis. La sequenza finale stoppata, rubata, schiacciata è stata impressionante per varietà e intensità, soprattutto perché si trattava di una amichevole…
      Arturo, se prosegue la crescita, ha davanti una carriera importante. Godiamocelo finché si può.

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