Il dopo Bamberg: quella mezzora di pena, quella rimonta non banale, e la praticità di Simone Pianigiani

L’Olimpia Milano batte 71-62 il Bamberg grazie ad un parziale di 10-0 di Mantas Kalnietis, all’interno di un 19-0 nel quarto quarto che si allunga sino al 22-2 chiuso dalla tripla di Curtis Jerrells per il 68-59 della tranquillità. Per l’Olimpia è il primo “doppio turno” di sempre chiuso con il 100% di vittorie, e la quarta serie di due vittorie in fila nell’EuroLeague della “new era”. Elencati i numeri, andiamo ad analizzare tre passaggi fondamentali del tutto.

33’ di pena. L’Olimpia piazza la prima tripla del match con M’Baye (una consuetudine), poi chiude il primo quarto con 2/6 da 2 e 1/3 da 3, il secondo con 9/23 da 2 e 1/10 da 3 (0/9 di serie aperta), il terzo con 12/33 da 2 e 2/14 da 3. Difensivamente, ha superiorità netta nel pitturato nonostante le frequenti incursioni di Rubit, ma concede al Bamberg il vantaggio costante nell’uno contro uno al primo palleggio, e soprattutto una “no fly zone” dalla media distanza, dove i vari Zisis, Nikolic e Taylor possono imperversare. Dorell Wright è poi la punizione dalla distanza, con un 3/6 da 3 che è anche 3/4 sino al nefasto finale;

La rimonta. Che non è tuttavia frutto del caso, anche se in almeno tre occasioni il Bamberg fallisce comode soluzione aperte per bloccare il fatale parziale. Cinciarini e Pascolo mostrano massima attitudine nell’anticipo sulla palla, Jerrells è l’unico piccolo in grado di reggere l’uno contro uno sul primo palleggio e Gudaitis sovrasta Radosevic chiudendo l’area. Con una simile difesa, ovvio che la prima arma in attacco si riveli il miglior giocatore di transizione della squadra, Mantas Kalnietis;

Simone Pianigiani. ll coach senese non può ancora contare su un sistema d’attacco affidabile (perchè per esserlo deve essere ricco di alternative), ma ha il merito di proseguire per piccoli passi, senza punti fermi per principio. Dopo aver vinto a Valencia con Jerrells e Theodore, parte con il quintetto composto dall’ex Banvit, Bertans, Micov e Tarczewski, vincendo la partita con un ultimo quarto disputato quasi per intero da Cinciarini, Kalnietis, Jerrells, Pascolo e Gudaitis. Questa è praticità, oro di questi tempi…

Alessandro Luigi Maggi

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