Dopo la cacciata della Leonessa tre sensazioni: Mancanze, Difesa e Dada Pascolo

Olimpia Milano che batte la Leonessa Brescia, risale da uno 0-12, risponde ad un -6 con 3.40 da giocare e vince con un 11-0, tiene vive le speranze di primato alla fine del girone d’andata (detenuto nelle ultime tre stagioni) anche se la squadra di Diana avrà il solo grande ostacolo della trasferta di Torino del 7 gennaio.

Ma… ci sono sempre dei ma.

Mancanze. Perché parlare di «solite» amnesie non ha più senso dopo tre mesi (che non sono sei, sia chiaro), visto che il male non è episodico. La squadra di Simone Pianigiani, toccato il +15 e ribadito il +10 con un 2/2 dalla lunetta di Theodore, segna 4 punti in quasi 9’ di gioco tra terzo e quarto quarto. Ovvero una tripla di Cinciarini e un libero di Gudaitis. Non è tanto la zona di Brescia, di per sé, a garantire il cambio di passo, quanto la pressione e il raddoppio sul portatore di palla. Se Milano non riesce ad arrivare all’arco (meta che peraltro insegue quasi sempre camminando) l’azione non prende il via, i giocatori restano fermi, la palla persa è dietro l’angolo. Questo è il problema più evidente di Milano, dunque non si parli di mancanza di lucidità nei finali: l’Olimpia non sbaglia le letture, semplicemente non ne ha (ancora) quando le difese si alzano d’intensità, ovvero quando la palla pesa di più. Nei finali, appunto;

Difesa. Che deve essere letta sui 40’, non negli ultimi 4’. Brescia, infatti, non sbaglia le letture nel finale, visto che semplicemente non riesce mai a trovare ritmo per tutta la gara. I 27 punti del terzo quarto sono una linea di discontinuità, figlia soprattutto del rapido bonus raggiunto dai biancorossi a 6.13. Per il resto, p&r con Hunt a parte, i giocatori di Pianigiani annullano Luca Vitali (3-2 il confronto assist-palle perse) e raccoglie nel finale quanto seminato per il resto della gara;

Davide Pascolo. Nella sua prima stagione milanese Dada iniziò a giocare con continuità in LBA nel mese di dicembre, conquistandosi medesimo spazio in EuroLeague solo a febbraio. Evidentemente, il destino biancorosso dell’ex Trento è partire di rincorsa, ma nei 19’ contro Brescia mette in mostra tutto quello che M’Baye e Jefferson (entrambi out per turnover) non sono riusciti a garantire: presenza offensiva, attenzione difensiva, pressione sul portatore di palla e capacità di reggere i cambi. Oggi come oggi, senza alcun dubbio, Pascolo è il miglior “4” milanese. L’attesa, che può essere figlia anche di ragioni fisiche, ora deve finire.

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Alessandro Luigi Maggi

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3 pensieri su “Dopo la cacciata della Leonessa tre sensazioni: Mancanze, Difesa e Dada Pascolo

  1. Comincia ad apparire sempre più evidente, purtroppo, che i tre esterni americani, Jerrels, Goudelock, Theodore, giocano per le proprie statistiche più che per qualsiasi altra cosa. Quando la difesa avversaria alza l’intensità, come dici, il difetto diventa estremo, ai danni della squadra. Pianigiani lo vediamo spesso urlare con loro, soprattutto con Theodore, ma con poco effetto. Sono giocatori molto forti, più di tanto non puoi imporgli. Ma non sarà che non vogliono capire perché purtroppo Milano, per gente come loro, è un trampolino possibile per gli ingaggi delle ricche d’Europa, che si conquistano a suon di statistiche?

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